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Più poltrone ai manager di Stato

L`effetto della nuova legge è quello di aumentare le poltrone, rispetto al massimo di tre o cinque che era già stato fissato dalla legge Finanziaria per il 2008, approvata nella precedente legislatura, durante il governo di Romano Prodi

Consigli con l`elastico per le società controllate dallo Stato non quotate in Borsa. E l`effetto di una norma che entrerà in vigore tra pochi giorni, appena sarà pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale» una legge approvata due giorni fa al Senato, in quarta lettura.

L`obiettivo dichiarato è ridurre i consiglieri delle società a cinque o sette al massimo.

In realtà, l`effetto è quello di aumentare le poltrone, rispetto al massimo di tre o cinque che era già stato fissato dalla legge Finanziaria per il 2008, approvata nella precedente legislatura, durante il governo di Romano Prodi.

Il provvedimento del governo che reca queste novità è intitolato «Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile».

È firmato dai ministri Giulio Tremonti, Claudio Scajola, Renato Brunetta, Maurizio Sacconi, Roberto Calderoli e Angelino Alfano, risultante dallo stralcio di un collegato alla legge di bilancio di quest`anno, presentato a fine luglio 2oo8.

La novità farà vedere i suoi effetti sulla prossima campagna nomine pubbliche, che quest`anno tocca in particolare, per scadenza del mandato triennale dei consigli di amministrazione, Anas, Fintecna, Fincantieri, Enav e alcune società delle Fs, tra cui spicca Trenitalia.

I rinnovi dei cda sono silenziosamente scivolati alla fine di giugno. Questo consentirà al governo di tener conto dell`esito delle elezioni europee del 7 giugno e di valutare eventuali esigenze di collocamento nei cda degli scontenti o dei «trombati».

Per questo viene in soccorso, con mirabile sincronia, la novità legislativa che ha visto la luce l`altra sera a Palazzo Madama.

L`articolo 71 del provvedimento sostituisce il comma nz dell`articolo 3 della legge 24 dicembre 2007 n. 244, la Finanziaria 2008, stabilendo che gli statuti delle società non quotate controllate dallo Stato, anche indirettamente, «si adeguano» alle nuove norme. E cioè devono «ridurre il numero massimo dei componenti degli organi di amministrazione a cinque se le disposizioni statutarie vigenti prevedono un numero massimo di componenti superiore a cinque, e a sette se le citate disposizioni statutarie prevedono un numero massimo di componenti superiore a sette».

Una formulazione un po`tortuosa, scritta al Tesoro, per dire che le poltrone nei cda delle società dello Stato potranno essere al massimo cinque o sette. Sono poche, ma più di quelle che ci sarebbero state se non fosse stata modificata la Finanziaria 2008. Quella legge diceva che gli statuti dóvevano prevedere la riduzione dei consiglieri a tre (se all`epoca i cda erano composti da più di cinque membri) o cinque (se i cda avevano più di sette membri).

La prima società ad essere toccata dalla novità è Fincantieri.

L`assemblea è andata deserta in prima convocazione il 29 aprile. In seconda adunanza, ieri, si è limitata ad approvare il bilancio e il dividendo di io,i milioni di curo. L`assemblea ha rinviato le nomine a fine giugno e non si è pronunciata sull`aumento di capitale da 300 milioni proposto dal cda. II Ministero del Tesoro ha deciso il rinvio, per adeguare lo statuto alla nuova legge. Lo statuto Fincantieri prevede che gli amministratori possono essere da 5 a 7, mentre quelli in carica sono sette.

Secondo la legge precedente (epoca Prodi-Padoa Schioppa), i consigli di amministrazione si sarebbero dovuti ridurre a cinque, invece con la nuova norma può rimanere di sette consiglieri.

Restano intanto in carica, in prorogatio, l`amministratore delegato Giuseppe Bono e il presidente Corrado Antonini.

Non si è tenuta ieri l`assemblea della Fintecna, presieduta da Maurizio Prato, si farà tra un mese in seconda convocazione.

Il cda è di sette componenti, lo statuto prevede un minimo di cinque e un massimo di nove, quindi potranno restare sette.

L`Anas guidata da Pietro Ciucci non ha ancora convocato l`assemblea per il rinnovo del cda, che è di cinque componenti.

Il cda si riunisce oggi per approvare ilbilancio e convocare l`assemblea sulle nomine a fine giugno. Anche l`Enav guidato da Guido Pugliesi deve`ancora fissare l`assemblea per il rinnovo del cda, così come deve fare Trenitalia, che ha un cda di sei componenti, presidente Luigi Lenci, a.d. Vincenzo Soprano.

Secondo alcuni smaliziati osservatori della galassia pubblica, la riduzione dei consigli a tre o cinque avrebbe tolto spazio agli inserimenti nei cda di esterni targati politicamente.

Resta fissato a tre il tetto ai consiglieri per Sviluppo Italia e della Sogin. La nuova norma taglia del z5% i compensi dei componenti del cda ed elimina i compensi dei vicepresidenti.

Rimangono libere di fissare il numero dei consiglieri le società quotate in Borsa, anche se scontrollate dallo Stato (come Eni, Enel, Finmeccanica, Terna, Snam) e le loro controllate anche se non sono quotate.

 

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