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POKER D’ASSI SENZA BLUFF

Rita Borsellino, Rosario Crocetta, Luigi De Magistris e Sonia Alfano sono stati eletti al Parlamento Europeo: un successo elettorale notevole, che infonde concreta speranza in tutti quei cittadini che credono nella giustizia

Nelle analisi del voto europeo si è parlato molto della frenata inattesa del Pdl e del calo atteso del Pd, che comunque, visto il travaglio vissuto in questo ultimo anno, è riuscito a tenere ed a non crollare. Si è discusso moltissimo del successo dell’Idv, il vero vincitore delle elezioni, e del previsto incremento della Lega xenofoba e federalista. L’elemento più importante, però, al di là di ogni dibattito su chi ha vinto e chi ha perso, è l’elezione in Europa di ben quattro esponenti dell’antimafia italiana, da sempre impegnati, con ruoli ed in ambiti diversi, nella lotta contro la criminalità organizzata ed i suoi riferimenti istituzionali.

Il Parlamento europeo, infatti, nei prossimi cinque anni vedrà tra i suoi banchi quattro persone che rappresentano il senso di giustizia di quei cittadini che non vogliono arrendersi al dominio della mafia e dei politici conniventi e corrotti. Tra i più votati in Sicilia figurano Rosario Crocetta, il coraggioso sindaco di Gela che ha polverizzato il sistema degli appalti mafiosi nel comune della “stidda”, e Rita Borsellino, sorella di Paolo Borsellino, donna impegnata da anni nella diffusione della cultura della legalità tra i giovani e simbolo della rinascita siciliana, protagonista di un risveglio civile che la portò ad essere candidata alle regionali del 2006, dove riuscì a prendere più di un milione di voti nella battaglia di legalità contro Totò Cuffaro.

Grazie alla presenza di Crocetta e della Borsellino, il Pd in Sicilia ha ottenuto un ottimo risultato, conquistando due dei 6 seggi assegnati alla circoscrizione insulare (Sicilia-Sardegna), pareggiando così i due seggi conquistati dal Pdl, partito che fino ad un anno fa dominava ogni elezione nell’isola. I rimanenti due seggi sono andati rispettivamente all’Udc e all’Idv.

Proprio nel partito di Di Pietro, cresciuto in misura incredibile anche in Sicilia, sono stati eletti al Parlamento europeo Luigi De Magistris, il magistrato che ha scoperto la commistione tra politica, crimine organizzato e poteri forti, venendo per questo allontanato dalla propria indagine e dalla propria Procura, e Sonia Alfano, figlia del giornalista antimafia Beppe, ucciso da “cosa nostra” nel 1993, impegnata nella ricerca dei mandanti politici dell’assassinio del padre, nella difesa dei diritti delle famiglie delle vittime di mafia e, soprattutto, nell’attività di denuncia del malaffare e di diffusione della cultura della legalità tra i giovani.

Quattro figure importantissime e prestigiose, quattro persone che non hanno mai smesso di lottare, che hanno vissuto sulla propria pelle la necessità del coraggio, della dignità, del non piegarsi per poter vivere a testa alta e combattere un sistema oppressivo, violento, colpevole del mancato sviluppo economico del Sud. Tre siciliani (Crocetta, Borsellino, Alfano) e un napoletano (De Magistris) uniti dalla volontà di continuare la propria battaglia per l’affermazione della legalità e della giustizia sociale, in un Paese come l’Italia che sembra sempre più impantanato nel clientelismo, nell’abiezione morale, in un’intolleranza endemica a qualsiasi regola di vivere civile, in un clima di rassegnazione che appare indotto da chi vuole operare indisturbato e senza resistenza.

Questa sarà la parte più difficile di una battaglia che dall’Europa sarà di sicuro condotta con unità di intenti e con la condivisione di un’idea di società diversa da quella che al momento viviamo. Il fatto che quattro pilastri dell’antimafia vengano eletti con numeri importanti rappresenta un segnale di speranza circa la possibilità che qualcosa, nel quartiere basso della società, si stia muovendo, con discrezione strategica, senza la necessità di proclami mediatici, ma con la convinzione di chi ascolta il suono nobile delle coscienze, dei sogni di giustizia. La convinzione di essere dalla parte del giusto e di essere molto più numerosi di quello che sembra.

Per chi ha partecipato a fianco di Rita Borsellino alla grande avventura delle primarie per le regionali del 2006 e alle successive elezioni, è stato davvero emozionante sapere che Rita è stata la più votata in Sicilia dopo l’onnipresente Berlusconi. Un vero e proprio plebiscito per la Borsellino, con quasi 230.000 preferenze, a dimostrazione che quella che fu definita “la primavera siciliana” è ancora in corso. Anche Crocetta ha ottenuto un grandissimo risultato, raccogliendo 150.000 preferenze, piazzandosi al quarto posto complessivo, dopo Berlusconi, la Borsellino e l’attuale presidente della Regione, Raffaele Lombardo.

Così come emoziona l’exploit di Luigi De Magistris, non tanto per l’avvenuta elezione, quanto per i numeri della sua vittoria: con oltre 415.000 voti è stato il secondo più votato d’Italia dopo il premier. Un successo impressionante, netto, eloquente che fa ben sperare per un futuro rinnovamento della politica italiana, un futuro in cui persone come De Magistris, Crocetta, Borsellino, premiati dai numeri (che in politica contano), potrebbero essere nuovi leaders di partito, garantendo un alto profilo morale unito ad una grande competenza ed alla presenza sul territorio e tra la gente, elemento che spesso latita nell’esperienza di molti esponenti di primo piano della politica attuale. Discorso che vale anche per Sonia Alfano, la cui elezione può rappresentare l’avvio di un percorso di crescita e di maturazione politica, che possa consentirle di unire alla sua pulizia morale, all’esperienza personale sul territorio e alla freschezza delle sue idee una maggiore dimensione politica.

Attorno a questi quattro paladini dell’antimafia e della buona politica si respira un clima di fiducia e di speranza. In tanti, questa volta, sono pronti a scommettere che non vi sarà alcuna delusione, perché le basi di partenza affondano nella concretezza di un presente e di un passato di lotta e di giustizia.

 

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