Qualcuno deve fermarlo

Non ce la fa. Proprio non ce la fa a contenersi. Ormai siamo al delirio verbale. Non che il cavaliere abbia mai fatto un discorso politico serio: lo abbiamo ascoltato purtroppo per anni senza mai sentirgli dire niente di interessante: numeri, promesse, anatemi, minacce e autocelebrazioni selvagge, ma niente che riguardi la vita del paese e le sue necessità. Quindi non dovremmo meravigliarci, eppure lui riesce sempre a sorprenderci: davvero non c’è mai fine al peggio.
Insomma: ci sono tanti argomenti di cui parlare, argomenti di interesse comune e di grande attualità, uno per tutti: a Copenhagen si parla del futuro del pianeta, una Terra ammalata, inquinata, affamata, ecologicamente disastrata, ma lui ne accenna? No. Eppure è un tema importante, direi esiziale. Ma lui di niente parla ormai se non dei suoi processi. E così ha fatto anche oggi a Bonn, davanti ai rappresentanti europei del Partito Popolare, che lo ascoltavano allibiti e costernati. Loro non sono abituati a sentire sciorinati in piazza i problemi personali di un leader e tantomeno sentirlo insultare le istituzioni del proprio paese, che dovrebbe essere il primo a rispettare. E così – poveracci – sono rimasti lì ad ascoltarlo, guardandosi l’un l’altro fra indignati e divertiti. Per loro non ci sono precedenti, quindi non sanno nemmeno come comportarsi, se dirgli di parlare di cose che possano interessare tutti, o zittirlo senza troppe formalità, come si fa con chi disturba.
Quello che li trattiene è solo la buona educazione e il rispetto che hanno nei confronti delle istituzioni, proprie e altrui. Così non resta loro che ascoltare chi questo rispetto non lo conosce nemmeno e si parla addosso e racconta i fatti suoi, in una sceneggiata penosa e vergognosa. E’ concentrato ormai solo suoi processi, il cavaliere, ossessionato in modo paranoico. Ma del resto è entrato in politica solo per questo: non l’ha nemmeno mai nascosto, che non voleva finire in giudizio. E per questo ha depenalizzato reati per i quali – come il falso in bilancio – in altri paesi c’è la galera: negli USA si rischiano addirittura 25 anni di carcere! Ma altri reati di cui è accusato non si possono depenalizzare, come quello di corruzione, o sarebbe il caos.
Così i suoi fidi si sono spremuti le meningi per fare leggi indecenti che dovevano salvarlo, anche a costo di andare contro la Costituzione, contro la giustizia e perfino contro il buonsenso. La Corte Costituzionale li ha bloccati – e meno male!! – ma adesso ci riprovano con il “processo breve”, che per cancellare il suo processo ne cancellerebbe migliaia di altri. Il fatto è che non riesce a mettersi in testa che non è proprio possibile salvare solo lui, a meno che non si faccia una legge in cui si dica “ facciamo una eccezione per Berlusconi Silvio, che qualunque cosa faccia non può essere punito”. Ma non si può fare, anche se Casini lo aveva proposto, con una vena di autentica ironia, perché andrebbe contro l’articolo 3 della Costituzione, che dice che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. Forse è per questo che lui minaccia di cambiare la Costituzione.
Ha detto anche questo a Bonn e ha anche inveito contro il Consiglio Superiore della Magistratura, denunciando l’esistenza di un partito dei giudici di sinistra che complotterebbero contro di lui. Tutto questo, ripetiamo, l’ha detto davanti alle delegazioni europee del Partito Popolare, agghiacciate in un silenzio compatto. Fini ha preso subito le distanze da Berlusconi e il presidente Napolitano ha deprecato l’insulto alle istituzioni. Niente di nuovo insomma, anzi: tutto come sempre, secondo un penoso rituale ormai consueto. Nessuno di loro che dica a questo signore che deve proprio andarsene, perché non si può più tollerare che a rappresentarci sia un uomo così senza dignità, senza il senso del proprio ruolo e senza il rispetto dovuto alle istituzioni che rappresenta.
Non basta che glielo abbiano gridato a Roma, a gran voce i cittadini inviperiti. E’ necessario che siano anche i rappresentanti in Parlamento a dirglielo, perché sono pagati da noi anche per questo: per onorare il titolo che portano, per garantire il rispetto delle istituzioni che rappresentano e per non permettere a nessuno di infangare il nome dell’Italia.... Sì, lo so: sto parlando di quello stesso Parlamento che ha votato in favore di Nicola Cosentino.... lo so, lo so....


















