Quando "Caliendo" il sol...

Qualche giorno fa – lo sappiamo, non è una notizia fresca – il Parlamento ha votato la mozione di sfiducia a Caliendo: i no, cioè quelli dalla parte di Caliendo, come si sa sono stati 299, i favorevoli alla sfiducia 229 e gli astenuti 75.
C’è già chi ha fatto notare che sommando i 229 sì ai 75 astenuti si arriva a 304, cioè si supera di 5 voti quelli del PdL e della Lega messi insieme. I numeri sono i soli a non mentire in questo paese di pinocchi e questo dicono. Allora non si spiega perché Berlusconi sia ancora lì a Palazzo Chigi. Possiamo raccontarcela come vogliamo, infatti, ma il governo è andato sotto di 5 voti. PUNTO. E allora perché anche il PD fa finta di nulla e dice che forse, nel futuro, il governo non ce la farà? E’ già successo! NON CE L’HA FATTA!! Non ha più i numeri per governare il paese. E se non ha più i numeri, il Presidente Napolitano dovrebbe forse chiamare il cavaliere e chiedergli che intenzioni ha. Invece non lo fa. L’opposizione dovrebbe chiedere le dimissioni del governo e invece non lo fa. Nessuno fa niente, mentre tutto è come sempre immerso nella solita melma vischiosa dei “vorrei ma non posso”. Ma perché non posso??? Ma chi l’ha detto?? Cosa si aspetta a dire a Berlusconi e alla sua corte intollerabile di personaggi discutibili, di farsi da parte, di togliersi dai piedi, una volta per tutte?
La ragione di tutto questo attendismo e perfino le sussurrate ipotesi di governi tecnici o balneari di “salute pubblica” ( guidati addirittura da un Tremonti che ha fatto la peggiore finanziaria possibile) è dovuta al fatto che in realtà sia il centro sinistra che il nascente terzo polo non si possono permettere elezioni anticipate. Perché se si andasse alle urne adesso rischieremmo che Berlusconi non solo vinca, ma che questa legge elettorale, questa “porcata” di legge elettorale, gli dia ancora più potere. Bisognerebbe dunque che il centro-sinistra e il nuovo centro destra di Casini-Fini-Rutelli, si mettessero d’accordo e trovassero un modo per cambiare la legge, prima che sia Berlusconi a volere le elezioni anticipate, fregandoli sul tempo. Ma invece ancora non si sono messi d’accordo su come farla... cioè: questo è un alibi. Il vero motivo è che non hanno trovato un accordo, ciascuno nella sua componente, su chi dovrà guidare la propria cordata elettorale. E così prendono tempo e lasciano il cavaliere lì dov’è, a continuare a fare i propri interessi e quelli della Lega.
La situazione è molto ingarbugliata. Facciamo un esempio nella sinistra: c’è un bel po’ di gente che si vorrebbe candidare a guidarla. Ma solo Nichi Vendola ha detto apertamente che è interessato a esserne il leader. Gli altri possibili candidati fanno le mammole, salvo poi cercare di affondare ogni concorrente che abbia l’aria di proporsi. E non sto parlando solo di Di Pietro! Anche dentro il PD ci sono persone che avrebbero questa ambizione. Magari gente che avrebbe dovuto già tornare a casa come D’Alema, e che invece ancora pensa di poter saltare in sella. La boria, l’egocentrismo sfrenato impedisce evidentemente a costoro di vedere tutti gli errori fatti, che la sinistra intera non finirà mai di pagare.
Partiremmo dunque per nuove elezioni, come sempre svantaggiati e divisi e soprattutto con alla testa quelli che dovrebbero rappresentare le nostre aspirazioni, rivendicazioni, bisogni e necessità e che sono invece da sempre concentrati su sé stessi e sui propri interessi, sui giochini di potere che dividono coi loro compagni di privilegio, indifferenti e lontani dal loro elettorato stremato e impoverito, che fra l’altro non li voterebbe mai.
Ma ha diversi problemi anche il nascente polo del centro destra : alle elezioni come si schiererebbe Fini? Lascerebbe il suo elettorato PdL a Berlusconi e fra le braccia della Lega, o resterebbe dentro per cercare di tenerselo? Oppure sceglierebbe l’azzardo e andrebbe insieme a Casini e a Rutelli, sperando di portarselo dietro? E chi fra loro tre sarebbe il capo cordata? Ehhh, una bella gara.
Come si vede soltanto il PdL con la Lega ha già un suo leader incontestato: Berlusconi. Discusso e discutibile, al centro di scandali e di processi, ma egualmente accettato, con tutte le sue magagne, dai suoi alleati-padroni della Lega. Anche perché questa sa di averlo ormai totalmente in pugno e Bossi in un delirio di onnipotenza straparla di addirittura 20 milioni di voti (ne ha avuto solo 3 nelle scorse elezioni). Ma alle elezioni metterebbe il cavaliere a capo della coalizione, salvo magari poi buttarlo via senza problemi. E questo anche lui lo sa e per questo minaccia soltanto un ricorso precoce alle urne.
Questa è la situazione, al momento. E allora ben si capisce come delle nuove elezioni siano per tutti, fuorchè per la Lega, un bel rischio e un grosso azzardo. Soprattutto – come dicevamo – con l’aggravante di una legge elettorale truffaldina come quella in vigore.
Quindi il problema intorno al voto di sfiducia non è uno solo: non stiamo semplicemente parlando di un signor Giacomo Caliendo, sottosegretario alla Giustizia (!!) che, proprio perché si trova in quel ministero e in quella posizione, avrebbe dovuto dimettersi da un pezzo, al di là del fatto che sia o non sia vero che è dentro fino al collo nella P3. Non stiamo solo dicendo che dovrebbe andarsene per un evidente, gigantesco e vergognoso conflitto di interessi, o per una questione di opportunità politica, come è stato detto e sottolineato e nemmeno per un fatto di civiltà, come diciamo noi, che vorremmo vivere in un paese civile, dove un sottosegretario alla giustizia che è indagato, si fa da parte senza farselo dire, senza fare capricci puntando i piedi, senza fare la conta degli amici.
No. Il problema non è solo lui e neppure tutti i ministri, sottosegretari, deputati e senatori dentro fino al collo in mille inchieste di truffe, tangenti e speculazioni ignobili e non lo diciamo perché ci siamo abituati a vivere in un paese che non è normale. Non ci abitueremo mai e non ci stancheremo mai di dirlo e di ripeterlo, perché proprio non se ne può più di far finta che lo sia.
No. Il problema è che, anche alla luce di questi ultimi avvenimenti, questo paese appare senza alcuna prospettiva di reale cambiamento. Ci potrà forse essere un’alternanza, in futuro, ma non una vera alternativa.
Ci potranno essere persone meno corrotte ( non è difficile crederlo!), ci potranno essere persone realmente convinte di essere democratiche, ma noi al momento non vediamo veramente nessuno in grado di guidare il paese, senza che non solo i suoi avversari, ma nemmeno i suoi sodali non se lo mangino vivo e non lo tradiscano ogni due minuti.
Questa è la cosa che più ci deprime e ci atterrisce. E dunque non è esatto quello che ha scritto “Famiglia Cristiana”, spaventata dalla rassegnazione della gente di questo paese, che non reagisce davanti a questa corruzione dilagante. Non è che non ci sia più nessuno che si indigna: la gente si indigna eccome, ma non c’è più nessuno che dia voce a questa indignazione, che organizzi questo dissenso. Nemmeno ormai i movimenti, sempre più divisi e inconcludenti. La corsa al potere, alla visibilità ha contagiato addirittura i leaderini di periferia, si è insinuata perfino dentro il popolo viola. Questo paese si è già intriso di protagonismo berlusconiano fino al midollo, ormai. Questo è il vero punto della questione, questa è la vera tragedia italiana.
Forse si arriverà a un punto, se niente cambia, che qualcuno diventerà il drammatico protagonista di un giorno di ordinaria follia: sta già succedendo! Ci sono già disoccupati, persone che hanno perso il lavoro e che nessuno tutela più: né sindacati né partiti, che hanno preso un fucile e fatto una strage finita con un suicidio. C’è anche chi si suicida senza disturbare nessuno e non c’è chi si domandi quanta disperazione ci può essere dietro a gesti così estremi.
Nessuno di questi signori di destra e di sinistra che in questi giorni sono impegnati nelle loro contrattazioni, nei loro giochini di potere, si rende conto che questo paese è sull’orlo di una guerra civile. Non si rendono conto della disperazione di chi non sa come comprare il pane ogni giorno per i propri figli. Di chi non sa come vestirli e calzarli, di chi non può che continuare a fare debiti e vivere rinunciando a tutto. Quanto ancora può durare tutto questo?



















