Quando l’informazione diventa gossip

Martedì abbiamo toccato il fondo.
Una intera giornata dedicata alle esternazioni a volte rabbiose, a volte fintamente patetiche di Berlusconi sulla sua signora. Ammetto che non sono riuscita a vedere fino alla fine Porta a porta: era davvero superiore alle mie forze, insopportabile! Ma perfino Ballarò e Ottoemmezzo ne hanno fatto l’argomento principale delle loro trasmissioni.
Lo ha fatto anche Santoro ad Anno Zero ieri sera e così abbiamo fatto l’en plain. L’informazione di questo paese è arrivata davvero al livello più basso, dopo l’era fascista. E a dirlo non sono certo io: infatti Freedom House, organizzazione della stampa libera mondiale, ci ha retrocesso al 73 posto, definendola partly free ( parzialmente libera), unico caso nell’Europa occidentale, insieme alla Turchia.

Non voglio dire con questo che le esternazioni della signora Lario non siano importanti da un punto di vista dell’informazione: lo sono eccome ed era doveroso riportarle. Ma non come generalmente è stato fatto: cercando di ridurre a sfogo di rabbia e di gelosia di una moglie offesa, un grido d’allarme di una cittadina indignata e preoccupata, che non si capacita che un paese intero stia ai piedi di un uomo e gli consenta di fare tutto quel che gli pare, sfasciando, rifacendo e rimodellando, come fa con la sua faccia, anche la Costituzione e le istituzioni di questo paese.
Ma le parole della signora Lario sono state soffocate e stravolte dalla straripante logorrea di suo marito, che ha fatto i soliti numeri di sempre, condendoli di dati sui vari sondaggi sulla propria popolarità, chissà mai se reali o inventati al momento: tanto nessuno va mai a controllare se sono veri o no.
Siamo stanchi ormai di sentire il cavaliere attaccare i giornali “comunisti” rei solo di riportare le sparate che dice e che poi è costretto a smentire, siamo stufi di sentirlo parlare di complotto della sinistra che – plagiando sua moglie – ha montato tutto questo can can, quando è la ragazzina Noemi Letizia che ha rilasciato una intervista, raccontando alla stampa che lui le telefona e lei vola a trovarlo a Roma, a Milano e anche in Sardegna e dice – non si sa se con più ingenuità o più arroganza – che lui le troverà un posto o nel mondo dello spettacolo o nella politica: per lei non fa differenza.
Ecco: è proprio questo l’aspetto scandaloso.
Non le feste, non i collier, non le ragazzine o le veline, no: quella frase detta con naturalezza, come fosse la normalità, ha sintetizzato e fotografato con cruda esattezza lo stravolgimento morale di un paese, il suo più infimo degrado etico, mostrando come ormai la politica sia vista come impiego, come sinecura, come cespite di guadagno, come trampolino di lancio, come premio di consolazione e via arraffando, saccheggiando, dissanguando.
Perché così è stata ridotta, così progressivamente si è snaturata e continuerà a degradarsi fino a che diventerà solo un ufficio di collocamento per chi non ha abbastanza talenti da avere un mestiere e il parlamento si tramuterà in un mero circolo di amici, di amichette, di supporter e di raccomandati/e del potente, una sorta di cloaca in cui si riversano rifiuti, liquami, feccia, schiuma, tutto.
E già si comincia a vedere come il ruolo del Parlamento sia vergognosamente ridotto, come se ormai non servisse più a niente: tanto le decisioni si prendono altrove, lo ha detto Berlusconi stesso. Così i parlamentari - cooptati, designati, scelti dal potere e non eletti dai cittadini - seduti lì in quell’aula che ha visto tanta storia di questo paese, devono ormai quasi soltanto ratificare decisioni altrui e dire di sì, sempre di sì, come quegli orrendi cani di plastica che, trent’anni fa, gente senza gusto metteva nei lunotti posteriori delle automobili e che muovevano ritmicamente la testa, annuendo infinitamente al nulla.

E mentre Berlusconi cambia un’altra volta assetto al governo e inventa viceministri e finalmente colloca la fida Brambilla al Turismo - confermando con arrogante impudenza l’uso personale delle istituzioni del paese, proprio nel momento in cui viene accusato di questo - noi continuiamo a lasciare che si monti un castello agiografico e santificante del novello duce, anche lui insonne, anche lui vicino al popolo come l’altro, e mentre quello col fez andava a ballare nelle balere romagnole, o a falciare il grano coi contadini, questo nuovo B in camicia nera va nelle discoteche a ballare con le diciottenni, o va a spazzare con la ramazza azzurra nelle strade di Napoli. Uguale. Propaganda populista già vista, ma evidentemente sempre efficace fra la gente stupida e immemore di questo paese. Gentetta che si compiace di vedere il suo capo anche come maschio militante, come gallo del pollaio, che seduce le fanciulle e corteggia le signore: tutto già visto, come una copia carbone.
E tutti a discutere e a parlare del nauseante spettacolo di un ultrasettantenne che ha avuto anche un cancro alla prostata e che tuttavia gioca ancora pateticamente a fare il grande seduttore, che fa finta di essere un grande conquistatore, un celodurista di bossiana memoria…ma chi se ne frega di tutto questo, non lo vogliamo finalmente gridare?? Chi se ne frega se corteggia minorenni sotto gli occhi di genitori compiacenti?!Fatti loro! Chi se ne frega se va in discoteca e regala collier con brillanti!?!Fatti suoi!! Vogliamo finalmente parlare dei fatti nostri??
Vogliamo parlare di cose serie? Della crisi economica, delle leggi razziste, dei medici e dei presidi spia, del recupero di Mussolini, del voler riscrivere e falsificare la storia, parliamo delle puttanate sulla ricostruzione in Abruzzo, degli inceneritori di Acerra, del nucleare al quale l’Italia ha detto no, della gente che sta fallendo a La Maddalena, perché il G8 è stato spostato in Abruzzo e perchè perderà le sovvenzioni sulle quali contava, parliamo della scuola allo sfascio, dell’Università sempre più degradata…. Ah, a proposito di Università: non vi fate incantare dal fatto che alcune delle veline da inserire nelle liste elettorali abbiano una laurea: le lauree triennali che si danno ora non valgono più di un diploma di scuola media: è per questo che me ne sono andata in pensione. Questa delle leureate è un’altra illusione, un altro coniglio tirato fuori dal cilindro senza fondo delle mezze verità, delle menzogne travestite, delle cose inventate.
Mi spiego meglio: ricordate quegli esami che ci portavano via mesi e mesi di studio? Beh, non ci sono più. Così come non ci sono più le lezioni che duravano per nove mesi filati, per un intero anno accademico. Adesso ci sono i semestri, che in realtà durano tre mesi, nei quali ormai le singole materie sono condensate in un modulo mediamente fatto di 25-30 ore di lezione: tutto qui! Un professore può solo scegliere di fare questo modulo o nel primo o nel secondo semestre. Ma intanto i corsi di laurea si sono moltiplicati, per cui farà decine di questi moduli per decine di corsi diversi, altrettanto velleitari e inutili, che però magari hanno nomi altisonanti. Tra un semestre e l’altro c’è un mese di pausa ed è solo in questo mese che si possono sostenere gli esami che si sono frequentati nel primo semestre, tutti insieme: anche 7 o 8 e perfino di più. Esami mediamente preparati su dispense o libretti di 50/80 pagine o giù di lì….ma del resto: visto che le lezioni sono durate per circa 30 ore, cosa si può pretendere?Per non dire delle tesi: ormai sono delle ricerchine da liceo, di poche pagine. Ecco, questa è l’università di oggi. A questo punto voi capite che un bicchier d’acqua e una laurea triennale non si negano a nessuno.
Ma per tornare a quel che dicevamo prima: abbiamo ben altro a cui pensare, che al vegliardo e alle vispe terese. Ormai stanno chiudendo fabbriche e negozi, perdiamo posti di lavoro ogni giorno, la gente non riesce ad arrivare alla fine del mese, i pensionati sono arrivati a rubare una scatola di pelati o un cartone di latte, per poter mangiare. I razzisti ormai dilagano e c’è perfino una proposta leghista di riservare scomparimenti della metropolitana di Milano ai milanesi, alla faccia di Rosa Parks e della lotta degli afro-americani contro l’apartheid; il bigottismo più becero ormai sta dettando l’agenda politica; i nostri giovani non hanno una preparazione culturale scolastica e universitaria, non hanno lavoro, non hanno un fututo, a meno che non siano figli o nipoti di qualcuno che conta, o non entrino nel circo barnum delle veline e dei tronisti e poi possono anche aspirare ad essere cooptati in parlamento, insieme a indagati e raccomandati. Ma tanto nessuno lo saprà, perché – come dicevamo prima – anche l’informazione è tutta nelle stesse mani e di quello che realmente accade non saprà niente nessuno.
Questa è l’Italia berlusconiana: un paese in cui la gente ha dismesso la dignità da un pezzo, come un vestito vecchio. Ma, a proposito di vestiti, la cosa più triste è che stavolta – nel generale, omertoso e succube silenzio – l’unica voce che si è alzata a dire che il re è nudo, è quella di sua moglie.
Barbara Fois
Approfondimenti:
http://www.freedomhouse.org/template.cfm?page=1http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/esteri/rapporto-freedomhouse/rapporto-freedomhouse/rapporto-freedomhouse.html


















