Quando parla il capo dello Stato

Ormai è chiaro, fin dall'inizio del suo mandato,
che questo presidente intende il suo ruolo come quello di figura equidistante
tra i due poli, come colui che media, che mette tutti d'accordo come un buon
padre di famiglia. Ma questo non è il suo ruolo: il presidente è il garante
della Costituzione, secondo la costituzione. Ma lui si sa che la Costituzione la
ama poco infatti è il primo a sollecitare il parlamento perchè la modifichino in
quanto, come ogni signora di 60 anni, ha bisogno di un po' di lifting (che
classe, che signorilità!). Stiamo freschi con questi presidenti fissati con la
chirurgia estetica... Verrebbe quasi da ridere ma ne uscirebbe solo un ghigno
grottesco. Ma come si fa a mediare tra 2 poli quando uno di questi è
completamente fuori dalla costituzione e persegue le finalità del proprio capo,
abbandonando ogni elementare regola democratica, fuori dallo stato di diritto e
dentro lo stato clientelare... E l'altro polo ne scimmiotta le mosse perchè ne comprende ed apprezza i vantaggi, dal poter scegliere chi far eleggere in parlamanto, tramite le liste bloccate, al poter in tutta tranquillità curare i propri traffici senza essere intercettati e con una magistratura cui è stata messa la camicia di forza (d'altronde sono antropologicamente diversi...). Con
quello che sta succedendo da un po' di tempo a questa parte, con lo
stravolgimento di fatto della Costituzione, fare il Presidente della Repubblica
dovrebbe essere un ruolo scomodo e faticoso, da rimanere senza voce a forza di
moniti. Invece il nostro se ne sta tranquillo, salvo sollecitare la modifica
costituzionale, indignarsi per il "vergognoso spettacolo" offerto dalle procure
di Catanzaro e Salerno, trattate alla stessa stregua (lui che è presidente anche
del CSM, che fatti è nel suo solco), ed infine oggi duettare con uno degli
esponenti dell'opposizione. Si vede che il "silenzio mafioso" non l'ha digerito
e gli è spuntata la coda di paglia. Un presidente conscio del proprio ruolo e
convinto del proprio operato, anche se tirato per la giacchetta, si astiene da
commenti diretti come quelli rivolti oggi a Di Pietro. E giù in parlamento tutti
all'unisono a tessere le lodi del capo dello Stato e capo della casta. Il
garante dell'equilibrio di una scarsa pluralità di voci concordi. Caro
presidente Scalfaro quanto ci manchi...


















