Referendum, Celentano: “Ragazzi, votare è questione di vita o di morte”

CLICCA QUI per vedere il nuovo VIDEO di Celentano
Versione aggiornata del celebre brano "Sognando Chernobyl" in cui alle immagini della catastrofe nucleare del 26 aprile 1986 il "Molleggiato" mescola quelle della tragedia di Fukushima dell'11 marzo scorso
Secondo me, in casa Sallusti-Santanchè o viceversa, le cose sono andate così. La Santanchè gli ha detto: “Santoro mi ha invitata alla trasmissione sul NUCLEARE.
Ci sarà anche Celentano ma stavolta in carne ed ossa, tu cosa ne dici,
vado?”. Sallusti la guarda, non parla, attimi di silenzio interminabili
che preoccupano non poco la Santanchè. Gli occhi di lei si fanno più
grandi, sconvolta al pensiero che il suo compagno possa essere colpito
da una improvvisa paralisi. Ma poi ecco la grande trovata: “Dovresti
andarci – dice il rinvenuto Sallusti – in fin dei conti lui con te è
stato carino anche se ti ha dedicato qualche battuta, però stavolta
devi cambiare tattica”. La Santanchè si illumina curiosa, freme di
sapere, pende dalle sue labbra, uguali, fra l’altro, a quelle di mio
zio Eugenio fratello di mia madre. “Cambiare tattica in che senso?”
dice lei già in assetto di guerra. “Nel senso che appena lui ti parla –
si infervora Sallusti – devi coprirlo di elogi, di complimenti per la
sua bravura come cantante; anche se ti dovesse attaccare devi
continuare ad esaltarlo e a parlare di musica qualunque cosa lui ti
dica”. “Hai ragione – dice raggiante la bella Santa – una tattica che
ridimensionerà il suo misero lato politico”. Dunque parte la sigla. Annozero inizia con un crescendo folgorante che solo Santoro (naturalmente dopo di me) sa fare. Alle 10 e 40 circa, in pieno tema RADIOATTIVO,
Ruotolo mi chiede: “Quanto è importante stavolta andare a votare e non
andare al mare?” “Potrà sembrare un’esagerazione – gli rispondo – ma
stavolta è questione di VITA o di MORTE ”. Fra gli
ospiti e il pubblico in studio non vola una mosca. Al punto che Santoro
rompe quel silenzio di tipo tombale presentandomi la Santanchè.
Io faccio appena in tempo a dire buongiorno, dimenticandomi che invece
è sera. E lei, puntuale, esegue alla lettera ciò che il
compagno-maestro le ha insegnato. Anzi, ha fatto di più: ha addirittura
cantato “io non so parlar d’amore”.
Pur avendo capito al volo la nuova strategia della “NUOVA DESTRA”
devo dire che mi sono divertito. Fa sempre piacere ricevere dei
complimenti e non ho ragione di dubitare che, loro malgrado, siano
veramente miei FANS. Sarebbe bello se i dibattiti si svolgessero anche
in questo modo. Spezzare la tensione con frammenti di divertimento
agevolerebbe il pubblico a casa a capire meglio e con chiarezza, quello
che i politici di destra ultimamente NON dicono.
Temo però che quest’ultimo grido della “NUOVA DESTRA” non durerà molto.
Appena si accorgeranno che nel frattempo in cui mi esaltano, quasi in
tempo reale, accade tutto quello che il RE degli Ignoranti dice, torneranno purtroppo ai vecchi metodi. Durante la prima telefonata ad Annozero, antecedente al VOTO del PRIMO TURNO,
dissi con ostentata e sfrontata sicurezza, che Pisapia aveva già vinto,
in tutti i sensi, e che proprio perché aveva vinto non doveva infierire
con la querela alla Moratti. Pisapia infatti vinse con un vantaggio di
7 punti. La stessa identica cosa accadde con la seconda telefonata ad
Annozero. Mentre Lupi mi esaltava come uomo di spettacolo, Pisapia stravinceva con addirittura 11 punti di vantaggio. E naturalmente ritirò la querela contro la Moratti.
È chiaro che anche a me, come tutti quelli che hanno un minimo di
sensibilità e un filo di narcisismo, non possono che farmi piacere
certi apprezzamenti. Che tuttavia però, non bastano a frenare un’OPINIONE.
Per esempio, come la penso, riguardo l’ultima trovata di Berlusconi: a
quanto pare il governo ha fatto ricorso alla Corte costituzionale per
chiedere che bocci la decisione della Cassazione per aver ammesso il
referendum sul Nucleare.
Stavolta Berlusconi
ha veramente alzato il tiro. Non si è sparato sui piedi, ma ha centrato
in pieno le “due piccole cose” a cui lui tiene di più. Per fortuna il
neo Presidente della Corte costituzionale Alfonso Quaranta
ha detto chiaramente che non è nei poteri della Consulta bloccare un
referendum. Insomma Berlusconi non sa più come fare, ce la sta mettendo
tutta per far CADERE il GOVERNO, ma non ce la fa. Per
ora il mio è solo un sospetto. Ma da una attenta analisi sugli ultimi
comportamenti del Cavaliere, da me approfondita e studiata su basi che
neanch’io conosco, sono arrivato alla triste conclusione che non si può
non pensare che la disperazione lo abbia portato a chiedere aiuto
perfino ai tre Cavalieri della Discordanza: Bersani, Vendola e Di Pietro. Pare che sia proprio di loro tre, l’orribile idea di CACCIARE Santoro dalla Rai.
Berlusconi non voleva: è stato fino a notte fonda a cercare di
convincerli ma non c’è stato niente da fare. “Come fate a non capire –
li supplicava – se mandiamo via Santoro sarà la fine della Rai”.
“Certo, ma sarà anche la fine del tuo governo – gli dicevano – non era
questo che volevi?” … Erano ormai le quattro di notte, Berlusconi era
pallido e stravolto dalla stanchezza. Persino i suoi capelli apparivano
sbiaditi, non più rossicci e schiacciati sulla testa, ma per la prima
volta un po’ arruffati quel tanto da conferirgli un’aria scanzonata,
quasi come di appartenenza al tutti per uno e uno per tutti. E poi a
mezza voce senza alzare lo sguardo: “E se non bastasse?”… Il tono un
po’ dimesso della domanda, era quanto di più appropriato ci potesse
essere al disordine che si era creato nella stanza. I tre discordanti
anche loro sfiniti e sbragati chi da una parte chi dall’altra, Tra
sigarette, vino, tazzine di caffè sparse, pizze mangiucchiate e
briciole un po’ dappertutto, improvvisamente si lanciano sguardi di
intesa. È chiaro che il più indicato a rispondere è Bersani: “Se non
bastasse ci rimane un’ultima carta: Floris, Dandini e Fazio…
Dopodiché non ci resta che fuggire tutti e quattro all’estero”.
Berlusconi è perplesso, cammina a piccoli passi avanti e indietro per
la stanza sempre più spettinato. Poi con aria affranta si rivolge a Di
Pietro mettendogli una mano sulla spalla: “Cosa ne sarà della Rai?”. Di
Pietro lo guarda sconsolato: “Il tuo governo la sventrerà in tanti
piccoli Vespasiani sparsi per l’Italia”. Ma la cosa importante adesso,
anche per salvare Berlusconi oltre che i francesi, che come Veronesi,
dormono praticamente sulle SCORIE RADIOATTIVE, è che tutti vadano a votare e scrivano sul foglio elettorale:
SI’ – per abrogare il NUCLEARE
SI’ - per abrogare la privatizzazione dell’ACQUA
SI’ - per abrogare il LEGITTIMO IMPEDIMENTO
Le date del 12 e 13 giugno saranno ricordate come i giorni della riscossa e della purezza contro le contaminazioni malvagie delle SCORIE RADIOATTIVE. Sarà proprio in quei giorni infatti che dalla strana percentuale del 50 per cento + 1 nascerà l’inizio di una SORGENTE dalla
quale sgorgheranno i primi zampilli di energia pura. Che non si
limiterà al solo compito di scaldare e illuminare le città, ma
soprattutto a riaccendere nel cuore degli uomini quel sentimento di
trasparenza e lealtà dal quale poi, nasce l’amore per la bellezza delle
cose che ci circondano.
E sarà proprio questa “BELLEZZA” a tracciare la via per la ricerca di quello che sarà il NUOVO NUCLEARE. Quello PULITO che NON produce scorie perché avviene tramite la FUSIONE FREDDA.
Certo la strada è ancora lunga, ma solo la Bellezza può fare simili
miracoli. Ma perché il miracolo avvenga è assolutamente necessario che
nell’animo dell’uomo si creino le condizioni di un terreno fertile di
verità, dove nessuna corruzione di nessun genere potrà attecchire. Sarà
quello il campo dove il dolce tepore della fusione fredda germoglierà
il fiore più bello. Che sarà appunto quella FUSIONE di BELLEZZA e di GIUSTIZIA
che si propagherà per tutta la terra, e che già la si può identificare
nel triangolo Milano-Napoli-Cagliari. Qualcosa mi dice che la scintilla
di un nuovo mondo corre lungo la linea dei nuovi Sindaci di queste tre
città.
Appello Precedente:
Referendum, Celentano: “Questo voto è l’unico mezzo per sopravvivere, fidatevi”


















