Referendum, nucleare e bluff del Governo

Il Governo ha presentato ieri un emendamento al Senato
sulla scelta nucleare, con il quale "Al fine di acquisire ulteriori evidenze
scientifiche...non si procede alla definizione e attuazione del programma di
localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti
di produzione di energia elettrica nucleare".
A prima lettura, sembrerebbe
una vittoria del movimento antinucleare che, come e' noto, si e' manifestato con
la raccolta di centinaia e centinaia di migliaia di firme e con l'indizione del
referendum il prossimo 12 giugno.
La dizione utilizzata, se letta con
attenzione, non contiene pero' la decisione di abbandonare il programma
nucleare; ha soltanto sospeso quel programma in attesa di accertamenti su
sicurezza e in attesa di decisioni dell'Unione Europea.
Non si fa alcun
riferimento esplicito alla esclusione del ricorso alla fonte nucleare di
produzione energetica.
E' l'ennesimo tentativo di manipolare, distrarre e
mortificare la regolare espressione della volontà popolare.
Siamo in presenza di un bluff per sgonfiare attenzione e tensione sui
pericoli del nucleare, disincentivare la partecipazione popolare, cercando di
ostacolare il conseguimento del quorum per gli altri referendum su acqua e
legittimo impedimento.


















