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Romeo, perché sei tu Romeo?

Scoppia il caso degli appalti truccati a Napoli

Napoli è di nuovo nell’immondezza. Ma questa volta non si tratta di rifiuti, si tratta di uno scandalo che riguarda un giro di affari vergognoso. Il 17 dicembre l’agenzia di stampa Adnkronos batteva questa notizia: “ Una bufera giudiziaria si è abbattuta sul Comune di Napoli, due assessori e due ex assessori sono stati arrestati (ai domiciliari). In carcere l'imprenditore Alfredo Romeo. Agli arresti domiciliari anche altre otto persone tra le quali un colonnello della Guardia di Finanza in servizio alla Dia fino a qualche mese fa ed un ex provveditore alle opere pubbliche, Mauro Mautone. Nell'indagine condotta dalla Procura di Napoli ed eseguita dalla Dia di Roma e dai carabinieri di Caserta sono rimasti coinvolti anche due parlamentari: Renzo Lusetti del Pd e il vicecapogruppo alla Camera del Pdl Italo Bocchino. Tutti gli indagati che hanno ricevuto l'ordinanza sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa degli appalti, corruzione e abuso di ufficio.” 

Al centro delle indagini questa volta è la società di Alfredo Romeo Global Service, a cui era stata affidato per 400 milioni di euro l’appalto per la manutenzione stradale e la gestione delle mense scolastiche. I parlamentari Bocchino e Lusetti sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d'asta. I due assessori finiti ai domiciliari sono Felice Laudadio e Ferdinando Di Mezza.
A questa notizia la Jervolino, inconsapevole sindaco di Napoli, è caduta dalle nuvole, come una stralunata Giulietta: Romeo?! Perché sei tu Romeo? Ma come fa un sindaco a non sapere cosa avviene nel comune che amministra? Come fa a lasciare ammucchiare tonnellate di rifiuti nelle strade senza far niente e a ignorare che i suoi assessori fanno appalti su misura per gli amici che debbono vincerli? Certo uno non può sapere tutto, anche perché degli appalti se ne occupano, oltre agli assessori competenti, i tecnici strapagati, che sono proprio addetti alla verifica delle gare d’appalto: l’ha spiegato bene il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, ieri notte a “Porta a porta”, come funziona il sistema degli appalti nei comuni, ma nemmeno lui ha potuto  salvare la Jervolino. Nemmeno per lui era possibile che un sindaco potesse ignorare tutti i traffici messi in piedi dai propri assessori.

Nessuno con questo sta dicendo che la signora Rosa Russo Jervolino sia  complice: anzi. Siamo certi che la signora è fuori da questi giochi ed è incolpevole. Ma, dispiace dirlo, non è all’altezza di fare il sindaco e se avesse un minimo di consapevolezza e di orgoglio, dovrebbe dimettersi. Non perché è colpevole, ma proprio perché non lo è. Perché è rimasta all’oscuro di tutto, perché nessuno l’ha informata, perché non è stata capace di scegliere le persone giuste di cui circondarsi, perché è evidente che è out rispetto a ogni tipo di gestione del potere. Nel bene e nel male. E perché questo intestardirsi a voler restare ad ogni costo, non è la dimostrazione di innocenza, di forza e di orgoglio, ma è al contrario la conferma  di come non abbia compreso davvero quale ruolo marginale, secondario e inconsapevole abbia avuto nell’amministrazione della città a lei affidata.

Anche perché il signore in questione, l’Alfredo Romeo della Romeo spa e della Global Service, non è certo uno sconosciuto. Forse è meno noto dello sfortunato Romeo Montecchi solo per noi cittadini qualsiasi, ma è popolarissimo negli ambienti della finanza, della politica e della giustizia. E da un bel pezzo! Romeo infatti venne arrestato durante la “Mani pulite” partenopea del 1993: uscì subito di galera accusando i boss della Dc e del Psi di essere delle 'cavallette' che gli erano saltate addosso chiedendogli più di quattro miliardi di vecchie lire di tangenti. La condanna in primo grado a quattro anni per corruzione, venne dimezzata in appello e poi annullata per prescrizione.

Questo coinvolgimento nella Tangentopoli napoletana non ha tuttavia frenato la sua ascesa, anzi. A questo piccolo incidente di percorso seguono anni proficui e anche fuori di Napoli. Infatti l'immobiliarista torna protagonista grazie alla giunta capitolina di centrosinistra guidata da Francesco Rutelli: ottiene l'appalto di gestione dei 33 mila appartamenti comunali. L'assessore competente era allora Angelo Canale. Dispiace dover constatare che la protesta più vibrata venne allora da “er Pecora” - cioè l’esponente dell’allora MSI Teodoro Buontempo- che giustamente tuonava: "Non si può dare in gestione il patrimonio comunale a chi è stato condannato per corruzione"

Ma Alfredo Romeo gestisce e amministra patrimoni pubblici anche in altre città: ha un giro di affari che non finisce mai, ma non vuol dire che amministri bene! Infatti ci consta che nell’ottobre del 2006  la Romeo spa, sia al centro di una grossa protesta popolare. Leggiamo la notizia lanciata dall’agenzia di stampa “ Occupata la sede della Romeo S.p.a per rivendicare piu’ manutenzione per le case popolari : Stamane alcune decine di abitanti delle case popolari di Scampia e Piscinola, insieme agli attivisti dei centri sociali e dei comitati di lotta hanno occupato la sede della Romeo S.p.a a Piscinola in Piazza Tafuri. La situazione strutturale degli alloggi popolari nell’area nord di Napoli e’ gravissima, tra degrado, inadempienze della Romeo S.p.a. ditta che gestisce la manutenzione del patrimonio pubblico del Comune di Napoli, gli abitanti sono costretti a vivere in case fatiscenti. L’occupazione degli uffici e’ durata alcune ore , tra gli occupanti anche i Consiglieri della VIII Municipalita’ Vincezo Cozzolino (Rifondazione Comunista) e Walter Passeggio (Napoli Arcobaleno). I manifestanti dopo aver incontrato dei responsabili della Romeo S.p.a. che hanno disposto gli ennesimi sopralluoghi, hanno ottenuto un incontro con l’Assessore al Patrimonio del Comune di Napoli Ferdinando Di Mezza per Lunedi’ 9 ottobre alle 9:30 a Palazzo San Giacomo.”

Ferdinando Di Mezza…. Dove lo abbiamo già sentito? Ma certo, è uno dei due assessori al comune di Napoli che adesso sono finiti agli arresti domiciliari! Beh, possiamo allora ben immaginare il peso che si sia dato a quella protesta popolare.

Ma come si è arrivati a scoprire questo proficuo intreccio? Casualmente e in modo assolutamente complesso. In realtà il pm Woodcock seguiva la pista di un certo signore un certo Angelo Canale…. Anche questo lo abbiamo già sentito…Ricordate l’assessore al comune di Roma? Beh, proprio lui.
L'accusa di corruzione nasce da un episodio minore: l'immobiliarista avrebbe pagato due notti di albergo a Canale quando era ancora un magistrato in servizio attivo.  Il pm Woodcock è arrivato a scoprire i pernottamenti perché monitorava Canale per una seconda storia di presunti favori ricevuti da un altro imprenditore: Mattia Fella, il titolare dell'agenzia di viaggi Visetur che - sempre nell'ipotesi dell'accusa - avrebbe corrotto il ministro Pecoraro Scanio con viaggi e voli. Si scopre così che Romeo è indagato per corruzione nella capitale, in un'inchiesta che proviene da Potenza ed è uno stralcio del fascicolo del pm Henry John Woodcock appunto sull'ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio. L'indagine è stata trasferita nei mesi scorsi alla Procura diretta da Giovanni Ferrara per ragioni di competenza e saranno ora i magistrati capitolini a stabilire se archiviare o decidere il rinvio a giudizio. Come si legge sull’Espresso: “Al di fuori della rilevanza penale, la vicenda offre uno spaccato del sistema Romeo, una ragnatela bipartisan che avvolge politici, imprenditori e giudici, nella quale limiti e ruoli sfumano. Al centro ci sono i rapporti con Angelo Canale, ex assessore nella giunta Rutelli fino al 1998, ex procuratore della Corte dei conti: ora come capo del dipartimento sviluppo del turismo di Palazzo Chigi compare spesso al fianco del sottosegretario Maria Vittoria Brambilla”. Tutti insieme appassionatamente, insomma.

 Ma questa vicenda significa molto di più: infatti la spazzatura napoletana, vera e simbolica, si è precipitata a valanga sul PD, lasciando annichilito tutto il CS.  Abbiamo sentito gente inguardabile della destra più becera, gente con problemi di natura penale, ex piduisti e altra schiuma umana, parlare con sufficienza dell’onorabilità del CS!! Anche di questo dobbiamo ringraziare le mele marce del nostro cesto! Intollerabile! E prima la Regione Abruzzo e poi la giunta comunale di Pescara, ora questo scandalo a Napoli e la fama di gente onesta del CS ce la siamo giocata. Ma invece di prenderne atto e di fare argine al degrado, cominciando a cacciar via o a dimettersi in massa, i big del PD nella riunione di oggi hanno continuato a becchettarsi e dividersi, salvo poi ripetere in coro vecchie cantilene “siamo un partito di persone perbene! nessuna pietà per i corrotti” che purtroppo abbiamo già sentito a suo tempo anche da un certo signore che poi scappò ad Hammamet.  Ma purtroppo i riferimenti a quel vergognoso periodo della nostra storia non si fermano qui: si ricomincia a parlare di complotto per distruggere il PD e tutto il CS, ritirando fuori l’inchiesta di Mani Pulite, che finì per distruggere il vecchio establishment dei partiti. Nessuno sembra ricordarsi che le tangenti chieste e pagate erano vere e non inventate e che se c’era corruzione non era certo colpa dei magistrati che la scoprirono e denunciarono. Inoltre c’è da considerare che quell’ondata di pulizia distrusse i partiti, ma non la loro classe dirigente, che come la panna (?!) nel ventilatore è schizzata ovunque, riciclandosi in mille modi, ma sempre restando abbarbiccata al potere. Quindi chi volesse far fuori i partiti sa già che servirebbe a ben poco! E che se si vuol fare davvero pulizia di una classe dirigente di destra e di sinistra ormai marcia e collusa, si debbono trovare altri modi. Il problema è trovarne uno valido nell’ambito non violento della democrazia e della legalità.

 

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