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RU 486 : percorso ad ostacoli per le donne

Ma che cosa avranno mai di speciale le donne italiane, rispetto a quelle del resto d’Europa?

L’approvazione da parte dell’AIFA ( Agenzia Italiana dl Farmaco) della pillola che induce l’aborto è un fatto veramente serio ed importante, perché può ridurre notevolmente la spesa del Ministero della Salute e quindi consentire un netto risparmio per le tasche dei cittadini. Purtroppo in Italia , grazie all’asservimento ed alle collusioni tra la classe politica e la Chiesa si è dovuto attendere 20 anni per poter utilizzare la RU 486, evitando i costi, certamente non solo economici, dell’anestesia e dell’intervento chirurgico.

Ora le donne italiane potranno teoricamente disporre della RU 486, se saranno così fortunate da non incappare in medici non obiettori : anche le carriere dei medici dipendono dal “placet” di Direttori e Partiti, per lo più tesi a propiziarsi protezioni “in alto loco”. Inoltre , le italiane,a differenza delle altre donne Europee, dovranno essere ricoverate in Ospedale per tre giorni: ovviamente disponibilità di letti permettendo. Non esiste un razionale che giustifichi sul piano medico tale obbligo. L’interruzione di gravidanza ottenuta con farmaci idonei diventa di fatto un percorso ad ostacoli.

A noi sembra che questa modalità sia almeno ingiustificata, oltre che ipocrita ed espressione di vero e proprio vassallaggio a spese delle donne da parte del Governo italiano nei confronti del Papa: Il quale, in violazione del Concordato, ancora una volta interferisce pesantemente nella politica del nostro Stato, cosa che merita la più aspra condanna. Come può un Capo di Stato estero , come di fatto è per cattolici e non cattolici , incitare alla disubbidienza civile, rispetto alle leggi dello Stato Italiano?

Speriamo che anche i Cattolici colgano la gravità etica delle condotte della S. Sede e che i politici italiani la facciano finita con quello che , a ben vedere, rappresenta una specie di ”voto di scambio” e incomincino ad agire in modo responsabile verso i cittadini ed in particolare verso le donne.

Se poi la Chiesa volesse correttamente esplicare il suo magistero in difesa della vita , dovrebbe alzare ben altri toni contro la guerra, inequivocabile crimine organizzato degli Stati più ricchi contro popolazioni ridotte allo stremo, per le “rapine” delle risorse energetiche, effettuate anche dall’Italia in violazione alla Costituzione . E’ difficile ormai stabilire il confine tra guerra e genocidio, visto l’uso di uranio impoverito, di bombe al fosforo, di sostanze tossiche in grado di determinare sterilità ed alterazioni genetiche anche gravissime e visto lo sterminio per fame e sete di intere popolazioni.

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Travaglio - Servizio P. 9/02/2012

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