SE 1030 MORTI DI LAVORO VI SEMBRAN POCHI…

Con questa ennesima vittima dall'inizio dell'anno il “contatore” dei morti sul lavoro segna 1030, è un dato imbarazzante di cui tutti ci dovremmo vergognare e per cui ci dovrebbe essere una più forte reazione ed indignazione sociale; non può essere che in Italia sia diventato “normale” morire di lavoro, è un atto di inciviltà che non può passare nel silenzio dei media e nell’indifferenza della società civile.
Trovo quindi paradossale parlare nuovamente di allungamento dell’età lavorativa in una REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO dove ogni giorno 4 persone non arrivano al sospirato e meritato traguardo della pensione perché muoiono di lavoro ( senza contare gli invalidi e le malattie professionali); prima impegniamoci ( governo, opposizione, imprenditori, sindacati, singoli cittadini) per garantire a tutti salute, sicurezza e dignità sul lavoro poi parliamo del resto perché prima di pensare di allungare l’età della pensione una società civile deve porsi il problema di farvi arrivare le persone “vive ed integre”; la salute è un diritto che non ha prezzo, è un bene non trattabile che non ha moneta di scambio, ne per gli uomini ne per le donne.


















