Sunday, bloody Sunday....?

Il meeting di Mirabello continua, mentre si fa sempre più spasmodica, nel centro destra, l’attesa del discorso di Fini, previsto per domenica. Non si capisce però perché sia così spasmodica, in fondo non ci sono poi molte possibilità: il cavaliere gli ha imposto di obbedire pedissequamente a tutte le sue richieste, compreso ingoiare il processo breve - punto che non era nel programma elettorale controfirmato da Fini - come atto di buona volontà e di ossequio. Ma se adesso lui si allineasse ai voleri di Berlusconi, tornando sulle sue posizioni, sarebbe la fine della sua credibilità politica e umana. Dopo non varrebbe una moneta fuoricorso da 50 lire. E lui lo sa. Quindi è ovvio che fra i due non si può più ricomporre nulla, rimane solo da vedere - nel tiro alla fune dell’elettorato pdl - chi vince e chi perde.
Ma che il cavaliere abbia paura di perdere e di restare - con una immagine molto gettonata al momento – col cerino in mano, lo si vede benissimo, anche dalle alzate d’ingegno dei suoi fidi. La Brambilla che ordina pullman di fedeli per andare a fischiare Fini è l’esempio più divertente. Infatti adesso che hanno scoperto tutto e la bella sorpresa è sfumata è a lei che è stata addossata la colpa, ma l’idea non è sua. Non solo perché viene difficile pensare che ne abbia qualcuna, ma perché è invece proprio in carattere con le pierinate del cavaliere, di quell’irriducibile fantasista che fa le corna nelle foto di gruppo, che fa cucù alla Merkel, che grida davanti alla regina Elisabetta e si comporta in ogni occasione ufficiale come un vecchio goliardo in gita. Si riconosce insomma lo stesso stile da caserma e da casino che purtroppo abbiamo avuto modo di conoscere bene, in questi anni.
Ma la cosa più divertente sono le accuse di squadrismo e di fascismo fra pidiellini e finiani. Io credo che mio nonno, che ebbe nel 1924 lo studio distrutto dalle squadracce e fu costretto a scappare con moglie e figli dalla Sardegna, nell’aldilà – se c’è – sta ridendo come un matto e con lui tanti vecchi antifascisti irriducibili. Ehhh, la nemesi storica, cari amici e compagni, qualche volta funziona pure per noi.
Dunque, che succederà domenica: sarà una Bloody Sunday o – per restare in ambito musicale – sarà Domenica è sempre domenica?Insomma cosa dirà Fini?
Qualche idea già ce l’abbiamo... Dirà che loro si sono attenuti al programma, che sono stati cacciati solo perché hanno creduto nella possibilità di non essere d’accordo, in una componente politica che si chiama – guarda caso – popolo della libertà e che evidentemente quest’ultima è solo di Berlusconi, per fare quel che gli pare (anche di non nominare il ministro dello sviluppo, in un momento di crisi economica come questo). Dirà che loro voteranno insieme agli altri sui punti sottoscritti, ma che sul processo breve e in generale sulla giustizia-fai-da-cavaliere voteranno secondo coscienza, visto che non era sul programma e visto anche i danni terrificanti che avrebbe come ricaduta su centinaia di migliaia di processi. Dirà che è il momento di lasciar perdere con le questioni personali del premier e che è invece il momento di cominciare ad occuparsi dei problemi degli italiani ( che anche grazie ai suoi ministri si stanno moltiplicando: leggi buon’ ultima la Gelmini e la sua demolizione sistematica della scuola e dell’Università italiane). Dirà che il loro gruppo “Futuro e libertà” non è diverso dai circoli, club e altre associazioni che pullulano letteralmente dentro il PdL e dunque non si capisce perché il cavaliere e i suoi fidi si lamentino tanto. Dirà che loro non vogliono fare un partito, ma se li cacciano saranno costretti a farlo e così tutti si dovranno contare, fuori e dentro il Parlamento e in questo modo rimanderà la palla a Berlusconi.
Quello che può dire non è difficile prevederlo, quello che speriamo di sentirgli dire è un altro film, che forse non vedremo mai.
Ma il punto non è questo. Il punto è che - domenica o no - le elezioni sono prossime e che non ci saranno i tempi ( vedrete che tireranno fuori questa scusa!) per fare un’altra legge elettorale e così si andrà a votare con questa e sarà davvero un salto nel buio.
Il punto è che non si vede nessuna chiarezza nel centro sinistra, né su come si organizzerà, né su chi sarà chiamato a guidarla.
Quindi, se permettete, la mia spasmodica attesa non è rivolta a quello che dirà Fini domenica, ma a quello che diranno e faranno quei cervelloni della sinistra nei prossimi mesi. Perché a mio modesto avviso è proprio lì che si gioca il futuro, la libertà, la democrazia e la cultura del nostro paese. E da quel che abbiamo visto fino ad ora ( compreso l’invito di Rosy Bindi ai finiani) siamo proprio in buone mani!


















