TETTAMANZI APRE UN FONDO PER I DISOCCUPATI

Davanti ad una crisi economica di portata mondiale “Non possiamo stare a guardare […] Occorre agire. E l'azione ora deve privilegiare chi nei prossimi mesi perderà il lavoro[…] la distribuzione dei fondi non avverrà immediatamente ma nei prossimi mesi e non sarà a pioggia ma a destinazione mirata" perché "queste risorse non devono essere una forma di assistenzialismo, affinché chi perde il lavoro non perda anche la propria dignità". Parole sagge e condivisibili dette non da un politico di centro-sinistra ne tantomeno da un sindacalista come si potrebbe lecitamente pensare.
Le ha invece dette l'arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, durante la sua omelia di Natale quando ha espresso la volontà di affrontare la crisi “costituendo un Fondo famiglia-lavoro per venire incontro a chi sta perdendo l'occupazione”; potrà anche non piacerci ma dobbiamo onestamente ammettere che con tutti i nostri dubbi, incertezze e timori nel prendere una qualsiasi chiara e precisa posizione (se non decisione), anche questa volta ci siamo lasciati superare a “sinistra” dal cardinale Tettamanzi; era già successo una prima volta a Verona nell’ottobre del 2006 (vedi Unità Martedì 17 ottobre 2006, La striscia rossa).


















