The day after

Abbiamo assistito a uno spettacolo indegno perfino di un circo equestre di terza categoria. In questo parlamento la spia rossa della riserva di educazione, buon gusto, signorilità, già da un pezzo ha smesso di lampeggiare ed è fissa. Li abbiamo visti picchiarsi come in una rissa da osteria, i nostri parlamentari e fare gestacci ( anche le signore... si fa per dire) e dire parolacce e insulti. Che gente così sia entrata in Parlamento e ne occupi i banchi non è colpa nostra: con la legge elettorale che abbiamo, infatti, i responsabili di chi viene eletto sono i segretari dei partiti. Giustamente Crozza, ieri a Ballarò, ricordava come alcuni di quelli che hanno fatto il salto della quaglia e votato in modo diverso da come avevano dichiarato, provenivano dalla scelta e dalla volontà dei segretari del PD e dell’IdV. Scelte infelici di Veltroni e di DiPietro, che oggi paghiamo tutti, però.
La nostra Costituzione lascia ampia scelta ai parlamentari di votare anche in modo difforme dal proprio schieramento e dunque bisognerebbe provare che c’è stato dolo, avere le prove legali di un mercato. Ma forse anche in questo caso non sarebbero perseguibili.
Loro, i “traditori”, sostengono di aver solo cambiato idea in un momento molto opportuno.
Certo, anche Paolo di Tarso sulla via di Damasco, lui che aveva irriso ai miracoli del Cristo, lo incontrò in un vortice di luce e cadde, folgorato da una rivelazione di fede, inspiegabile con la ragione. Ma davanti a lui c’era un Uomo che era vissuto nella povertà e nell’emarginazione ed era stato crocifisso come un volgare malfattore. Cambiare idea su di Lui non portava ricchezze, né prebende, né posti di ministro, voleva dire invece persecuzione e morte. In questo caso il cambio di idea aveva dignità e meritava rispetto, perché era certo che fosse disinteressato e dettato da una convinzione e non dal cinico opportunismo.
I cambi di idea che possono essere rispettati sono solo quelli in cui non ci si guadagna niente. In tutti gli altri casi il sospetto è d’obbligo. Soprattutto se la conversione è avvenuta all’ultimo minuto e dietro potenti tentazioni concrete di vantaggi e di denari.

Ma chi sono i miracolati sulla via di Berlusconi? Si fa presto a dirlo, eccoli qua “tutti gli uomini ( si fa per dire) del presidente”:
1) Catia Polidori (ex Fli). La chiamano miss Cepu, perché suo cugino sarebbe quel Francesco Polidori proprietario della Cepu (Cepu sta per Consorzio europeo preparazione universitaria.), che si è inglobata la vecchia e gloriosa Scuola Radio Elettra di Torino. Secondo il deputato Pd Walter Tocci, che l’ha anche raccontato in un’intervista televisiva a Youdem, ripresa dal Corriere della Sera, nella riforma Gelmini è contenuta una norma scritta appositamente per consentire a “mister Cepu” di trasformare un istituto per la formazione a distanza in una università vera e propria, che può fare anche didattica “frontale”, facendo passare per una grande novità quella che non è altro che una ulteriore truffa ai danni della scuola pubblica.Un regalo a Polidori, berlusconiano di ferro, che a disposizione del Cavaliere voleva mettere, guarda un po’, proprio la rete del Cepu.
La Polidori smentisce indignata. «Con
Cepu non c’entro proprio niente. È solo un caso di omonimia
locale. Mio fratello ha una piccola fabbrica di ceramiche». Tuttavia
un parlamentare di Fli racconta al Riformista uno strano episodio.
Durante l’esame della riforma universitaria - mentre la Camera si
apprestava a votare un emendamento sulle università telematiche -
Catia Polidori avrebbe insistentemente segnalato ai colleghi
l’opportunità di abbandonare l’aula, autoaccusandosi
implicitamente di conflitto d’interessi.
Luca Barbareschi, uno
dei fedelissimi di Fini, dà una sua interpretazione dell’accaduto:
"Persone come la Polidori è meglio perderle per strada. Ieri
aveva confermato il no alla fiducia e poi stamattina ha detto che
aveva problemi con il Cepu. Ma vi rendete conto che cosa sta
succedendo? Siamo alla corruzione di Pubblico Ufficiale".
«La
cosa davvero incredibile – racconta un altro esponente futurista -
è che lunedì sera la Polidori era persino intervenuta alla cena di
Farefuturo. Al termine della riunione, dopo che avevamo già deciso
di astenerci al Senato e votare la sfiducia alla Camera, ha preteso
di prendere la parola. Un breve discorso per confermare la lealtà a
Gianfranco Fini. Assicurando che non avrebbe cambiato bandiera e
sarebbe rimasta fedele a Futuro e Libertà».
Pochi istanti dopo
aver votato a favore dell’esecutivo, Catia Polidori viene scortata
da Maurizio Lupi e da altri parlamentari del Pdl nella sala del
governo a Montecitorio. Lì riceve le congratulazioni personali del
premier Silvio Berlusconi.
Da ieri il web e Facebook traboccano di insulti al suo indirizzo: oltre 11mila hanno formato già un gruppo contro di lei.
2) Maria Grazia Siliquini (ex Ccd, ex Fli). Cinque legislature nel curriculum. Il suo appoggio al governo veniva dato quasi per certo già lunedì sera, quando aveva deciso di disertare il vertice dei parlamentari di Futuro e Libertà.. Al contrario della Polidori, che da oggi si iscriverà al gruppo misto, Maria Grazia Siliquini ha deciso di tornare nel Pdl. Eppure, giura lei, la decisione finale è arrivata solo pochi istanti prima del voto. In uno dei bagni di Montecitorio. «Mi guarderò allo specchio e farò una scelta» aveva confidato a un cronista prima di entrare nell’emiciclo. Chissà cosa ha visto in quello specchio...
3) Massimo Calearo (ex PD, ex API, ex Gruppo Misto, ex Movimento di Responsabilità Nazionale insieme con Bruno Cesario e Domenico Scilipoti).La Bindi, ieri sera a Ballarò ricordava come fosse stata spostata di collegio, nel Veneto, per lasciare il seggio a Calearo. Un’idea geniale di Veltroni. Il signor Calearo è anche uno che ha un ego imbarazzante, se si legge l’intervista di Antonello Caporale su la Repubblica di oggi, in cui ha affermato : "Altro che Fini e Casini, adesso entro in campo io". Citiamo qui qualche altra battuta davvero illuminante sul personaggio: "Effettivamente sono divenuto indispensabile". Forse però la compagnia di Scilipoti un po' le nuoce. "Ma è un povero Cristo! E' Natale, che fai: lo salvi o lo uccidi?".Calearo guiderà il terzo polo."Mi darò da fare e aprirò una nuova stagione". Al di là della meschinità di queste frasi, è palese la sciocca ingenuità dell’uomo, che non si rende nemmeno conto che domani, alle prossime elezioni, nessuno sarà così stupido da ricandidare una persona tanto inaffidabile e opportunista. Si goda ora questo momento e poi saluti con la manina l’emiciclo.
4) Domenico Scilipoti ( ex IdV) è stato al centro di battute e di gag infinite. Si è rovinato la credibilità ( sempre che ne abbia mai avuto una) e il futuro di parlamentare. Certo ha ragione Crozza quando si chiede chi lo abbia scelto, a chi DiPietro si sia affidato per scovare un personaggio del genere. Per capire quanto una scelta simile sia imbarazzante, basta entrare nel suo sito e leggere la spiegazione del suo voto “E' da sempre mio desiderio realizzare una autentica unità politica e morale di tutta la Nazione e chi è stato artefice del proprio male, non potrà essere la cura. Ci vuole il nuovo che avanza e nutro la convinzione che non può esistere giustizia sociale senza libertà politica così come ne era convinto Giuseppe Saragat.” ... Ma che caspita vuol dire?? Ma di perle così ce ne sono molte: basta entrare su http://www.domenicoscilipoti.it/ . Cosa ne pensa di lui Calearo, cioè uno dei tre del suo gruppetto l’abbiamo già riportato: che dire di più, senza infierire?
5) Bruno Cesario (ex Dc, ex PPI, ex Margherita, ex PD, ex API, ex Movimento di responsabilità Nazionale) dopo aver votato per il governo dove andrà? A nessuno sembra che importi.
6)Silvano Moffa (ex Fli) Non ha votato e dice che afferirà al gruppo misto, ma qualche maligno invece sussurra che è già pronto un posto caldo nel governo.
7)Antonio Razzi, (ex IdV, ex Noi Sud) è nato in Abruzzo, ma risiede a Lucerna. Alle elezioni politiche del 2006 viene eletto alla Camera dei deputati nella lista dell'Italia dei Valori nella Circoscrizione Estero - Europa e confermato alle elezioni politiche del 2008. Fino al 2007 è stato anche presidente della Federazione emigrati abruzzesi in Svizzera (FEAS); l'associazione ha in seguito avviato un procedimento penale in Svizzera, tuttora in corso, contro Razzi, per uso personale dei fondi dell'associazione, e in relazione ai fondi destinati dalla regione Abruzzo per l'alluvione di Lucerna del 2005. Il 17 settembre 2010 Razzi denuncia pubblicamente una presunta compravendita di deputati da parte del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dichiarando: « Si è parlato anche di pagarmi il mutuo e darmi un posto nel governo, ma la proposta più concreta è stata la rielezione sicura ». Come mai ha votato contro la sfiducia? Ci ha ripensato?
Ecco questi sono i parlamentari a cui dobbiamo la scelta infelice di ieri e a cui Berlusconi deve essere grato. Certamente li compenserà: si può dire tutto di lui, ma non certo che sia tirchio nei regali... almeno non in quelli alle belle ragazzine, agli altri non si sa.

Mentre
si svolgevano queste trattative ripugnanti, fuori il mondo esplodeva
in mille proteste e Roma era scossa da scene di guerriglia urbana.
Provocatori dentro i cortei, si è detto, certo. Anche questo come da
copione. Ma la gente del non fare
di questo governo non ne può più: che succederà domani e dopo e
quando si dovranno affrontare riforme forti, come quelle della
giustizia? Nel discorso di Berlusconi c’erano passaggi spaventosi,
come quando ha affermato di voler aumentare i poteri del presidente
del consiglio. Forse lì al parlamento nessuno se ne è accorto,
oppure non gliene frega di nient’altro che di stare seduti lì e
beccarsi un fior di stipendione. Ma noi che siamo da questa parte
siamo preoccupati. E pensavamo di poter tirare un sospiro di
sollievo, invece siamo ancora in apnea e francamente comincia a
essere un po’ troppo lunga. Qualcuno si interroga sulla salute del
cavaliere, sperando che qualche buona notizia venga almeno da lì, ma
sembra almeno per il momento che non ci possiamo contare...



















