Travaglio dà un'altra sonora lezione agli azzeccagarbugli di Berlusconi

Dopo aver dato spettacolo ad Exit di Ilaria D’Amico, Travaglio si ripete ad AnnoZero. Il berlusconiano Maurizio Paniz negli ultimi mesi sta vivendo una certa notorietà. Benché non si tratti esattamente di un novellino (è alla terza legislatura) è rimasto relativamente nell’ombra fino al famoso discorso nel quale si copriva di ridicolo in Parlamento difendendo Berlusconi per la sua vergognosa telefonata salva-Ruby alla questura di Milano. Essendo un avvocato, si è unito al gruppetto dei vari Ghedini e Pecorella, le menti dietro le leggi ad personam, e si esibisce spesso nei talk show per difenderle (con toni, va ammesso, più pacati ed educati e meno odiosi di Mavalà, La Russa, Santanchè, ecc.).
Insomma, è uno dei meno peggio nelle fila dei servi e servetti del banana. Ciononostante, Travaglio, dopo avergli fatto esporre le sue belle favolette (“la Camera sta facendo questo e quest’altro, blablabla”), lo stende magistralmente con un paio di lucidissimi colpi da maestro, esposti con la sottile e tagliente ironia che costituisce ormai un suo marchio di fabbrica.
Il giornalista del Fatto elenca tutte le contraddizioni e le panzane raccontate da Silvio Berlusconi e dai suoi accoliti in merito al processo breve e al legittimo impedimento, evidenziando e spiegando come queste norme servano solo alla casta per tutelare se stessa, e non ai cittadini.
E quando Paniz fa l’elenco dei provvedimenti approvati dal governo, Travaglio sardonico gli risponde: “Ma la legge anticorruzione l’avete dimenticata in un cassetto?” Il povero azzeccagarbugli berlusconiano non sapendo cosa replicare impallidisce e balbetta qualcosa del genere “la legge è ferma al Senato, io sto alla Camera”. Ancora una volta, grazie di esistere, mitico Marco, in questi tempi bui c’è bisogno di giornalisti e di persone come te.


















