UN PASSO INDIETRO PER LA CIVILTÀ

“Un passo
indietro per l’Italia”. Con queste parole, l’Alto Commissario
Onu per i diritti umani, Navi Pillay, ha commentato la bocciatura, da
parte del parlamento italiano, della cosiddetta “legge Concia”,
la legge contro l’omofobia presentata dalla deputata del Pd, Anna
Paola Concia, da anni impegnata nella lotta contro la discriminazione
degli omosessuali. Un passo indietro pesante, compiuto ad ampie
falcate dalla maggioranza di governo, con il contributo
dell’opposizione, la quale, dinnanzi alla forzatura della destra di
rimandare la legge in Commissione giustizia, ha reagito con un voto
contrario che ha impedito di mantenere comunque il testo in vita,
considerato che poi, al termine dell’esame della Camera, il testo
stesso è stato bocciato a larga maggioranza.
Tra coloro che hanno
votato contro la legge figura anche il nome di Paola Binetti,
deputata del Pd, esponente dell’integralismo cattolico, nota per le
sue posizioni omofobe. L’ennesimo voto della Binetti con la destra
ha fatto scattare la furia di molti colleghi di partito, a cominciare
dal segretario Franceschini, che ha chiesto una riflessione
sull’utilità della presenza all’interno del Pd di una deputata
che vota spesso insieme allo schieramento opposto. Queste, però,
sono questioni secondarie. L’elemento fondamentale da considerare è
che l’Italia ha dato l’ennesima prova di essere una nazione
culturalmente antiquata e priva degli strumenti giuridici necessari a
fermare il clima di violenta discriminazione che la avvolge. La
classe politica italiana si è lasciata condizionare dalla cultura
maschilista e patriarcale che ancora domina il Paese, ma soprattutto
per l’ennesima volta ha rinunciato a spezzare le catene che la
tengono saldamente ancorata al polso della Chiesa cattolica e dei
suoi dogmi anacronistici.
La laicità dello Stato, pilastro
essenziale di ogni democrazia moderna, è ancora un lontanissimo
puntino di luce in fondo all’oscuro tunnel in cui ci ostiniamo a
vivere. Si è scelto il compromesso, sacrificando un diritto
sacrosanto, il diritto di vedere rispettata la persona,
indipendentemente dall’orientamento affettivo e sessuale. Un
principio sancito dalla nostra Costituzione, che ancora una volta
viene mortificata da una politica ipocrita, vecchia e lontana dal
tempo e dalla Storia. Mentre l’Europa cresce e va avanti, in Italia
ci si diletta a fare passi indietro, con l’aggravante di iniettare
nelle vene del popolo il disprezzo totale per tutto ciò che appare
diverso dalle convenzioni. Si è persa l’occasione importantissima
di dare l’esempio, di rispondere con legge a tutti quei gruppuscoli
di delinquenti e bulletti, drogati da incomprensibili ideologie
neofasciste, i quali si dilettano ad insultare, aggredire, malmenare
chi vuole soltanto amare e amarsi in pace e recrimina giustamente
tale diritto.
La legge appena bocciata avrebbe introdotto
l’aggravante della discriminazione sessuale nei casi di aggressione
personale. Un elemento decisivo, se si considera che, nella maggior
parte delle violenze commesse ai danni di omosessuali, l’aspetto
della discriminazione non viene riconosciuto e l’aggressore riesce
a farla franca dichiarando di non aver agito per ragioni legate
all’omofobia, così il tutto finisce per essere considerato “una
ragazzata”. Con tale norma, quindi, si sarebbe garantita una
maggiore giustizia, con un risvolto fortemente educativo, esemplare.
Purtroppo, però, tutto è caduto nel vuoto, proprio nei giorni in
cui, a Roma, si consumava l’ennesima aggressione nei confronti di
una coppia di omosessuali, selvaggiamente picchiati da un gruppetto
di sei ragazzini che ha accompagnato le botte e i colpi con
l’agghiacciante grido di “camerati!”.
Chissà, magari anche stavolta diranno che non c’è l’aggravante discriminatoria o quella politica. D’altra parte, non c’è una legge che la prevede. Grazie a questa scelta incivile della politica italiana, i gruppetti di bulli, violenti, politicizzati o meno, si sono gonfiati il petto, sentendosi più forti (come, infatti, è già successo in questi ultimi giorni ancora a Roma e a Napoli). Adesso questi delinquenti, si sentiranno autorizzati a continuare la loro opera di aggressione contro gli omosessuali, galvanizzati da questo clima di impunità generale che ci riporta molto indietro nel tempo. Qualcosa di più di un semplice passo.


















