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Vergognosa legge sul “fine vita” in via di approvazione alla Camera

Nutrimento e idratazione forzati diventerebbero cure obbligate e non oggetto di testamento biologico

Il governo Berlusconi si appresta ad approvare alla Camera il ddl Calabro' sul fine vita, una legge che non consente ad una persona di decidere come e quando dire basta alle cure mediche. Infatti l’art. 3 al comma 5 afferma che l’alimentazione e l’idratazione artificiale sono da considerarsi forme di sostegno vitale, cure ordinarie e obbligate, non più intervento terapeutico straordinario, e non possono mai essere oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento (testamento biologico).

In questo modo si dà vita ad un paradosso inaccettabile creando una disparità tra il malato cosciente (al quale viene riconosciuto il diritto di rifiutare anche cure vitali) e quello in stato di incoscienza, anche quando abbia lasciato una precisa indicazione delle sue volontà. E’ una legge che lede la dignità degli individui, non si preoccupa dei diritti del malato, non garantisce  la libertà, l’autonomia della persona di poter decidere per il momento in cui sarà incosciente a quali cure vuole essere sottoposto. Nessun essere umano dovrebbe vivere con l'incubo della vita artificiale, ma il governo Berlusconi  afferma il principio della vita ad ogni costo perchè non si fa scrupoli di utilizzare questa legge come strumento per ricucire un rapporto ormai compromesso e logoro con le alte gerarchie ecclesiastiche.

Il mondo cattolico deve rifuggire da ogni posizione integralista e capire che ognuno deve rispondere alla propria coscienza e ai propri convincimenti, preoccupandosi che venga garantita ad ogni persona la massima libertà di scelta, poichè la fine della vita è un tema estremamente delicato che riguarda ogni essere umano e con il quale ogni essere umano si rapporta in maniera assolutamente personale e originale. Come giustamente affermano organismi come “Noi siamo chiesa” e le “Comunità  cristiane di base”: ”La decisione di porre fine ad una parvenza di esistenza è di pertinenza esclusiva della persona interessata che ha il diritto di esporla preventivamente in un testamento, oppure alla famiglia di concerto con il medico che agisce in scienza e coscienza. Come credenti riteniamo che chiunque come è stato libero di vivere la propria vita, così possa decidere anche di morire in pace, quando non c’è speranza di migliorare le proprie condizioni di esistenza umana”. Una posizione condivisa dall’Italia dei Valori che nella sua proposta di legge prevede anche l'accanimento terapeutico come ipotesi da perseguire penalmente.

Il ddl Calabrò, nato sull’onda dell’emotività nei giorni della morte di Eluana Englaro, e dunque viziato anche da mancanza di serenità, di ponderazione e di obiettività scientifica, deve essere mandato a fondo perchè ogni cittadino ha diritto di vivere, ma anche di scegliere quando chiudere gli occhi.

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