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Verso la fine dello stato di diritto

Credo sia un grave errore pensare che il governo Berlusconi, la maggioranza berlusconiana, non persegua una ben precisa strategia che mira a modificare in modo radicalmente autoritario ed illiberale il nostro paese

Il disegno, di chiara matrice piduista, impone sia ampie revisioni costituzionali che svuotamenti della Carta attraverso la legislazione ordinaria: matrice di fondo è la soppressione di quella che gli anglosassoni chiamano balance of powers, il bilanciamento dei poteri.
La Costituzione deve subire – in tale progetto strategico - una svolta presidenziale, con la concentrazione dei poteri di governo nelle mani di un’unica persona: il parlamento ridotto a mero organo di ratifica dei voleri della maggioranza, Corte costituzionale e Consiglio superiore della magistratura modificati nella loro composizione attraverso l’aumento dei membri di nomina politica. Il presidente della repubblica sarà quindi capo del governo, capo delle forze armate, capo del csm e magari, se lo scenario di infiltrazione mafiosa nel tessuto economico e politico-istituzionale del nostro paese rimarrà quello attuale, anche capo dei capi.
Dal momento che anche una maggioranza di chiara ispirazione autoritaria ed illiberale non potrà mai abolire formalmente l’art. 3 della Costituzione (l’uguaglianza delle persone di fronte alla legge) e l’art. 21 della Costituzione (libera manifestazione del pensiero e diritto di cronaca) ecco che si colpiscono – attraverso lo strumento della legge ordinaria – quelli che sono due baluardi di ogni stato di diritto che consentono l’effettiva attuazione di tali principi: l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e dell’informazione. In questi ultimi mesi la maggioranza sta portando avanti un disegno di complessivo annichilimento dell’autonomia della magistratura e dell’indipendenza, libertà e pluralismo dell’informazione.
Corollari di un disegno autoritario di questo tipo sono anche taluni censurabili provvedimenti normativi adottati negli ultimi mesi e che offrono una chiara cornice dell’avanzare del fascismo del terzo millennio: 1) le ronde che – mortificando le forze dell’ordine - introducono la privatizzazione della sicurezza pubblica e l’istituzionalizzazione in alcune aree del controllo del territorio da parte della criminalità organizzata (tipico strumento utilizzato nel ventennio del secolo scorso e nel periodo iniziale dei paramilitari colombiani); 2) il ricorso sempre maggiore ai militari per compiti di ordine pubblico che – soprattutto in un’ottica di presidenzialismo di chiara ispirazione piduista – potranno essere utilizzati per affrontare conflitti sociali e reprimere il dissenso che viene sempre più criminalizzato nel nostro paese attraverso pratiche liberticide tipiche della tolleranza zero; 3) la criminalizzazione dell’immigrato in quanto tale e non perché ha commesso un reato, ossia l’introduzione della colpa d’autore tanto cara al regime nazi-fascista, con tratti xenofobi indegni di un paese democratico.
Un disegno autoritario di tale portata nasce e si consolida attraverso un ricercato crollo etico anche grazie all’imperversare della pubblicità commerciale, del consolidamento della teoria del consumatore universale, del radicamento del pensiero unico, del rovesciamento dei valori: non conta chi sei, qual è la tua storia, ma quanto appari; il culto del profitto, dell’avere al posto dell’essere, del dio denaro. Un revisionismo culturale realizzato in anni di bombardamento mediatico, in un conflitto di interessi mai affrontato da un opaco centro-sinistra intriso da tanti conflitti d’interessi. Un definitivo controllo delle coscienze e la narcotizzazione delle menti e finanche dei cuori deve passare attraverso la mortificazione della scuola pubblica, dell’università e della ricerca: deve apparire che siamo un paese normale (quanto bello ed attuale quell’articolo di Domenico Starnone che parlava di normale devianza).
Di fronte ad un disegno che appare a tratti anche eversivo dell’ordine costituzionale; di fronte ad un paese dove le mafie condizionano in modo devastante parte significativa del pil e riciclano immani somme di denaro in ogni settore suscettibile di valutazione economica ed in ogni parte del territorio nazionale; di fronte ad una capillare penetrazione della criminalità organizzata in vasti settori della politica e delle istituzioni, attraverso soprattutto il controllo della spesa pubblica; di fronte ad un collante sempre più evidente tra sistema politico castale e criminalità organizzata; di fronte a tutto questo, le forze democratiche – in qualunque articolazione della società civile siano presenti - debbono impegnarsi tanto e concretamente per impedire la realizzazione di un tale progetto politico che condurrà inesorabilmente alla fine dello stato di diritto.
Così come chi è investito di ruoli istituzionali e non è ancora totalmente assuefatto a tale sistema di potere deve battere un colpo per difendere la Costituzione nata dalla Resistenza e per far sì che venga attuata giorno per giorno.
* Eurodeputato Italia dei Valori

Azioni sul documento

fin dello stato di diritto

Inviato da nenachicco il 01/08/2009 15:47
On.Dr. De Magistris, io l'ho sempre stimato per le sue battaglie contro l'illegalità e per la giustizia.Tanto di cappello per la Sua onestà morale ed intellettuale.Ora sono un guerriero vinto dellesercito di Don Chisciotte.Ci hanno distrutto persino i molini a vento.Non vedo più sbocchi,vedo solo un grandissimo vortice buio che ci stritola.Chi ce la farà mai a tagliare il grandissimo legame mafia-stato; massoneria-mafie-stato-chiesa cattolica romana ed apostolica? Per me il grandissimo problema,l'enorme gigantesca montagna che nessuno mai sarà in grado di scalare ed abbattere ancora nei secoli a venire è proprio questo.La chiesa cattolica-romana-apostolica ("IL VATICANO") "il vero male dell'umanità" !! Cosa dire dei vertici politici,dei vertici delle commissioni (servizi e antimafia) del CSM, di chi detiene il potere economico-finanziario.Degli intrecci dei paradisi fiscali dove filtra soprattutto lo IOR,degli armamenti e delle guerre. Mi scusi delle sfogo,Lei queste cose Le conosce bene! Cosa dire (sono allibito) del primo cittadino che si gira per non vedere ed ascoltare? IL MIO SMARRIMENTO ORAMAI E' TOTALE!!!!! A Lei dico: coraggio,tanto coraggio,vada avanti come un panzer perchè siamo rimasti soli,non ci abbandoni. Al Parlament europeo lavori,lavori. Perchè la corte di giustizia europea tace? Un Suo ammiratore!

Verso la fine dello Stato di diritto

Inviato da gverzotti il 03/08/2009 13:14
Se lo Stato di diritto non è in grado di garantire l’osservanza delle norme giuridiche, i trasgressori acquisiscono potere economico e controllano il potere politico, garantendosi la prosecuzione dei profitti. Il corto circuito è frutto di approfondite analisi sperimentali su natura e distribuzione delle forze sociali, pulsioni individuali, misure del consenso, probabilità di successo delle strategie d’attacco, volte all’utilizzo di errori e carenze intenzionali dell’ordinamento, come contiguità del legislativo con l’esecutivo, assenza di disciplina dei molteplici conflitti di interesse, del mediatico, dell’incompatibilità, ineleggibilità e trasparenza nelle funzioni pubbliche, assenza di prevenzione ed inefficienza della funzione giudiziaria, e così via, non sto dicendo nulla di nuovo.
Alla descrizione di De Magistris aggiungo la sostanziale legalizzazione delle transazioni illecite, inclusi paradisi fiscali, tra cui il Vaticano, che conserva un consenso viziato ed iniqui privilegi simulando avversione alle tragedie che alimenta. Poi strumenti vessatori e drenaggio di risorse come dissolutezza, oggettivazione e svilimento della femminilità, proibizionismo (RU486, sessualità, tossicodipendenze, ecc. ). Si noti che Berlusconi non è unico proprietario dei capitali cui ha assunto il rischio di riciclaggio, l’azione di governo di cui subiremo le conseguenze per decenni conferma il legame con soci occulti.
Ideologie e religioni non sono correttivi, sottraggono alla verifica scientifica le loro strategie, dissipano energie, procurano manovalanza alla devianza, quindi uno Stato di diritto retto da una risultante aritmetica di opinioni prive di riscontri fattuali, non regge, ve li immaginate Bondi, Gelmini, Carfagna D’Alema e soci discutere se p è uguale a emmezero diviso radice di uno meno vuquadro su ciquadro? Nel merito, occorre adeguare i parametri economici, es. il PIL, alle leggi dell’ecologia, la moneta alle leggi fisiche e organizzare procedure automatiche. In altro modo: le idiozie dovrebbero essere evitate ed una idiozia resta tale anche se imposta o desiderata, quindi il difficile compromesso tra cooperativismo e stato di natura è sintesi tra una popolazione responsiva e collaudate tecniche procedurali. Esattamente quel che fanno i trasgressori, ma includendo il futuro nelle condizioni al contorno
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