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La politica è una cosa troppo seria per lasciarla ai partiti

E' in libreria "La politica è una cosa troppo seria per lasciarla ai partiti" di Roberto Alagna (Castelvecchi editore). L'autore è stato promotore della Rete delle liste civiche italiane e racconta in modo agile la storia di un'esperienza protratta tra il 2001 e i nostri giorni. Se ne consiglia la lettura.

La politica macina gli avvenimenti e poco dopo li fa scomparire nel dimenticatoio. Si parla tanto di memoria, e soprattutto della dolciastra memoria condivisa, ma si rischia di dimenticare momenti che nella loro estrema semplicità aiutano a capire come il centrosinistra più autolesionista del mondo sia riuscito a rendere Berlusconi irresistibile e imbattibile.

Per capire che ciò che ci è accaduto non aveva nulla di fatale e inevitabile basterebbe ricordare, come fa il libro, che nel 2006 il centrosinistra non ha vinto le elezioni solo perché con testardo masochismo ha rinunciato all'apporto del protagonismo civile in generale e delle liste civiche in particolare, con cui aveva vinto largamente nelle regionali dell'anno precedente. In Friuli, Piemonte, Lazio e Puglia la vittoria andò al centrosinistra solo perché questo fu aiutato in proporzioni determinanti dalle liste civiche.

Ma nelle politiche dell'anno seguente, pur di non perdere qualche pugno di voti a vantaggio delle liste, i partiti decisero di farne a meno. Difficile fare il conto preciso di quanti seggi la rinuncia sia costata. Ma un calcolo prudente fa stimare che invece dell'angosciosa maggioranza di due voti al Senato il centrosinistra avrebbe avuto il favore di numeri assai più confortanti. Prodi avrebbe governato con maggiore tranquillità e l'incubo di oggi non si sarebbe materializzato.

Sembra assurdo che la politica italiana abbia potuto prendere una direzione così diversa da quella allora possibile. Eppure leggere il libro conferma che l'impulso fondamentale fu dato da decisioni poco lungimiranti di pochissime persone. I grandi professionisti della politica ci hanno portato alla rovina. E ancora oggi si ritengono insostituibili e non rinunciano a dare lezioni.

Purtroppo per noi hanno saputo dare solo lezioni di sconfitta. Leggere per non dimenticare.

 

 

 

Azioni sul documento

politicanti e politica

Inviato da gianca48 il 14/05/2009 20:29
E sì! una ventata di anarchia li manderebbe tutti a casa.Continuo a vedere sprechi e sperperi elettorali in giro da capogiro (certo,la crisi non tocca da vicino minimamente l'imprenditoria e chi la protegge)gente impegnata solo a rubare ed arricchirsi sempre più in barba ai più deboli; e si che la gente continuerà a votarli ancora,perchè questo è un popolo ancora troppo immaturo per meritarsi una vera democrazia compiuta,la sottocultura in questa nazione è come la "GRAMIGNA" che sconforto,che delusione,che scontetezza,molte volte mi domando: ma chi te lo fà fare di impegnarti per gli altri,per una società più giusta,per la libertà,quando tanta gente non capisce niente e non meriterebbe nulla? Tanto il cavaliere dandogli la televisione "spazzatura" e il calcio, gli ha già concesso tutto quello che desiderano.Gli ha tolto persino i finanziamenti per la scuola pubblica affinchè rimangano dei caproni e degli schiavi a vita.NON CI SONO PIU' PAROLE!!
Travaglio - Servizio P. 9/02/2012

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