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Legge Reale bis, una proposta preoccupante

Il giorno dopo la manifestazione degli indignati a Roma, rovinata dall'azione dei black block, tra le reazioni dei dirigenti politici spiccava quella di Di Pietro. Invocava una legge speciale contro gli autori di disordini e, a titolo d'esempio, indicava come possibile una Legge Reale bis.
Poiché Di Pietro è il presidente del mio partito, l'affermazione mi preoccupa più che se fosse stata fatta da altri. In primo luogo, il termine "legge speciale" ha sempre, sotto il profilo costituzionale, connotati negativi. E infatti le leggi speciali vivono sempre sui confini della legittimità costituzionale. E' anche perciò che nella polemica corrente si sostiene oggi, con fondamento, che le leggi ad personam di Berlusconi sono leggi speciali. In secondo luogo, sono trascorsi 36 anni e nessun giovane oggi può ricordare quella legge del 1975. Reale era repubblicano, ministro di Grazia e Giustizia nel quarto governo Moro.

 

Per sommi capi, la legge ampliava la gamma dei casi in cui le forze dell'ordine erano autorizzate a usare le armi. Gli effetti diffusi furono così dirompenti che la moltiplicazione di "incidenti" mortali ha dato origine a una robusta bibliografia sull'argomento. La legge dilatava poi il ricorso alla custodia preventiva e stabiliva la possibilità di un fermo di polizia che poteva durare 48 ore ripetibili ed essere convalidato dal giudice entro le 96 ore. Si inaugurò allora un lungo periodo in cui il fermato era in balia degli uffici di polizia per 96 ore senza ausilio legale.

La legge non è mai stata abrogata ma di anno in anno è stata applicata in forme più sfumate e talvolta modificate. Ma, per correre a esempi più recenti, la macelleria messicana della caserma di Bolzaneto a Genova 2001 può ricadere sotto la fattispecie del fermo di polizia stabilito dalla Legge Reale. E' abbastanza per guardare con preoccupazione all'evocazione di quella legge, sia pure innovata dalla formula "bis".

La realtà per fortuna è diversa. Allo stato attuale, IdV presenterà un disegno di legge il cui obbiettivo essenziale è allargare le misure prese nei confronti della violenza negli stadi agli autori di violenze nelle manifestazioni. Ad esempio, divieto di manifestare a viso coperto, pene aggravate per chi esercita violenza su persone e cose. Niente fermo di polizia, niente arresti preventivi. Insomma l'evocazione di leggi speciali si limiterebbe a un espediente mediatico per sottolineare la drammaticità del momento. Ma resta assai discutibile anche solo per il contesto in cui la legge speciale verrebbe applicata. Strumento non in mano a un governo al di sopra di ogni sospetto, ma al contrario sotto la piena potestà di un esecutivo abituato da tempo a esercitare una duplice dittatura: quella della maggioranza sull'opposizione e quella del governo sulla sua stessa maggioranza. Un governo patogenetico in mano a un soggetto in preda a delirio egotistico di rilievo clinico, ormai scredidato sul piano internazionale, evitato come la peste dai capi di stato e di governo dei paesi democratici. Un governo guidato da un soggetto che ha già più volte evitato i rigori della giustizia solo perché ha modificato a proprio vantaggio le leggi che punivano i reati a lui attribuiti. Consegnare la gestione di leggi più severe a un governo abituato a calpestare la legalità non è il modo migliore per garantire il "diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione" a tutti i cittadini che lo esercitano con mezzi pacifici.

Due note finali. Il coro crescente di approvazione dell'operato di Maroni mi sembra assai poco convincente. Perchè Maroni non ha dato precise disposizioni per isolare prima i black block dai manifestanti pacifici? Eppure numerose testimonianze oculari hanno documentato la riconoscibilità preventiva di chi si preparava a rovinare la manifestazione.

Le conseguenze della drammatizzazione ricadono ora sulle spalle di chi ha sempre garantito con fermezza l'agibilità democratica delle piazze: che senso ha confinare in un banale sit in la prossima manifestazione nazionale della Fiom?

 

Azioni sul documento

preoccupazioni

Inviato da leottac il 18/10/2011 20:14
Caro Pancho, se tu eri preoccupato per la proposta-choc del tuo segretario, pensa a come sarei stato angosciato io ( e con me molti altri) se il tuo 'distinguo' avesse tardato ancora un po' ad arrivare..! Adesso che ancora una volta sei riuscito a rappresentare il mio/nostro stato d'animo, mi sento molto più sollevato.. Un abbraccio, Citto

leggi speciali

Inviato da mtrizio il 19/10/2011 18:31
Caro Professore, lei dichiara di essere preoccupato della proposta del presidente del suo partito che ha invocato una nuova legge Reale. Personalmente oltre ad essere preoccupato per l'indegna proposta, sono preoccupato per questa sua affermazione:"Ma resta assai discutibile anche solo per il contesto in cui la legge speciale verrebbe applicata. Strumento non in mano a un governo al di sopra di ogni sospetto, ma al contrario sotto la piena potestà di un esecutivo abituato da tempo a esercitare una duplice dittatura: quella della maggioranza sull'opposizione e quella del governo sulla sua stessa maggioranza".
Anche se fosse applicata da un governo affidabilissimo, che secondo lei avrebbe il diritto di applicarla in quanto affidabile, sarebbe comunque una proposta indegna che andrebbe contro chi vuole manifestare democraticamente e con forza il proprio dissenso, come scritto nella Costituzione. Mentre la sua preoccupazione è per la dittatura sull'opposizione(poi vorrei sapere quale)e sulla maggioranza. Molte volte mi chiedo dove è finito il Pancho Pardi che ho conosciuto a Matera nel 2004? Che fine ha fatto il Pancho delle grandi battaglie dei movimenti? E' stato fatto un congresso vergogna; il volto del suo presidente non è sparito dal simbolo; è stato eletto per acclamazione; avete approvato un federalismo demaniale e il suo presidente ha tenuto la conferenza stampa con la Lega(partito razzista, xenofobo, secessionista, fascista, ecc.) e potrei continuare. Allora le chiedo cosa fa ancora nell'IDV?
Marino Trizio - Matera

Da Irene Giacobbe

Inviato da mariaricciardig il 19/10/2011 18:47
Caro Pancho,
l'annuncio di Di Pietro aveva provocato un certo sgomento. Al di la della riconoscibilità dei giovani nerovestiti - che peraltro si cambiavano d'abito e si trasformavano in normali e colorati partecipanti a seconda delle fasi, posso informarti che le tue perplessità sulle forze dell'ordine e sugli ordini ricevuti dalla questura ,sono più che giustificate, sono confermate dai fatti. I poliziotti, prima che avvenisse il primo attacco, avvisati personalmente da Fulvio e richiesti di intervenire , dopo che quest'ultimo aveva assistito al rito della vestizione in via Cavour alla fermata della metro, hanno risposto che :"Non potevano intervenire, non avevano ordine di intervenire e non potevano spostarsi". Erano schierati davanti all'entrata della metropolitana sotto le scale che portano al piano stradale, per impedire l'accesso a Via Urbana. il saccheggio del supermarket, l'incendio delle vetture, è avvenuto qualche minuto dopo. Si poteva e si doveva intervenire. Ma se in questo paese si osa parlare di vietare il velo alle donne mussulmane, perché non riconoscibili, come mai non si parla di vietare il BURKA URBANO ai criminali in casco e passamontagna quando non sono a bordo della moto?
Grazie Irene"
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