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Sul Big Bang di Renzi

Il Big Bang di Renzi ha suscitato molto interesse. Sulla stampa quotidiana paginate intere. Ma non è motivo di stupore.

E’ da parecchio tempo che il sindaco di Firenze, ancora prima di diventare sindaco, è presente nella carta stampata e in televisione. E negli ultimi tempi sempre di più.

Si può immaginare che il motivo principale sia la sua sfida alla classe dirigente del PD: la gioventù contro i brontosauri, che non si estingono da soli se qualcuno non gli dà una spintina.

Ora Renzi non è affatto il primo a criticare la classe dirigente. Anzi arriva buon ultimo, ma accolto con grandi speranze dalla stampa che aveva invece riservato alla pluralità delle critiche precedenti sospetto e insofferenza, insieme a qualche riflesso protettivo verso i big (senza bang) del centrosinistra. Per quanti anni la stampa ha agito in base al principio di cautela: come si potrà mai fare a meno di D’Alema e Veltroni? Si rischiava l’avventura.

Ora evidentemente l’avventura piace.

Quanto all’atteggiamento del partito, conta indubbiamente il fatto che Renzi abbia sbaragliato tutti i suoi competitori nelle primarie e nelle amministrative fiorentine. Si può osservare di passaggio che i candidati che il partito gli aveva contrapposto erano davvero poco adatti al bisogno. E il fatto che avesse freddamente usato la carica precedente di presidente della provincia per costruirsi la candidatura a sindaco testimonia una durezza da politico di professione.

Ma tra fare il sindaco e il presidente del consiglio c’è un po’ di differenza. E l’aspirazione alla nuova carica comporta un esame senza indulgenze su entrambi i lati: il suo operato da sindaco e le sue opinioni politiche sul piano nazionale.

 

 

Sul primo piano ci vuole cautela perché il sindaco non ha ancora finito il primo mandato. Senza toccare argomenti caldi ma privi di interesse per i lettori non fiorentini, bisogna rilevare di passaggio la sua indifferenza verso i sicuri danni provocati dal sottopasso urbano dell’alta velocità. L’opera è insidiosa perché scavata in un substrato altamente infido, e si raccomanda soprattutto per i suoi costi proibitivi che hanno stimolato un bel po’ d’interessi..

Più in generale, il sindaco ha il suo cavallo di battaglia nello sviluppo edilizio zero. Bella parola d’ordine, che richiama un’urbanistica ben temperata. Può sedurre chi non ha competenze specifiche, quindi anche tutti i fiorentini che non possono informarsi in profondità. Ma il cemento zero è solo una promessa propagandistica buona per le comparsate televisive. Infatti nelle norme di salvaguardia del piano strutturale sta scritto che sono validi tutti i piani attuativi (opere di grande rilievo) depositati (attenzione: non approvati, depositati) entro l’approvazione del piano strutturale. Peggio: i piani attuativi così depositati non sono tenuti al rispetto delle stesse norme di salvaguardia e non passano attraverso il filtro della prassi di approvazione consueta. Insomma: dall’urbanistica ben temperata all’urbanistica rottamata.

 

L’anello di congiunzione tra il livello locale e il nazionale è la visita di Renzi ad Arcore. Il sindaco ha sostenuto che per Firenze farebbe qualsiasi cosa. Quindi perché non incontrare Berlusconi? Si è capito che si sono piaciuti ma questo non è motivo di rallegramento per gli elettori di centrosinistra. Poi non si capisce perché non abbia preteso di incontrarlo a Palazzo Chigi. Se il presidente del consiglio intende governare dalle sue abitazioni private, i sindaci, vecchi o giovani, non sono tenuti ad adeguarsi. In ogni caso non si sa bene che cosa abbia fruttato per Firenze quella visita. E non si può fare a meno di rilevare che dopo la visita ad Arcore ha avuto il definitivo via libera l’ultima Multisala, costruita in dispregio alla legge e motivo di probabile chiusura per i residui piccoli cinema di quartiere. All’inizio del suo mandato Renzi si era pronunciato contro. Poi ha cambiato idea. Ma guarda: nella sua gestione è in posizione di forza la Medusa di Berlusconi.

 

Ma cosa pensa in politica il giovane sindaco? Non fa mistero di considerare i sindacati una vera scocciatura, come il suo ospite di Arcore. Era contrario agli ultimi referendum abrogativi, ma dopo il loro formidabile successo ha cercato alla svelta di farlo dimenticare. Fa il tifo per Marchionne, che chiude fabbriche in Italia per dedicarsi a quelle in America. Conchita De Gregorio su Repubblica di sabato 29 scrive che, oltre che a Berlusconi, piace a industriali e parroci. Alcuni sondaggi rivelano che sarebbe votato volentieri da elettori delusi da Berlusconi. Ottimo profilo per un candidato di centrodestra. Ma il nostro candidato deve essere votato soprattutto dagli elettori di centrosinistra.

Aveva scelto di fare il sindaco di Firenze, secondo le sue parole: il più bel mestiere del mondo. Dopo due anni e mezzo si è già annoiato? O teme di portare il fardello per tutta la legislatura? O non se la sente di affrontare la campagna per la conferma? Un sindaco in gamba aspira al secondo mandato per poter realizzare il suo programma. Il programma di un sindaco appena eletto non può essere la ricerca di una carica più alta.

Azioni sul documento

En attendant Godot?

Inviato da palinuro il 30/10/2011 20:39
Renzi pare sia molto apprezzato in quel di Arcore. Lo testimoniano le molte pagine entusiastiche a lui dedicate dal Foglio di quel mostro (in senso etimologico, e non) di Ferrara.

Comunque, al di là del suo parlar del nulla - sé compreso - trovo assai inquietante questa ossessiva ricerca di un leader attraverso le primarie o altri strumenti più o meno sofisticati. Mi sembra un modo per cascare nella trappola dell'Uomo del Destino.

"Inseguo idee, non uomini, e mi ribello all’idea di vedere un’idea incarnata in un uomo." - Errico Malatesta

Renzi e 100 proposte

Inviato da Robespierre il 31/10/2011 23:38
Il commento di Pardi mi sembra abbia ben focalizzato i limiti e le incongruenze di Renzi.Quando questi iniziavaa a fare politica pochi militanti (io ero tra questi) negli organismi politici dei DS,locali e nazionali ponevano già il problema dei dirigenti inamovibili,del mancato ricambio generazionale, delle carriere riservate ai portaborse,della non presenza del partito sul territorio e del disinteresse per i reali bisogni dei cittadini.Naturalmente tutto inutile in un partito blindato con tesseramenti fasulli in stile democristiano.Gli stessi dirigenti nazionali di oggi, allora tacevano alla grande!!
E che dire delle grandi proposte " progressiste ed innovative" di Renzi e compagni? Sulla Sanità zero: si preoccupano di tagliare gli ospedali con criteri solo matematici e non dicono nulla sullo scempio perpretato da questi "esperti manager" (Direttori Generali) ,servi dei politici che sanno solo puntare a contenere i costi spendendo comunque senza costrutto e principalmente senza controllo sulla appropriatezza della spesa.
E che dire sul diritto allo studio?? Propongono l'abolizione del valore legale del titolo di studio!!!!Ci vuole tanto a capire che finirà col incrementare la divisione tra scuole e università per ricchi e ghetti-parcheggi per poveri.
Renzi è un populista-furbo che ha solo colto il clima di anti-partitismo che prevale in Italia e ha adeguato il suo linguaggio.

big ben RENZI

Inviato da dodo il 01/11/2011 07:06
Bene ok ma quale controposta? Un governo Bersani con D'Alema Veltroni Bindi Turco ecc ecc? E se vincesse ancora la destra? Un governo dell'incapace Angelino Alfano? Con i Brunetta e compagnia cantante? Renzi ha età e numeri per fare sperare. Certo , ha idee di sinistra ma anche di destra. In fondo il vento non ha sempre una stessa direzione. In Inghilterra è uscito dal capello un uomo nuovo, quarantenne. Quando i D'Alema sono entrati in Parlamento OBAMA non era nato oppure solo da poco. Pardi, ti prego, fai una proposta, un progetto che possa dipingere un quadro nuovo di paese. Ci sono cose da cambiare anche a sinistra. Io sono settantenne. Quando ho iniziato a lavorare non c'era il precariato (tanto caro a D'Alema) ma il posto fisso. Fisso sì ma non eterno. Se non andavo bene potevo essere licenziato con un bonus di mesi di stipendio. Quando è arrivata l'impossibiltà al licenziamento è iniziato anche l'assenteismo e cose macabre del genere. Non voglio parlare di Marchionne ma cito solo un caso. Quando ci sono le elzioni nelle fabbriche del sud migliaia di operai occupati nei seggi. Ed il lavoro rallenta. C'è una partita di calcio importante? Bene . Arriva la peste. Migliaia in malattia. Ma si puo' continuare così? Non il licenziamento troppo facile ma quando serve si. La paura di perdere il lavoro a volte aggiusta i cervelli. Il troppo permissivismo ha avvelenato la società. E' calato il lavoro? Non puoi ridurre il personale? Bene, allora meglio fallire in Italia e riaprire in Cina. Certo non si puo' lasciare la frusta e le redini in mano ai padroni di vecchio stampo. Come non si puo' piu' permettere i precariato com'è oggi. Posto fisso per tutti ,ma con possibiltà di licenziamento per giusta causa "allargata" e aiuto statale a chi perde il posto ma solo per il tempo necessario a cercarne un altro. Fannulloni mantenuti a vita, no assolutamente no. Come ovviamente non è possibile un precariato a vita. Ormai ci sono inventati oltre 40 forme di precariato. Ben vengano quindi menti, persone nuove, moderne, giovani. Non buttiamo i vecchi nel pattume. Quelli di valore e ce ne sono, siano maestri ai giovani. Mai butterei un Napolitano, vecchio molto vecchio ma saggio. Certo non lo vorrei a capo di un governo. Le forze , cari miei amici , non sono eterne. Renzi ha iniziative<' <ben vengano. Non ne ho sentite da Bersani . Non basta scalzare definitivamente Berlusconi dal potere. Bisogna ricostruire qul che lui haq distrutto in anni di sconsiderato potere. E' un lavvoro immenso e difficile. Un lavoro da giovani, con idee nuove. Sarà possibile? Lo spero ma sarà molto ma molto difficile. Quello che temo è il baratro nel quale stiamo finendo. Diceva Ugo La Malfa: un paese non fallisce ma decade dal suo livello di civiltà. Fino a quando la caduta? Quando la ripresa? Ed in quali condizioni? Prego Pardi: una risposta.
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