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Verso il testamento teologico

Passa in Commissione Affari Costituzionali del Senato il parere favorevole al testo della maggioranza sul testamento biologico.

Quando la settimana precedente la maggioranza in Commissione aveva dichiarato di voler riflettere a fondo, qualcuno si era illuso di poter contare su un ripensamento e addirittura sull'emergere di un'opinione anticonformista nella maggioranza.

Qualche elemento per sperare c'era. In Commissione alcuni esponenti del centrodestra erano accreditati di un punto di vista laico. Il relatore del parere, senatore Boscetto, aveva nel 2005 firmato insieme ad altri un disegno di legge sul tema di gran lunga migliore di quello attuale.

Ma questa volta non ha voluto, o non è riuscito, a eguagliare l'opera precedente. E ha fornito un parere che in sostanza accetta in pieno il dettato della legge redatta dal centrodestra.

Ha fatto balenare una possibile rinuncia all'articolo I, che rimastica, male, principi costituzionali e definisce la vita "indisponibile" per chi la vive. Così di fatto risulta disponibile per lo Stato: siamo già dentro la dimensione imperativa del temibile Stato Etico, quello che ti dice che cosa devi pensare e cosa devi fare.

E ha accettato in pieno il criterio per cui è vietato depositare dichiarazione anticipata di rifiuto dell'idratazione e dell'alimentazione per chi si trova in stato vegetativo permanente. Detto chiaro: se non può fissare e certificare la libera opinione del cittadino su questo punto decisivo, la legge, ben lungi dal garantirlo, impedisce il testamento biologico.

Al momento del voto solo il senatore Saro, vecchio amico di Beppino Englaro, non vi ha partecipato, mentre i laici del centrodestra hanno votato compatti la legge sul testamento teologico.

 

Azioni sul documento

testamento teologico

Inviato da bfois il 04/03/2009 13:44
Caro Pancho, lo sapevamo benissimo che la destra - anche quella laica - avrebbe votato compatta: il potere, per loro, è più importante della coscienza. E poi sanno benissimo che se dovesse capitare a loro, troverebbero il modo di fare sottobanco quel che gli pare. Come facevano un tempo quando non c'era la legge sull'aborto e affidavano le loro donne ai "cucchiai d'oro", che poi furono i primi a fare gli obiettori di coscienza. Li conosciamo bene questi ipocriti, questi sepolcri imbiancati pieni di vermi. Il punto è : cosa facciamo noi? Noi che dovremmo essere all'opposizione? Mi interesserebbe saperlo. Mi piacerebbe che tu ci spiegassi cosa state facendo voi in Senato e alla Camera, al di là di formali proteste. Se vi state organizzando in qualche modo, se farete del vostro dissenso delle dimostrazioni pubbliche, eclatanti, se insomma vi farete non solo sentire, ma anche "vedere" in piazza. Perchè quello che ci manca più di tutto è il poterci riconoscere in atti forti e coraggiosi. In battaglie in cui anche noi cittadini possiamo inserirci e fare fronte unico, ricompattandoci. Stiamo male, Pancho. Siamo zittiti non solo da una maggioranza prepotente, ma soprattutto da una opposizione che ha messo la sordina, che non dà voce alla nostra rabbia e alla nostra indignazione. Perchè quello che è pericoloso di questa situazione non è tanto la presenza di una destra razzista e bigotta, ma l'assenza di una sinistra unita e decisa. Aveva ragione Martin Luther King quando diceva "Non temo le parole dei violenti, ma il silenzio dei giusti".
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