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Tafazzisti con le balle altrui (ovvero, aspettando il 4 di Marzo)

Se, per migliorare le prestazioni di una squadra di calcio, un allenatore decidesse di interrompere gli allenamenti per portare i giocatori a raccogliere funghi, penseremmo subito a manifesto attacco di pazzia, imbecillità o tafazzismo. Stessa cosa, se un direttore d’orchestra sospendesse le prove per portare i musicisti a pescare a lenza. Anche qui pazzia, cretineria o tafazzismo.

Se qualcuno ignora chi sia il Tafazzi, sappia che trattasi di individuo di media corporatura, baffuto, rivestito di calzamaglia nera da testa a giro-cosce, e col vizio di picchiarsi una bottiglia sui genitali. Mutanda bianca “esterna” e calzettone nero, completano la mise. Il Tafazzi è, dunque, la sintesi del più puro autolesionismo.
Ora chiediamoci: che succederebbe ai due colpevoli di tafazzismo, di cui sopra? Semplice: verrebbero travolti dal ridicolo e cacciati a fischi e pernacchie. Vi sembrerà una cosa ovvia, ma vi sbagliate. Non sempre i tafazzisti sono così sfortunati.

Da un po’ di tempo a questa parte, succede che insegnanti di scienze, storia, matematica et similia, per ordini superiori interrompano le lezioni per permettere a inebetiti liceali di andare a fare, a seconda dei casi, i camerieri al McDonald’s, i raccoglitori di cozze, i visitanti in tribunale, i naviganti con la Guardia Costiera, i finti tecnici in raffineria, i cataloganti in biblioteca, gli accompagnanti in area turistica, i fotocopianti in pubblico ufficio, i nullafacenti in museo; e l’elenco potrebbe continuare. Scempiaggini, direte voi. Neanche per sogno: cose serissime; ministeriali; governative; europee, persino: Alternanza Scuola-Lavoro.
Il dubbio che i bizzarri innesti possano, alla fine, fare solo danni e risolversi in ennesima tafazzata, serpeggia naturalmente tra gli abitanti delle sideree stanze; ma, a sedare l’ansia, giunge il rituale scongiuro onto-ministeriale, “se l’esistente esiste, qualche buona ragione per cui esso c’è, al posto di non esserci, ci deve pur essere”.
Per capire un po’ meglio la faccenda, occorre sapere che alligna nelle alte sfere della pubblica istruzione una specialissima categoria di tafazzisti; che, per nostro comodo classificatorio, chiameremo “Tafazzisti-con-le-balle-altrui” (d’ora in poi, TBA). Il TBA, contrariamente ad un semplice “Tafazzista-con-le-balle-sue” (d’ora in poi, TBS), benché faccia tafazzate in piena regola, non viene cacciato; anzi, spesso fa carriera e viene pure intervistato. Perché mai il TBA ha destino così diverso dal TBS? Risponderemo nel modo più semplice: il TBA è soggetto che gode di due incomparabili vantaggi: prima di tutto, di poter fare “danni lenti”; danni, cioè, di cui si potrà avere notizia solo dopo circa 5 anni (tanti ce ne vogliono perché il germoglio esca dalle scuole tafazzianamente riformate); in secondo luogo, di potere -se le cose vanno storte- “scaricare il barile”; vale a dire trovare qualcuno, tra le centinaia di migliaia di forzati esecutori della tafazzata, che “ha remato contro”.
In tal modo blindato, tanto per scimmiottare la Germania dove sono tanto bravi e già la fanno, il TBA specialista in riforme ordinò la summenzionata ASL, cioè la più colossale scemenza mai concepita e attuata, in Italia, in materia di pubblica istruzione; la bella pensata che, appunto, fa sì che un liceale passi ore in un McDonald’s piuttosto che davanti a Kant, Freud e Darwin; o in un allevamento di cozze, piuttosto che di fronte a Newton, Maxwell e Einstein. Insomma, siccome c’era bisogno di liquidare quel poco di scuola seria che ancora restava, ecco che al Ministero si organizzarono; e, in quattro e quattr’otto, provvidero. Missione compiuta. Bravissimi. Geniali.

Rimane ora da chiarire l’ultimo dettaglio: di chi mai saranno le balle impietosamente battute dal TBA? Il lettore l’ha già capito; ma io, da pedante, glielo dirò ugualmente: sono le mie, gentile lettore; le mie e quelle di tanti colleghi che ancora si ostinano a volere fare ciò per cui le scuole furono create; cioè far rivivere ai principianti le migliori avventure conoscitive che i migliori uomini venuti prima di noi, vissero (non disdegnando, ogni tanto, di parlare dei peggiori). Col segreto sospetto che, forse, a furia di insistere, non capiti pure che la cosa li migliori, salvandoli dall’autentico pacco di monnezza che TV private e pubbliche quotidianamente gli scaricano addosso.

Ancora qualche settimana e gli insegnanti andranno a votare. Per un solo giorno, la bottiglia sarà nelle loro mani. E lor Signori non abbiano il menomo dubbio: sapranno dove battere.

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