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Comitato ‘NO al referendum elettorale’

Si è costituito oggi il Comitato ‘No al referendum elettorale’, promosso da esponenti del mondo giuridico – docenti di diritto costituzionale, avvocati, magistrati -, di partiti politici (Rifondazione comunista, Nuovo Partito d’azione, IdV), e del sindacalismo. A presiedere il Comitato è stato chiamato Gianni Ferrara, professore emerito di Diritto costituzionale alla Sapienza di Roma.

Scopo del Comitato è di far fallire il referendum elettorale, che con ben 67 quesiti mira, con un lavoro di ‘tagli e cuci’, alla manipolazione del sistema elettorale per giungere al bipartitismo coatto assegnando il premio di maggioranza alla lista con il maggior numero di voti. Ciò significa che una lista, anche con il 20%, conquisterebbe il 55% dei seggi. Si avrebbe così una legge peggiore di quella attuale e ancor peggiore di quella del fascista Acerbo, che almeno prevedeva la soglia minima del 25% per conquistare la maggioranza dei seggi.

Contro questo disegno di cancellazione dell’eguaglianza del diritto di voto e del pluralismo democratico, il Comitato agirà per far fallire il referendum, che per essere valido ha bisogno della partecipazione al voto della metà degli elettori. Questo referendum, se i sì prevalessero, non aprirebbe al strada alla riforma dell’attuale sistema elettorale, perché il Parlamento non potrebbe certo contrastare un eventuale voto popolare favorevole. Avremmo un sistema ultramaggioritario che darebbe a Berlusconi lo strumento per ottenere un potere personale ancora più forte. I referendari Segni e Guzzetta continuano nel lavoro di guastatori di quel che rimane della democrazia rappresentativa in Italia. Il Comitato si propone di essere uno strumento per riunire tutti/e coloro che vogliono difendere la democrazia rappresentativa, il pluralismo politico, la libera scelta dei parlamentari, oggi nominati dai capi-partito.

Statuto "Comitato No al referendum elettorale"

Legge elettorale e referendum

 

Azioni sul documento

Al referendum vota in modo “disgiunto-SEMIALTERNO!” per obbligare cambiamenti!

Inviato da wizler il 17/06/2009 00:10
Un modo strategico per scucire la pervasiva autoreferenzialità della casta e promuovere “adhocrazia!”
Dato che ad ogni elezione vince ineluttabilmente il progetto politico più votato quale “contenuto” del contendere diventando così programma di governo effetto della “sintesi” della mediazione della compagine vincente. Sostanza – programma governativo che messo in attuazione dovrebbe dare risultati consuntivi di fine legislatura possibilmente più coerenti al proposto programma elettorale. Ovviamente affinché tutto questo processo possa concretizzarsi al meglio e/o venga messo in attuazione il più velocemente possibile ogniqualvolta si rinnova la legislatura, molto dipende dal quanto efficiente risulta il dispositivo preposto alla designazione - delle rappresentanze che determina la compagine di governo nel renderla la più omogenea possibile in consistenza nel confermare, alternare e/o cambiarne le rappresentanze. Affinché questo possa effettuarsi nel modo più coerente e confacente possibile alle volontà della maggioranza che l’ha espresso determinante risulta essere la capacità del sistema che dovrebbe essere conseguente nel dare l’opportuna forza alla compagine governativa per metterle d’attuare il programma di governo che per legittimazione il corpo elettorale gli ha conferito!
Modalità da cui discende tutto il contenzioso tuttora aperto del come far sì che ciò avvenga nel modo più appropriato possibile senza ogniqualvolta doversi rimettere al solito gioco dell’oca fatto di quegli abusati speculativi “pitstops” costituiti da inutili referendum ed infruttuose inconcludenti bicamerali. Tutte assurde ed inconcepibili modalità per ulteriormente mantenere parziale quanto transitivo il meccanismo elettorale per rendere semplicemente sempre più intransitiva ed autoreferenziale alla sola casta che così facendo cerca in continuazione d’innalzarsi la posta in gioco e per aumentarsi ulteriore autoreferenziale nello spazio tempo e, così facendo magri rendere questo processo sempre più irreversibile! Quando, con un sistema più completo “idealtipo” si potrebbe semplicemente meglio risolvere rendendo più fisiologici i processi di designazione delle rappresentanze politiche quanto con il SEMIALTERNO si propone! In quanto oggigiorno, servono nuovi paradigmi gestori! Proprio perché al cittadino elettore poco importa che i membri di un governo sia la risultanza di una coalizione di partiti o venga conformato da elementi di correnti di partito purché sappiano governare e decidere dando le migliori risposte efficaci possibili alle prossimità che il contingente richiede quanto in altrettanto modo sappiano designare i migliori scenari per dare l’opportuna sicurezza nel futuro!
Per l’appunto il referendum del 21-22 c.m. rappresenta uno dei prossimi appuntamenti e, dovremmo esserne maggiormente consapevoli del fatto che si “voterà” su un residuo di una legge elettorale dichiarata e considerata esplicitamente “porcata”! Pertanto al referendum ad ognuno dei tre voti possibili sarebbe dargli la più opportuna valenza per ottenere il più proficuo tornaconto a favore del miglioramento della nostra democrazia nel suo complesso sia pur procedendo in modo asintote giacché ogni momento può essere un’occasione per mettere a punto e migliorare le modalità con le quali si eleggono le rappresentanze e poter passare dalle obsolete impostazioni del compassato, alle quali restiamo purtroppo sin da Machiavelli tuttora, avvinghiati nel considerare il sistema politico come una scatola chiusa in cui le istituzioni diano l’ordine in modo paternalistico discente! Quando, sarebbe opportuno promuoversi verso soluzioni innovative del tipo “adhocrazia” giacché, come anche G. Sartori nel suo libro “la democrazia” afferma “quanto più ci inoltriamo nel rifacimento dei sistemi politici e tanto più sono colto dal sospetto che siamo degli apprendisti stregoni!”
Quindi, per rendersi incisivi e poter smantellare l’inerziale autoreferenzialità con la quale la casta intende avvolgersi e blindarsi serve smascherala ed obbligarla a rendere i meccanismi elettorali non più limitati e limitanti bensì completi e funzionali per trasformare il nostro sistema paese strutturalmente e glocalmente più competitivo!
Pertanto, si propone di scegliere: un secco “Sì” al 3° quesito per abrogare e mettere fine alle candidature multiple anche se questo voto non permetterà di far sparire il vizio di propinarci liste blindate! (Caratteristica che sembra imperversare ad ogni latitudine e che la casta comodamente vorrebbe in ogni dove imporre quando attualmente, nemmeno più i cittadini Iraniani sembrano accettare siffatte “malsane intenzioni!”… dimostrato dai loro slogan di protesta “this is not election this is selection!”)
Inoltre, risulterebbe strategico votare in modo opposto per gli altri due quesiti in modo da obbligare la classe politica a comunque cambiare… Quindi, converrebbe scegliere un “NO” al 1° quesito elettorale (oppure astenersi) ed invece rispondere con un “Sì” al 2° quesito per ingenerare quella contraddizione necessaria a spezzare il solito perverso gioco del mantenere l’intransitività ad una siffatta casta ed obbligarla a cambiare in senso migliorativo quanto con il suddetto sistema SEMIALTERNO si va proponendo! Giacché democrazia e libero mercato incontrovertibilmente sono facce della medesima medaglia che si presidiano quando vigono regole "a check & balance criterio semplici, complete e cristalline" e non parziali bensì chiare e trasparanti che effettivamente tutelino la concorrenza ed implementino la qualità... questo affinché se ne possano effettuare incisivamente i fisiologici controlli, giocando d'anticipo, preventivamente prima d’arrivare alla frittata e/o quando siano già scappati i buoi... nei paradisi fiscali!
Pertanto, servono indeclinabili adeguamenti per aggiornarci ad una siffatta nuova realtà senza rischiare di incorrere nei soliti precedenti errori e rimanere in mezzo al guado appesi a modelli “zattera” rigidi, intermittenti del compassato frutto di statuizioni formalmente corrette che ci mantengono in una peritura Odissea fatta di cicliche inefficaci ricorsivi referendum ed inutili bicamerali costituite quest’ultime dai soliti “Penelopi croupier di casta” che ripristinano il solito gioco dell’oca!
Quindi, anacronistico risulta continuare mollare la transitoria zattera di galleggiamento del Porcellum (essendo già di per sé un residuo di una precedente legge elettorale) per attaccarsi a quella del Guzzettum per poi magari come già taluno afferma volersi riattaccarsi a quella del Mattarellum quando la realtà reclama nuove e più complete soluzioni per affrontarla! Realtà che ha già nuovamente iniziato ad iperbolicamente correre su tutti fronti e livelli in modo diverso e sempre più cangiante rispetto al compassato in modo sempre più fluido che reclama un salto di qualità abbracciando sistemi più completi per risultare strutturalmente (endo- ed eso-) competitivi quanto il SEMIALTERNO propugna sistema volto a dissipare sia la deterrenza speculativa che per contrastare l’insorge di partitini –“nanetti - famigerati ricattatori - ago della bilancia”! Giacché con un sistema più completo ogni processo otterrebbe sistematicamente beneficio, in una costante virtuosa ricorsiva funzionale a snellire nel suo complesso per implementare efficienza e riverberarla in tutta la galassia di cui si compone: politics, policy and polity. In quanto il SEMIALTERNO si esprime attraverso un sistema…
1) a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e
2) la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a "mandata elettorale"(consultazione a turno unico) PROPORZIONALE PURA, (la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi, ovviamente, più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo' di fattore di soglia)
3) Ma, quando la "situazione" si rendesse priva di governo od andasse in stallo (ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni “art. 60”) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico MAGGIORITARIA (es. in collegi plurinominali) od a PREMIO di MAGGIORANZA (anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio nazionale - idealmente non a base "regionalista").
4) Dopo, tale mandata con Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), comunque, si ritorna alla mandata a “base PROPORZIONALE”- il termine SEMIALTERNO deriva dal fatto che diventa automatico il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale ma, non per inverso, in quanto la modalità proporzionale può ininterrottamente continuare a ripetersi quando la legislatura si concluderà nei suoi fisiologici tempi ovvero dopo 5 anni come attualmente accade!
5) Il SEMIALTERNO comunque aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” si manterrà distinta rispetto a quella sua complementare rappresentata dal “maggioritario” per così far dinamicamente meglio interagire condivisione e competizione e così ingenerare quell’effetto concorrenziale indispensabile ad agevolare la suddetta governabilità – decisionalità…
Pertanto, il criterio di equilibrio, di chiarezza, di controllo e di trasparenza devono risultare strutturalmente insiti nello stesso meccanismo elettorale, quali aspetti e criteri indispensabili per poter ottenere sempre più efficienti e efficaci responsabili risposte di ritorno. Questo, al fine di agevolare in modo ricorsivo l’implementazione della qualità anziché dissiparla. Poiché “in fondo nessun ordine è mai definitivo, in quanto le risposte passano da una generazione all’altra ed il senso di conquista sarà rimesso all’uso che ne fa chi viene dopo!” Quindi, non ci rimane che lavorare per rendere più completo il sistema elettorale affinché enuclei questa incontrovertibile modalità volte ad implementare qualità totale!
Questo appunto reclama una più confacente architettura del meccanismo delle leggi elettorali – istituzionali preposte ad svolgere questo compito facendo in modo che “accada” nel modo più fisiologico ed efficiente possibile rispetto a quanto per effetto di modelli incompleti antiquati ed obsoleti anacronisticamente succede rispetto alle esigenze che i nostri tempi pretendono articolazioni più pertinenti quanto con il SEMIALTERNO si propone.
Poiché importante risulta che il ciclo si mantenga potenzialmente integro, quale vitale necessità indispensabile ad innescare concorrenza tale da imbibire più pervasivamente l'insieme nel suo complesso e mantenere perennemente costante l’effetto concorrenziale permanente per ingenerare quella autotutela di “feed back” necessari al controllo nello spazio tempo sia orizzontalmente che verticalmente quale latente “check & balance criterio” da contestualmente indurre effetti dissipativi nei confronti del rischiare autoreferenziali speculativi degenerativi incestuosi autoavvitamenti, deterrenze e/o quant’altra viziosa rendita speculativa di posizione tesa a corrompere la democrazia in autoreferenziale oligarchia anziché dissiparla!
Travaglio - Servizio P. 9/02/2012

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