Lodo Alfano ( ovvero la legge non è eguale per tutti)
Post è di Corrado Mauceri del Comitato di Firenze per la difesa della Costituzione
Art. 3 Cost.:” Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
Il Lodo Alfano - Sospensione dei processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato (articolo 1, comma 1).
“Sospensione dei processi penali nei confronti delle alte
cariche dello Stato. La sospensione opera per il Presidente della Repubblica,
per il Presidente del Senato, per il Presidente della Camera, per il Presidente
del Consiglio dei ministri. La sospensione opera dalla data di assunzione della
carica o della funzione e si applica anche ai processi penali per fatti
antecedenti l'assunzione della carica.”
L’iniziativa di Italia dei Valori di raccogliere le firme per chiedere il
referendum abrogativo del cd Lodo Alfano, come era prevedibile divide
l’opposizione sia quella parlamentare sia quella cd sociale.
Senza dubbio il metodo della “primogeneritura.” adottato da IdV non è quello più opportuno soprattutto se si vuole (come sarebbe stato opportuno) creare una larga unità; sarebbe stato più opportuno prima formulare la proposta e dopo avviare l’iniziativa.
Ora però l’iniziativa è avviata e quindi bisogna decidere; d’altra parte una preventiva consultazione non avrebbe potuto comportare soluzioni diverse; è pacifico difatti che IDV avrebbe in ogni caso promosso l’iniziativa.
Cosa fare? E fuor di dubbio che il “lodo Alfano” violi il principio dell’uguaglianza che è un principio fondante della democrazia.
L’obiezione più forte ( a parte quelle pretestuose pure presenti) consiste nell’indubbia difficoltà di raggiungere il quorum. Ora però il referendum ci sarà; il problema nonè quindi se promuoverlo o meno, ma se sostenerlo (a cominciare dalla raccolta delle firme) oppure prendere le distanze.
Io ritengo che bisogna sostenerlo a cominciare dalla raccolta delle firme, ma soprattutto facendone un tema di coerenza ed intransigenza del rispetto della Costituzione, recentemente richiamato dal Presidente della Repubblica.
Non si può difatti ogni giorno, a parole, ricordare la Costituzione e nello stesso tempo assistere alla quotidiana violazione dei principi costituzionali fino a consentire che un fascista diventato ministro possa impunemente offendere la Resistenza.
Il Lodo Alfano viola la Costituzione non solo nella forma, ma anche ed in modo più palese nella sostanza.
Come è stato ripetutamente ricordato la Costituzione afferma che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge: quando ha voluto prevedere qualche limitata eccezione, l’ha prevista espressamente come per esempio all’art. 90 laddove limita la responsabilità del Capo dello Stato per gli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni soltanto ai casi di alto tradimento ed attentato alla Costituzione.
Nessuna altra eccezione è prevista, soprattutto per gli atti compiuti come privati cittadini, né una deroga al principio di uguaglianza di fronte alla legge poteva essere introdotta, come pure hanno sostenuto alcuni parlamentari del PD, con una legge costituzionale; una tale eventuale eccezione avrebbe vulnerato il principio di uguaglianza, che come ha affermato la Corte Costituzionale è uno dei principi supremi del nostro ordinamento.
Nè peraltro ha alcun senso la motivazione secondo cui bisogna garantire le più alte cariche dello Stato da strumentali interventi della magistratura e comunque evitare che chi ricopre un’alta carica possa essere nello stesso tempo sottoposto a processo penale.
Senza dubbio tali eventuali situazioni pongono aspetti delicati che meritano molta considerazione così come quella di evitare che chi ricopre un’alta carica dello Stato possa mantenere tale carica, pur essendo accusato di reati infamanti come quello di corruzione.
Chi ricopre alte cariche dello Stato non solo deve essere, al pari di tutti, soggetto alla legge, ma non deve essere nemmeno sospettato. la soluzione però non può essere quella di sospendere il processo, ma se mai quella di accelerare i tempi del processo.
Il Lodo Alfano quindi non solo viola la Costituzione, ma soprattutto ripropone una rappresentazione del potere arrogante ed insopportabile.
Francamente il senso dello Stato del Presidente Napolitano ci induceva a prevedere che egli avrebbe rinviato alle Camere la legge.Così non è stato; l’ultima occasione è quella di dare la voce al popolo cd sovrano; non si raggiungerà il quorum? Si saprà almeno quanti italiani giudicano, quanto meno, inopportuno questo privilegio.
Corrado Mauceri del Comitato di Firenze per la difesa della Costituzione















Ma il Presidente della Repubblica?