Tu sei qui: Portale » Rubrica delle donne » Festeggiamo l’ 8 marzo ricordando una donna straordinaria: Olympe de Gouges

Festeggiamo l’ 8 marzo ricordando una donna straordinaria: Olympe de Gouges

Negli anni in cui in Francia la Rivoluzione propugnava i diritti dell’Uomo, sventolando la bandira tricolore e stabilendo i principi su cui costruire il nuovo stato, riassunti nel motto “Liberté, Egalité, Fraternité” , una donna, Olympe de Gouges, fu ghigliottinata per aver difeso i diritti delle donne.

Una contraddizione enorme, che tuttavia non fu vissuta come tale da quei rivoluzionari, per i quali le donne continuavano ad essere un genere di serie B, senza diritti. Del resto i giacobini si rifacevano a Rousseau, che sosteneva che: “E’ nell’ordine naturale delle cose che la donna obbedisca all’uomo”.

Nonostante questo è proprio del 1789 il primo Cahier de Doleance femminile. Una certa madame B.B. del Caux, scrive:

    “La donna è considerata incapace di padroneggiare se stessa e deve essere sottoposta prima al padre e poi al marito. La sua dote è inalienabile, non può esercitare attività commerciali. Chi invieranno le donne come loro rappresentanti, degli uomini? No, le donne dovrebbero essere rappresentate da altre donne. Esse, al pari dei negri, che stanno tentando il loro riscatto, devono unirsi e richiedere il riconoscimento della parità con l’altro sesso!”

Madame de Caux non è la sola: c’è una donna che si batte davvero perché i principi della rivoluzione vengano attuati in modo completo e si chiama Olympe de Gouges. Ma lei va ben oltre una generica, teorica protesta per l’ottenimento di pari diritti. Chiede di partecipare al voto ( in quell'epoca il suffragio era basato sul censo e a un operaio il voto costava tre giornate di lavoro, quindi la maggioranza del popolo francese non poteva permettersi di andare al voto); chiede la possibilità di sciogliere un matrimonio e l'instaurazione del divorzio (ottenuto di fatto all'indomani della Rivoluzione); propone una sorta di PACS, cioè un contratto firmato tra concubini e si occupa attivamente per il riconoscimento dei figli nati fuori dal matrimonio. Non solo: progetta un tipo di organizzazione protettiva delle mamme e dei bambini, una sorta di “Opera per la maternità e l’infanzia”, si occupa della disoccupazione e propone la creazione di case popolari per i poveri e di di ricoveri per i mendicanti.

Per lei Liberté Egalité Fraternité non sono solo vuote parole, non è retorica politica., non è vieta demagogia, lei crede davvero nella costruzione di una società di eguali, in libertà e fraternità. E non può comprendere – e a ragione!- perché le donne debbano essere escluse da questo rinnovamento, dopo aver partecipato anche loro e in prima linea ai moti rivoluzionari, e si batte con ardore contro questa ingiustizia.

Rivolgendosi a Maria Antonietta pertanto nel 1792 – mentre in Inghilterra Mary Wollstonecraft (1759-1797) scrive Vindication of the Rights of Woman - Olympe redige la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, il cui modello è certamente la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789, ma , proprio per questo, è venata di polemica ironia. In essa afferma l'uguaglianza dei diritti civili e politici tra i due sessi, insistendo perché si restituiscano alla donna quei diritti naturali che secoli di pregiudizi stupidi e stolti le hanno negato.

Per questo fu odiata, vilipesa, offesa. Fu detto di lei che era una sgualdrina e aveva “dimenticato le virtù che convenivano al suo sesso”. Fu processata, incarcerata e ghigliottinata, per aver ardito a credersi eguale agli uomini. Persino suo figlio, generale dell’esercito, la disconobbe, per paura di venir accomunato a lei nella riprovazione sociale.

Andò alla ghigliottina serena e dignitosa. Le dobbiamo un grande esempio di dignità, di integrità e di coraggio. Pensiamo a lei, in questo giorno che - più che mai di questi tempi - dobbiamo rivendicare nostro. Un giorno di orgoglio femminile, perché tante donne hanno sofferto e sono morte per darci la possibilità di votare, di contare, di far sentire la nostra voce.

Solo recentemente, grazie all’iniziativa della storica Catherine Marand- Fouquet, è nato in Francia un movimento per chiedere che le ceneri di Olympe siano trasferite al Pantheon, dove riposano le grandi figure della storia di Francia.

Durante la campagna presidenziale, la candidata della sinistra Ségolène Royal si impegnò – se fosse stata eletta presidente della repubblica francese – a farlo senza indugio. Come si sa ha vinto Sarkozy.... un uomo. Un conservatore.

Olympe aspetterà ancora tempi migliori. Ma ha come tutte le donne una grande pazienza e lungimiranza. Intanto noi possiamo onorarla leggendo la sua Dichiarazione dei diritti delle donne e delle cittadine, che qui di seguito riportiamo.

Sarà il nostro picchetto d’onore.

Buon 8 marzo, care amiche e compagne, buona giornata della memoria al femminile.

Buon riposo Olympe. E grazie.

 

Barbara Fois

 

Donne Olimpe de Guoges

Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina

Uomo, sei capace d’essere giusto ? E’ una donna che ti pone la domanda ; tu non la priverai almeno di questo diritto. Dimmi? Chi ti ha concesso la suprema autorità di opprimere il mio sesso? La tua forza? Il tuo ingegno? Osserva il creatore nella sua saggezza ; scorri la natura in tutta la sua grandezza, di cui tu sembri volerti raffrontare, e dammi, se hai il coraggio, l’esempio di questo tirannico potere. Risali agli animali, consulta gli elementi, studia i vegetali, getta infine uno sguardo su tutte le modificazioni della materia organizzata; e rendi a te l’evidenza quando te ne offro i mezzi; cerca, indaga e distingui, se puoi, i sessi nell’amministrazione della natura. Dappertutto tu li troverai confusi, dappertutto essi cooperano in un insieme armonioso a questo capolavoro immortale. Solo l’uomo s’è affastellato un principio di questa eccezione. Bizzarro, cieco, gonfio di scienza e degenerato, in questo secolo illuminato e di sagacità, nell’ignoranza più stupida, vuole comandare da despota su un sesso che ha ricevuto tutte le facoltà intellettuali; pretende di godere della rivoluzione, e reclama i suoi diritti all’uguaglianza, per non dire niente di più.

Preambolo

Le madri, le figlie, le sorelle, rappresentanti della nazione, chiedono di potersi costituire in Assemblea nazionale. Considerando che l’ignoranza, l’oblio o il disprezzo dei diritti della donna sono le cause delle disgrazie pubbliche e della corruzione dei governi, hanno deciso di esporre, in una Dichiarazione solenne, i diritti naturali, inalienabili e sacri della donna, affinché questa dichiarazione, costantemente presente a tutti i membri del corpo sociale, ricordi loro senza sosta i loro diritti e i loro doveri, affinché gli atti del potere delle donne e quelli del potere degli uomini, potendo essere paragonati ad ogni istante con gli scopi di ogni istituzione politica, siano più rispettati, affinché le proteste dei cittadini, fondate ormai su principi semplici e incontestabili, si rivolgano sempre al mantenimento della Costituzione, dei buoni costumi, e alla felicità di tutti. In conseguenza, il sesso superiore sia in bellezza che in coraggio, nelle sofferenze della maternità, riconosce e dichiara, in presenza e sotto gli auspici dell’essere supremo, i seguenti Diritti della Donna e della Cittadina.

Articolo I- La Donna nasce libera ed ha gli stessi diritti dell’uomo. Le distinzioni sociali possono essere fondate solo sull’utilità comune.

Articolo II - Lo scopo di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali e imprescrittibili della Donna e dell’Uomo: questi diritti sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e soprattutto la resistenza all’oppressione.

Articolo III - Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella nazione, che è la riunione della donna e dell’uomo: nessun corpo, nessun individuo può esercitarne l’autorità che non ne sia espressamente derivata.

Articolo IV - La libertà e la giustizia consistono nel restituire tutto quello che appartiene agli altri; così l’esercizio dei diritti naturali della donna ha come limiti solo la tirannia perpetua che l’uomo le oppone; questi limiti devono essere riformati dalle leggi della natura e della ragione.

Articolo V - Le leggi della natura e della ragione impediscono ogni azione nociva alla società: tutto ciò che non è proibito da queste leggi, sagge e divine, non può essere impedito, e nessuno può essere obbligato a fare quello che esse non ordinano di fare.

Articolo VI - La legge deve essere l’espressione della volontà generale; tutte le Cittadine e i Cittadini devono concorrere personalmente, o attraverso i loro rappresentanti, alla sua formazione; esse deve essere la stessa per tutti: Tutte le cittadine e tutti i cittadini, essendo uguali ai suoi occhi, devono essere ugualmente ammissibili ad ogni dignità, posto e impiego pubblici secondo le loro capacità, e senza altre distinzioni che quelle delle loro virtù e dei loro talenti.

Articolo VII - Nessuna donna è esclusa; essa è accusata, arrestata e detenuta nei casi determinati dalla Legge. Le donne obbediscono come gli uomini a questa legge rigorosa.

Articolo VIII - La Legge non deve stabilire che pene restrittive ed evidentemente necessarie, e nessuno può essere punito se non grazie a una legge stabilita e promulgata anteriormente al delitto e legalmente applicata alle donne.

Articolo IX - Tutto il rigore è esercitato dalla legge per ogni donna dichiarata colpevole.

Articolo X - Nessuno deve essere perseguitato per le sue opinioni, anche fondamentali; la donna ha il diritto di salire sul patibolo, deve avere ugualmente il diritto di salire sulla Tribuna; a condizione che le sue manifestazioni non turbino l’ordine pubblico stabilito dalla legge.

Articolo XI - La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi della donna, poiché questa libertà assicura la legittimità dei padri verso i figli. Ogni Cittadina può dunque dire liberamente, io sono la madre di un figlio che vi appartiene, senza che un pregiudizio barbaro la obblighi a dissimulare la verità; salvo rispondere dell’abuso di questa libertà nei casi determinati dalla Legge.

Articolo XII - La garanzia dei diritti della donna e della cittadina ha bisogno di un particolare sostegno; questa garanzia deve essere istituita a vantaggio di tutti, e non per l’utilità particolare di quelle alle quali è affidata.

Articolo XIII - Per il mantenimento della forza pubblica, e per le spese dell’amministrazione, i contributi della donna e dell’uomo sono uguali; essa partecipa a tutte le incombenze, a tutti i lavori faticosi; deve dunque avere la sua parte nella distribuzione dei posti, degli impieghi, delle cariche delle dignità e dell’industria.

Articolo XIV - Le Cittadine e i Cittadini hanno il diritto di costatare personalmente, o attraverso i loro rappresentanti, la necessità dell’imposta pubblica. Le Cittadine non possono aderirvi che a condizione di essere ammesse ad un’uguale divisione, non solo dei beni di fortuna, ma anche nell’amministrazione pubblica, e di determinare la quota, la base imponibile, la riscossione e la durata dell’imposta.

Articolo XV- La massa delle donne, coalizzata nel pagamento delle imposte con quella degli uomini, ha il diritto di chiedere conto, ad ogni pubblico ufficiale, della sua amministrazione.

Articolo XVI- Ogni società nella quale la garanzia dei diritti non sia assicurata, né la separazione dei poteri sia determinata, non ha alcuna costituzione; la costituzione è nulla, se la maggioranza degli individui che compongono la Nazione, non ha cooperato alla sua redazione.

Articolo XVII - Le proprietà appartengono ai due sessi riuniti o separati; esse sono per ciascuno un diritto inviolabile e sacro; nessuno ne può essere privato come vero patrimonio della natura, se non quando la necessità pubblica, legalmente constatata, l’esiga in modo evidente, a condizione di una giusta e preliminare indennità.

Delacroix Libertè

Azioni sul documento

Commento di Giancarlo Buffa

Inviato da mariaricciardig il 09/03/2011 18:11
Cara Barbara,
ho letto il tuo bell'articolo composto per ricordare Olympe de Gouges l' 8 marzo , e ho pensato di inviarlo agli amici e compagni della mia rubrica, indicando il nome dell'autrice e il sito. Naturalmente, ho provveduto personalmente a inviare via mail oltre al tuo scritto anche la "Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina". A te un grazie infinito per avermi fatto conoscere una donna francese straordinaria.
Un fraterno abbraccio
Giancarlo

a Giancarlo Buffa

Inviato da bfois il 09/03/2011 21:15
Grazie, caro Giancarlo. Avrei dovuto approfittare della tua genilezza e maestria e della nostra lunghissima amicizia e chiederti uno dei tuoi splendidi disegni. Sarà per la prossima volta! Barbara

Forma-sostanza e forma-stato

Inviato da palinuro il 12/03/2011 10:59
Oltre che dal loro intrinseco contenuto, sono affascinato anche dall'eleganza rivoluzionaria della prosa dei diciassette articoli della Dichiarazione di Olympe. Quando sulla forma-sostanza si costruisce la forma-stato.

Così, duecentoventi anni dopo, il nostro parlamentucolo di indagati, di pregiudicati e di mafiosi si pronuncia (sic) sulle "quote rosa", ennesimo insulto alla dignità della donna-panda.

forma-sostanza e forma-stato

Inviato da bfois il 15/03/2011 03:28
Sì, Olympe è una donna che ha già intuito tutto, che ha capito, che vede il futuro, che pensa in grande. Vede davvero una società di eguali, ha idee rivoluzionarie in tema di welfare,di copie di fatto, di illegittimi, di ruoli attribuiti per capacità e non per sesso... è insomma troppo avanti e siccome non è più tempo di roghi la ghigliottinano. In altri tempi l'avrebbero processata come strega. Le donne intelligenti hanno sempre poca fortuna con uomini stupidi, ottusi, rozzi. Per fortuna non sono tutti come qulli del nostro parlamento. A un vecchio signore molto colto, intelligente e ironico, che mi onorava della sua amicizia, un giorno chiesi sconsolata e dubbiosa " Ma poi a chi piace una femme savante?" lui mi guardò sorridendo e rispose " a un homme charmant."
INVITO Iniziativa 25 Maggio

De Magistris: da Parigi, Atene
e Italia una sola richiesta

Clicca sulla vignetta per ingrandire

Le foto della manifestazione di Marsiglia

Clicca sulla vignetta per ingrandire

Clicca sulla vignetta per ingrandire

Perché non scoppia la rivoluzione?

 
Da martedì 15 maggio in libreria

Salviamo il frutteto Stuard
Clicca sotto per firmare


Clicca sulla vignetta
per ingrandire


Ultimi 5 filmati


Clicca sulla vignetta
per ingrandire


Rubrica delle donne

« maggio 2012 »
maggio
lumamegivesado
123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031