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Turchia: massacrati 3.149 curdi nell’indifferenza internazionale

Ieri la Turchia ha annunciato ufficialmente e non senza una certa soddisfazione di aver ucciso 3.149 curdi nella regione siriana di Afrin dall’inizio della operazione “Olive Branch”.

A fare l’annuncio è stato l’esercito turco subito ripreso dai media di regime che hanno prontamente rilanciato la soddisfazione per questo vero e proprio massacro ingiustificato trascurato incredibilmente da tutti.

Secondo le forze armate della Turchia (TSK) i militari turchi appoggiati da aviazione e mezzi blindati hanno “neutralizzato” 3.149 curdi siriani che loro definiscono “terroristi”. La Turchia non fornisce nessun dato sui civili uccisi nell’operazione che, secondo l’opposizione siriana, sarebbero centinaia compresi donne e bambini.

Nel comunicato dell’esercito turco si legge che «dal 20 gennaio, data di inizio della operazione Olive Branch, i militari turchi hanno neutralizzato 3.149 terroristi appartenenti al PKK / PYD / YPG / KCK e Daesh i quali mettevano in grave pericolo la popolazione siriana».

In realtà i morti sono solo curdi e di certo non mettevano in pericolo la popolazione siriana che anzi hanno strenuamente difeso dagli attacchi di Daesh per di più appoggiato proprio dalla Turchia.

Il regime turco vuole far passare una vera e propria aggressione armata alla regione curdo-siriana di Afrin come una operazione antiterrorismo, un metodo islamo-fascista ampiamente usato da Erdogan per giustificare, anche in patria, i più efferati crimini contro chiunque si opponga al suo regime o contro chiunque lui veda come una minaccia.

Quello che stupisce è l’assoluto silenzio della comunità internazionale, soprattutto dell’Europa, di fronte a questo ingiustificato massacro di curdi. Stupisce anche l’immobilità americana che prima ha usato i curdi per combattere e fermare Daesh e poi li ha letteralmente abbandonati nelle mani del criminale nazi-islamico di Ankara, un atteggiamento da parte di Washington vigliacco e ingiustificabile sotto tutti gli aspetti specie considerando che la risoluzione ONU 2401 del Consiglio di Sicurezza impone il cessate il fuoco in tutto il territorio siriano, risoluzione palesemente ignorata dalla Turchia che ha continuato a bombardare senza sosta la regione di Afrin.

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