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6 MAGGIO 2009 - REGOLAMENTI PARLAMENTARI

Serata estremamente interessante ed istruttiva, di informazione ed approfondimento sul tema della riforma dei regolamenti parlamentari. Si conclude con un appello.

 

6 MAGGIO 2009

 

 REGOLAMENTI PARLAMENTARI

  

Serata di informazione ed approfondimento sul tema della riforma dei regolamenti parlamentari, ovvero come attuare una riforma costituzionale senza dover fare una revisione della costituzione.

Pancho Pardi e Tommaso Donati ci hanno illustrato i punti fondamentali, eccone alcuni:

Un regolamento parlamentare viene adottato a maggioranza assoluta in unica votazione, ogni camera per sè: essendo un regolamento interno, infatti, ogni camera è sovrana per il proprio. E, non essendo una legge, non è sottoponibile nè a referendum nè al giudizio della Corte Costituzionale.

Una revisione costituzionale in senso presidenziale è una strada ardua: i cittadini si sono già una volta mostrati compatti nel non volerla e la maggioranza  è cosciente che sia una strada difficilmente praticabile. Certo, si potrebbero fare le cosiddette riforme condivise con l'aiuto del PD e approvarle con i  2/3, evitando il referendum, ma ha trovato una strada ancora più semplice, meno disturbata, perchè più silenziosa e, anche questa, in parte, condivisa.

Il pretesto è articolato su 3 punti essenziali:
a) occorre velocizzare l'iter legislativo, altrimenti abbiamo un parlamento che, pur costandoci tanto!, come sapete, non funziona, non fa nulla, i tempi sono troppo lunghi.
b) l'opposizione, lo vedete giornalmente, non conta niente, viene vanificata, è necessario che, invece, abbia delle garanzie, è strumento essenziale di democrazia!
c) il premier, l'ha detto anche in Abruzzo, ha le mani legate dalle pastoie del Parlamento: se vuole far funzionare questo stato senza disperdere energie e soldi deve ricorrere alla decretazione d'urgenza, altrimenti andiamo a rotoli. E questo non è bello: ci ricorre troppo spesso, mentre la decretazione di urgenza si dovrebbe evitare il più possibile, come ricorda spesso anche il Presidente della Camera. Anche quello della Repubblica, certo, ma il Presidente della Camera è uno dei nostri e, nonostante questo, è molto sensibile al problema. Allora abbiamo pensato tutti insieme di porre fine a questa situazione scellerata e rivedere i regolamenti parlamentari.

Quagliarello e Gasparri fanno una proposta, un testo unico, una riforma organica.

Il loro pensiero  in questa frase:

"La via maestra per porre rimedio a tale situazione e` naturalmente riprendere il processo di revisione costituzionale. Peraltro, occorre non trascurare come in tale prospettiva un ruolo decisivo possa essere svolto dai regolamenti parlamentari, i quali determinano la concreta configurazione della forma di governo in modo più sotterraneo ma assai più penetrante delle stesse previsioni costituzionali."  (cfr. proposta di modificazione del regolamento d'iniziativa dei senatori Gasparri e Quagliarello, pag. 2).

In pratica confessano: facciamo una cosa sotterranea che dia gli stessi risultati di una revisione costituzionale e presentano una proposta di modifica con lo scopo di creare un canale preferenziale del governo in Senato (e poi altri la presentano tale e quale alla Camera). Il canale preferenziale è questo e pare si chiamerà legge prioritaria: i disegni di legge presentati dal governo seguiranno un canale preferenziale, che imporrà al parlamento di approvarli entro 60 giorni.
Sulla tanto discussa decretazione d'urgenza in realtà non viene detto nulla e non è vi è alcuna garanzia che la decretazione di urgenza non venga utilizzata in contemporanea, ma solo una previsione basata su un'osservazione empirica: se il governo può pretendere che i propri disegni di legge siano approvati entro 60 giorni, che bisogno ha di ricorrere alla decretazione d'urgenza?

I partecipanti a questa serata hanno lanciato quest’appello: 

 

 

Appello Costituzione Violata

http://www.liberacittadinanza.it/petizioni/la-costituzione-svuotata 

 

 

Lo scopo dell’appello è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica, di sollecitare la stampa a parlarne (abbiamo in programma l’organizzazione di una conferenza stampa pubblica), nonché di allertare il comitato Salviamo la Costituzione.

 

 

 

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