Testo integrale della lettera del governo italiano all'Unione europea
Ecco
il testo integrale della lettera del governo italiano all'Unione
europea. Si apre con un testo autografo: "Caro Herman, caro Josè
Manuel..." rivolto ai presidenti del Consiglio Ue e della
Commissione. La breve nota si chiude con un'altra nota autografa: "un
forte abbraccio, Silvio".
"L'Italia
ha sempre onorato i propri impegni europei e intende continuare a
farlo.
Quest'estate il Parlamento italiano ha approvato
manovre di stabilizzazione finanziaria con un effetto correttivo sui
saldi di bilancio al 2014 pari a 60 miliardi di euro. Sono
state così create le condizioni per raggiungere il pareggio di
bilancio nel 2013,
con un anno di anticipo rispetto a quanto richiesto dalle istituzioni
europee. Dal 2012, grazie all'aumentato avanzo primario, il nostro
debito scenderà.
Tuttavia, siamo consapevoli della necessità
di presentare un piano di riforme globale e coerente. La situazione
italiana va letta tenendo in debita considerazione gli equilibri più
generali che coinvolgono l'intera area europea. Mesi di tensioni sui
mercati finanziari e di aggressioni speculative contro i debiti
sovrani sono, infatti, il segnale inequivocabile di una debolezza
degli assetti istituzionali dell'area euro. Per quel che riguarda
l'Italia, consapevoli di avere un debito pubblico troppo alto e una
crescita troppo contenuta, abbiamo seguito sin dall'inizio della
crisi una politica attenta e rigorosa". "Dal 2008 ad oggi
il nostro debito pubblico è cresciuto,
in
rapporto al Pil, meno
di quello di altri importanti paesi europei.
Inoltre, la disciplina da noi adottata ha portato a un bilancio
primario in attivo. Situazione non comune ad altri Paesi. Se problemi
antichi, come quello del nostro debito pubblico, danno luogo oggi a
ulteriori e gravi pericoli, ciò è soprattutto il segno che la causa
va cercata non nella loro sola esistenza, ma nel nuovo contesto nel
quale ci si è trovati a governarli".
A.
I FONDAMENTALI DELL'ECONOMIA
"Il
Governo italiano ha risanato i conti pubblici e conseguirà
l'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013. Il debito pubblico in
rapporto al PIL è stato ricondotto su un sentiero di progressiva
riduzione. Nel 2014 avremo un avanzo di bilancio (corretto per il
ciclo) pari allo 0,5% del PIL, un avanzo primario pari al 5,7% del
PIL e un debito pubblico al 112,6% del PIL. Per realizzare questo
obiettivo sono state approvate durante l'estate in tempi record due
importanti manovre di finanza pubblica che comporteranno una
correzione del deficit tendenziale nel quadriennio 2011-2014 pari
rispettivamente a 0,2%, 1,7%, 3,3% e 3,5% del PIL. Nel 2011 si
prevede un avanzo primario consistente pari allo 0,9% del PIL.
Nonostante l'aumento delle spese per il servizio del debito, questo
consentirà la riduzione del rapporto debito/PIL già nel 2012.
I
dati relativi ai primi otto mesi dell'anno in corso sono coerenti con
questi obiettivi. E' doveroso segnalare che la nuova serie dei conti
nazionali indica che nel 2010 il Pil italiano è cresciuto dell'1,5%
e non dell'1,3% e, nei due anni della crisi, il Pil si è ridotto
meno di quanto prima stimato (-1,2% invece di -1,3% nel 2008 e -5,1%
invece di -5,2% nel 2009). Come conseguenza della revisione contabile
operata da Eurostat il rapporto deficit/Pil, che è stato confermato
a 4,6% per il 2010, è praticamente allineato a quello della
Germania, rivisto dal 3,3% al 4,3%. Si noti, inoltre, che l'Eurostat
ha rettificato al rialzo anche i rapporti deficit/Pil della Francia
(dal 7% al 7,1%), della Spagna (dal 9,2% al 9,3%), della Grecia (dal
10,5% al 10,6%) e del Portogallo (dal 9,1% al 9,8%). In conclusione,
nel 2010 l'Italia aveva, insieme alla Germania, il comportamento
largamente più virtuoso in termini di indebitamento netto in
rapporto al Pil.
B.
CREARE
CONDIZIONI STRUTTURALI FAVOREVOLI ALLA CRESCITA
Siamo ora impegnati nel creare le condizioni strutturali
favorevoli alla crescita. Il Governo ritiene necessario intervenire
sulla composizione del bilancio pubblico per renderla più favorevole
alla crescita. Con questo obiettivo il Governo intende operare su
quattro direttrici nei prossimi 8 mesi:
Entro
2 mesi,
la rimozione di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all'attività
economica, così da consentire, in particolare nei servizi, livelli
produttivi maggiori e costi e prezzi inferiori
Entro
4 mesi,
la definizione di un contesto istituzionale, amministrativo e
regolatorio che favorisca il dinamismo delle imprese Entro 6 mesi,
l'adozione di misure che favoriscano l'accumulazione di capitale
fisico e di capitale umano e ne accrescano l'efficacia
Entro
8 mesi,
il completamento delle riforme del mercato del lavoro, per superarne
il dualismo e favorire una maggiore partecipazione".
Nei
prossimi 4 mesi è, ad ogni modo, prioritario aggredire con decisione
il dualismo nord-sud che storicamente caratterizza e penalizza
l'economia italiana. Tale divario si estrinseca in un livello del pil
del centro-nord italia che eguaglia il livello delle migliori realtà
europee, e quello del mezzogiorno, che è collocato in fondo alla
graduatoria europea.
A riguardo, l'esecutivo è intenzionato a
utilizzare pienamente i fondi strutturali, impegnandosi in una
loro revisione globale, inclusi quelli per lo sviluppo delle
infrastrutture, allo scopo di migliorarne l'utilizzo e ridefinirne le
priorità in stretta collaborazione con la commissione europea. Tale
revisione consentirà un'accelerazione, una riconsiderazione delle
priorità dell'uso dei fondi e una regia rafforzata, dove l'italia è
disposta a chiedere un sostegno tecnico alla commissione europea per
la realizzazione di questo ambizioso obiettivo.
Il programma
straordinario per lo sviluppo del mezzogiorno è
definito in maniera evocativa "eurosud"
e nasce dalla convinzione che la crescita del sud è la crescita
dell'italia intera.
Il governo, quindi, definirà ed attuerà
la revisione strategica dei programmi cofinanziati dai fondi
strutturali 2007-2013. Tale revisione risponde alle raccomandazioni
del consiglio del 12 luglio 2011 sul programma nazionale di riforma
dell'italia.
Esso si basa su una più forte concentrazione dei
programmi sugli investimenti maggiormente in grado di rilanciare la
competitività e la crescita del paese, segnatamente intervenendo sul
potenziale non utilizzato nel sud, e su un più stringente
orientamento delle azioni ai risultati (istruzione, banda larga,
ferrovie, nuova occupazione). Tale revisione potrà comportare una
riduzione del tasso di cofinanziamento nazionale dei programmi
comunitari.
Le risorse resesi disponibili a seguito di questa
riduzione saranno programmate attraverso un percorso di concertazione
tra il ministro delegato alle politiche di coesione, il commissario
europeo competente e le regioni interessate basato su una
cooperazione rafforzata con la commissione europea attraverso un
apposito gruppo di azione.
Tale
piano d'azione sarà definito entro il 15 novembre 2011.
a)
promozione e valorizzazione del capitale umano
b)
efficientamento del mercato del lavoro;
c)
apertura dei mercati in chiave concorrenziale;
d)
sostegno all’imprenditorialità e all’innovazione;
e)
semplificazione normativa e amministrativa;
f)
modernizzazione della pubblica amministrazione;
g)
efficientamento e snellimento dell’amministrazione della
giustizia;
h)
accelerazione della realizzazione delle infrastrutture ed
edilizia;
i)
riforma dell’architettura costituzionale dello Stato.
a)
Promozione e valorizzazione del capitale umano.
L'accountability delle singole scuole verrà accresciuta (sulla base
delle prove INVALSI), definendo per l'anno scolastico 2012-13 un
programma di ristrutturazione per quelle con risultati
insoddisfacenti; si valorizzerà il ruolo dei docenti (elevandone,
nell'arco d'un quinquennio, impegno didattico e livello stipendiale
relativo); si introdurrà un nuovo sistema di selezione e
reclutamento.
Si amplieranno autonomia e competizione tra
Università. Si accrescerà la quota di finanziamento legata alle
valutazioni avviate dall'ANVUR e si accresceranno i margini di
manovra nella fissazione delle rette di iscrizione, con l'obbligo di
destinare una parte rilevante dei maggiori fondi a beneficio degli
studenti meno abbienti. Si avvierà anche uno schema nazionale di
prestiti d'onore.
Da ultimo, tutti i provvedimenti attuativi
della riforma universitaria saranno approvati entro il 31 dicembre
2011.
b)
Efficientamento del mercato del lavoro E'
prevista l'approvazione di misure addizionali concernenti il mercato
del lavoro.
1. In particolare, il Governo si impegna ad
approvare entro il 2011 interventi rivolti a favorire l'occupazione
giovanile e femminile attraverso la promozione: a. di contratti di
apprendistato contrastando le forme improprie di lavoro dei giovani;
b. di rapporti di lavoro a tempo parziale e di contratti di
inserimento delle donne nel mercato del lavoro; c.
del credito di
imposta in favore delle imprese che assumono nelle aree più
svantaggiate.
2. Entro maggio 2012 l'esecutivo approverà una
riforma della legislazione del lavoro a. funzionale alla maggiore
propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell'impresa
anche attraverso una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi
economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato; b. più
stringenti condizioni nell'uso dei "contratti para-subordinati"
dato che tali contratti sono spesso utilizzati per lavoratori
formalmente qualificati come indipendenti ma sostanzialmente
impiegati in una posizione di lavoro subordinato.
c)
Apertura dei mercati in chiave concorrenziale
Entro il primo marzo 2012 saranno rafforzati gli strumenti di
intervento dell'Autorità per la Concorrenza per prevenire le
incoerenze tra promozione della concorrenza e disposizioni di livello
regionale o locale. Verrà generalizzata, la liberalizzazione degli
orari degli esercizi commerciali in accordo con gli enti
territoriali.
"Le principali disposizioni contenute nella
bozza di disegno di legge sulla concorrenza riguardano i settori
della distribuzione dei carburanti e dell'assicurazione obbligatoria
sui veicoli. Le misure relative al mercato assicurativo sono state
definite all'interno di una proposta di legge di iniziativa
parlamentare, che è già stata approvata dalla camera dei deputati
ed è attualmente all'esame del senato. Le misure concernenti i
mercati della distribuzione carburanti sono state integralmente
inserite nel Decreto Legge n.98/2011 e pertanto sono già in vigore.
Si è preferito adottare uno strumento legislativo quale il decreto
che garantisce l'immediata efficacia degli interventi. nel medesimo
decreto legge sono state inserite anche altre disposizioni di
apertura dei mercati e liberalizzazioni, tra cui si ricorda in
particolare la liberalizzazione in via sperimentale degli orari dei
negozi.
Nel frattempo, fra i primi in Europa, l'Italia
ha aperto alla concorrenza il mercato della distribuzione del gas:
sono stati adottati e saranno a breve pubblicati nella gazzetta
ufficiale i regolamenti che disciplinano le gare per l'affidamento
della distribuzione del gas in ambiti territoriali più ampi dei
comuni. Già con il Decreto Legge n.138/2011 sono state adottate
incisive misure finalizzate alla liberalizzazione delle attività
d'impresa e degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali.
In particolare già si prevede che le tariffe costituiscano soltanto
un riferimento per la pattuizione del compenso spettante al
professionista, derogabile su accordo fra le parti. Il provvedimento
sullo sviluppo conterrà recherà altre misure per rafforzare
l'apertura degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali.
Sempre in materia di ordini professionali, nella manovra di agosto,
in tema di accesso alle professioni regolamentate, è stato previsto
che gli ordinamenti professionali debbano garantire che l'esercizio
dell'attività risponda senza eccezioni ai principi di libera
concorrenza, alla presenza diffusa dei professionisti su tutto il
territorio nazionale, alla differenziazione e pluralità di offerta
che garantisca l'effettiva possibilità di scelta degli utenti
nell'ambito della più ampia informazione relativamente ai servizi
offerti. Inoltre, già in sede di conversione della manovra di luglio
(DL n. 98/2011) è stato previsto che il Governo, sentita l'Alta
Commissione per la Formulazione di Proposte in materia di
Liberalizzazione dei Servizi, elaborerà proposte per la
liberalizzazione dei servizi e delle attività economiche da
presentare alle categorie interessate. Dopo 8 mesi dalla conversione
del decreto legge, tali servizi si intenderanno liberalizzati, salvo
quanto espressamente regolato".
"Verranno rafforzati
i presidi a
tutela della concorrenza nel campo dei servizi pubblici locali,
con l'introduzione a livello nazionale di sistemi di garanzia per la
qualità dei servizi nei comparti idrico, dei rifiuti, dei trasporti,
locali e nazionali e delle farmacie comunali, seguendo
rispettivamente questa sequenza temporale 3 mesi, 6 mesi, 9 mesi e 12
mesi. Per quanto riguarda la riforma dei servizi pubblici locali che
il Governo italiano - riprendendo quanto già previsto dall'articolo
23 bis del DL 112/2008 - ha approvato nella manovra di agosto 2011
escludendo il settore idrico a seguito di un referendum popolare. Con
le disposizioni che si intende varare si rafforza il processo di
liberalizzazione e privatizzazione prevedendo che non è possibile
attribuire diritti di esclusiva nelle ipotesi in cui l'ente locale
affidante non proceda alla previa verifica della realizzabilità di
un sistema di concorrenza nel mercato, ossia di un sistema
completamente liberalizzato. Inoltre, viene previsto un ampliamento
delle competenze dell'Autorità garante della concorrenza e del
mercato, nonchè un sistema di benchmarking al fine di assicurare il
progressivo miglioramento della qualità di gestione e di effettuare
valutazioni comparative delle diverse gestioni.
d)
Sostegno all'imprenditorialità e all'innovazione
Entro il 2011, al fine di favorire la crescita delle imprese il
Governo prevede di utilizzare la leva fiscale per agevolare la
capitalizzazione delle aziende, con meccanismi di deducibilità del
rendimento del capitale di rischio. Verranno potenziati gli schemi a
partecipazione pubblica di venture capital e private equity,
preservando la concorrenza nei relativi comparti. Il Governo
trasformerà le aree di crisi in aree di sviluppo, rendendo più
semplice ed efficace la procedura per definire i programmi di
rilancio, che potranno essere finanziati anche con risorse
comunitarie. Forte impegno dell'esecutivo verso le PMI, destinando
loro il 50% delle risorse non utilizzate ogni anno del Fondo Rotativo
per il Sostegno alle imprese e per gli investimenti in ricerca.
Questi interventi - insieme al Contratto di Sviluppo, già operativo
- rientrano a pieno titolo nell'ambito del riordino generale degli
incentivi contenuto nello Statuto delle Imprese, che diventerà legge
nelle prossime settimane. Per garantire la liquidità delle imprese
si prevede un sistema di certificazione di debiti delle Pubbliche
Amministrazioni locali nei confronti delle imprese stesse al fine di
consentire lo sconto e successivo pagamento da parte delle banche, in
conformità alle procedure di calcolo Eurostat e senza impatto
addizionale sull'indebitamento della Pubblica Amministrazione.
e)
Semplificazione normativa e amministrativa Il
Governo incentiva la costituzione di "zone a burocrazia zero"
in tutto il territorio nazionale in via sperimentale per tutto il
2013, anche attraverso la creazione dell'U.L.G. - Ufficio Locale dei
Governi quale autorità unica amministrativa che coinvolgerà i
livelli locali di governo in passato esclusi. Il Governo mira a
semplificare la costituzione del bilancio delle S.r.l., la
digitalizzazione del deposito dell'atto di trasferimento delle quote
delle società e lo snellimento in materia di vigilanza delle società
di capitali e degli organi di controllo. I rapporti con la pubblica
amministrazione diventeranno più snelli grazie alla completa
sostituzione dei certificati con delle autocertificazioni, mentre le
certificazioni rilasciate dalla pubblica amministrazione resteranno
valide solo nei rapporti tra privati".
"I controlli
sulle imprese si ispireranno a criteri di semplicità e
proporzionalità, al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni
che possano recare intralcio al normale esercizio delle attività
imprenditoriali. Da ultimo, per quanto riguarda la semplificazione
amministrativa verrà completata nei prossimi 6 mesi la strategia di
revisione della regolamentazione settoriale, elaborando proposte
puntuali di semplificazione dei procedimenti e monitorandone gli
effetti. Verrà rafforzata e accelerata l'attuazione del programma di
misurazione e riduzione degli oneri amministrativi derivanti da
obblighi di tipo informativo previsti da leggi statali (MOA).
Inoltre, ove la disciplina sia di fonte regionale e locale, verranno
rafforzati ed estesi gli incentivi previsti dalla manovra estiva per
i procedimenti amministrativi relativi all'avvio e alla svolgimento
dell'attività d'impresa. L'obiettivo è quello di migliorare il
posizionamento dell'Italia nella graduatoria internazionale relativa
al Doing Business, nei prossimi 3 anni.
f)
Modernizzazione della pubblica amministrazione La
pubblica amministrazione è un volano fondamentale della crescita.
Stiamo creando le condizioni perchè la pubblica amministrazione sia
pronta ad accompagnare la ripresa, svolgendo una funzione di servizio
allo sviluppo e non di zavorra burocratica. Ecco perchè la
semplificazione, la trasparenza e la meritocrazia sono fondamentali.
Un tassello rilevante è costituito dalla piena attuazione della
Riforma Brunetta della pubblica amministrazione, in particolar modo
dalle misure che rafforzano il ruolo della Commissione per la
Valutazione, la Trasparenza e l'Integrità delle amministrazioni
pubbliche (istituita nel dicembre del 2009) e le cui competenze
saranno integrate con il disegno di legge in materia di
anticorruzione, già approvato dal Senato, e attualmente all'esame
della Camera dei Deputati. Esso rappresenta un passaggio importante
per la completa implementazione della riforma della pubblica
amministrazione in quanto individua una nuova governance per
l'attività di prevenzione e contrasto della corruzione, affidando le
funzioni alla Commissione e individuando con estrema puntualità le
modalità di accrescimento del livello di trasparenza della pubblica
amministrazione.
Per rendere più efficiente, trasparente,
flessibile e meno costosa la pubblica amministrazione tanto a livello
centrale quanto a livello degli enti territoriali (oltre al vigente
blocco del turnover del personale) renderemo effettivi con meccanismi
cogenti/sanzionatori: a. la mobilità obbligatoria del personale; b.
la messa a disposizione (Cassa Integrazione Guadagni) con conseguente
riduzione salariale e del personale; c. il superamento delle
dotazioni organiche.
Contestualmente all'entrata in vigore
della legge costituzionale recante l'abolizione e la
razionalizzazione delle province è prevista l'approvazione di una
normativa transitoria per il trasferimento del relativo personale nei
ruoli delle regioni e dei comuni.
g)
Efficientamento e snellimento dell'amministrazione della giustizia
Proseguendo
sulla linea delle misure definite in estate, verranno rafforzati il
contrasto della litigiosità e la prevenzione del contenzioso (anche
attraverso la costituzione presso il Ministero della Giustizia di un
gruppo tecnico che individui situazioni a forte incidenza di
litigiosità e proponga specifici interventi di contrasto).
Entro
il 30 aprile 2012 verrà completato il progetto in corso presso il
Ministero della Giustizia per la creazione di una banca dati
centralizzata per le statistiche civili e per quelle fallimentari.
Verranno rafforzati i meccanismi incentivanti per gli uffici virtuosi
di cui alla Legge n. 111 del 2011.
L'obiettivo è quello della
riduzione della durata delle controversie civili di almeno il 20 per
cento in 3 anni.
h)
Accelerazione della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia
Oltre alla realizzazione degli investimenti già concordati con le
società concessionarie, il Governo solleciterà una maggiore
partecipazione degli investitori privati, definendo entro il 31
dicembre 2011 standard contrattuali tipo che facilitino il ricorso al
project financing, con una più chiara ed efficiente allocazione dei
rischi tra le parti e accrescendo le certezze sulla redditività
dell'opera e la prevenzione di comportamenti di tipo monopolistico
nella determinazione dei pedaggi. Verrà rafforzata la qualità della
programmazione finanziaria pubblica, definendo obiettivi pluriennali
di spesa e concentrando le risorse su progetti considerati
strategici.
Il Governo è impegnato nella definizione nelle
prossime 10 settimane di alcune opere immediatamente cantierabili, su
proposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che
potranno beneficiare, a titolo di contributo al finanziamento, della
defiscalizzazione (IRAP, IRES) a vantaggio dei concessionari
dell'opera stessa. Inoltre sono previste una serie di semplificazioni
e velocizzazioni nelle procedure di approvazione dei progetti da
parte del CIPE e la suddivisione degli appalti in lotti funzionali
per garantire alle PMI un accesso facilitato.
Si prevede lo
sblocco degli investimenti privati grazie alla semplificazione delle
procedure relative ai contratti di programma dei maggiori aeroporti
italiani. Infine, sono previste norme mirate all'ottimizzazione delle
gestioni negli impianti portuali e di semplificazione in materia di
trasporto eccezionale su gomma.
Da ultimo, è in corso di
predisposizione una garanzia "reale" dello Stato
(attraverso propri beni immobili, e non solo di natura finanziaria)
per i mutui prima casa di giovani coppie, prive di contratto di
lavoro a tempo indeterminato. Questo garantirà un nuovo impulso al
mercato immobiliare e alle nuove famiglie.
I)
Riforma
dell'architettura costituzionale dello Stato
Il Governo italiano è impegnato in un processo di complessiva
riforma costituzionale. Essa riguarda tanto l'assetto costituzionale
dei poteri, quanto la cornice normativa volta a promuovere le
condizioni di sviluppo del mercato e una disciplina più rigorosa
delle finanze pubbliche.
Pur nella complessità del processo
di revisione costituzionale l'Italia intende giungere
all'approvazione della prima lettura di tali disegni di legge
costituzionale entro i prossimi 6/12 mesi. In particolare, quanto
alla riforma dello Stato, si tratta dei seguenti provvedimenti:
A.
Disegno di legge (già approvato in prima lettura alla Camera) sulla
modifica dell'elettorato attivo e passivo per l'elezione al
Parlamento nazionale al fine di garantire una maggiore partecipazione
giovanile alla vita politica.
B. Due disegni
di legge (all'esame del Parlamento) di riforma complessiva
dell'organizzazione dei vertici delle istituzioni politiche, con
particolare riferimento alla riduzione significativa del numero dei
parlamentari, all'abolizione delle province, alla riforma in senso
federale dello Stato, alla maggiore efficienza dei meccanismi
decisionali e al rafforzamento del ruolo dell'esecutivo e della
maggioranza.
Sul secondo versante, relativo alla disciplina
del mercato e al rigore della finanza pubblica, si prevede: A.
Un disegno di legge (la cui approvazione è in corso proprio in
questi giorni presso la Camera dei deputati) di riforma degli
articoli della costituzione relativi alla libertà di iniziativa
economica e alla tutela della concorrenza, nonchè alla riforma della
pubblica amministrazione in funzione della valorizzazione
dell'efficienza e del merito.
B. Un disegno
di legge sull'introduzione del vincolo di pareggio di bilancio sul
modello già seguito in altri ordinamenti europei.
A tal fine
si deve ricordare che l'articolo 138 della Costituzione Italiana
impone che le leggi costituzionali ad intervallo non minore di tre
mesi. Quindi, anche con la massima celerità possibile, le riforme
costituzionali richiedono dei tempi minimi imprescindibili.
Le
conseguenti leggi attuative saranno
successivamente attuate senza
indugio, non essendovi vincoli temporali nell'ambito della
Costituzione.
C.
UNA FINANZA PUBBLICA SOSTENIBILE
Le
pensioni
Nella
attuale legislatura la normativa previdenziale è stata oggetto di
ripetuti interventi che hanno reso a regime il sistema pensionistico
italiano tra i più sostenibili in Europa e tra i più capaci di
assorbire eventuali choc negativi.
Grazie al meccanismo di
aggancio dell'età pensionabile alla speranza di vita introdotto nel
2010 (art. 12 commi 12-bis e 12-ter, DL 78/2010, come modificato con
art. 18 comma 4, DL 98/2011), il Governo italiano prevede che il
requisito anagrafico per il pensionamento sarà pari ad almeno 67
anni per uomini e donne nel 2026.
Sono già stati rivisti i
requisiti necessari per l'accesso al pensionamento di anzianità.
Tali requisiti aumenteranno gradualmente fino ad arrivare a regime a
partire dal 2013.
Questi requisiti sono in ogni caso
agganciati in aumento all'evoluzione della speranza di vita.
La
delega fiscale e assistenziale previdenziale Il provvedimento di
iniziativa governativa è già all'esame del Parlamento e sarà
approvato, entro il 31 gennaio 2012, quindi con tempi compatibili
all'emanazione dei provvedimenti delegati entro il 2012. Comunque,
anche al fine di accrescere la fiducia degli investitori, nel
rispetto del percorso di risanamento programmato, il Governo ha
fornito, con la Legge 148 del 14 settembre 2011, le risorse che
saranno reperite con l'esercizio della delega per la riforma dei
sistemi fiscale e assistenziale sulla base degli attuali regimi di
favore fiscale e delle sovrapposizioni fra agevolazioni e conseguenti
inefficienze ad oggi individuate. Tali risorse ammontano ad almeno 4
miliardi di euro nell'anno 2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi
di euro annui a decorrere dal 2014.
Contestualmente, per dare
massima garanzia sul rispetto dei saldi è stata introdotta una
clausola di salvaguardia. La clausola prevede che, in caso di ritardo
nell'attuazione della delega oltre il 30 settembre 2012, le
agevolazioni fiscali vigenti saranno ridotte del 5% per l'anno 2012 e
del 20% a decorrere dal 2013. In alternativa, anche parziale, si è
stabilita la possibilità di disporre con decreto del Presidente del
consiglio, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, la
rimodulazione delle aliquote delle imposte indirette, inclusa
l'accisa.
In breve, qualora la delega non fosse esercitata
entro il 30 settembre 2012 o le nuove disposizioni fiscali e
assistenziali non siano in grado di garantire un sufficiente effetto
positivo sul deficit (almeno 4 miliardi nel 2012, 16 miliardi nel
2013 e 20 miliardi a partire dal 2014), si avrà una riduzione
automatica delle agevolazioni fiscali che garantirà comunque il
raggiungimento degli obiettivi di risparmio. Viceversa, se la delega
verrà esercitata entro il termine e le nuove disposizioni
garantiranno effetti di risparmio almeno pari a quelli previsti, non
si procederà dunque al taglio automatico delle agevolazioni.
Le
dismissioni
Entro
il 30 novembre 2011, il Governo definirà un piano di dismissioni e
valorizzazioni del patrimonio pubblico che prevede almeno 5 miliardi
di proventi all'anno nel prossimo triennio. Previo accordo con la
Conferenza Stato-Regioni, gli enti territoriali dovranno definire con
la massima urgenza un programma di privatizzazione delle aziende da
essi controllate.
I proventi verranno utilizzati per ridurre il
debito o realizzare progetti di investimento locali.
La
razionalizzazione della spesa pubblica Il Governo ribadisce l'impegno
a definire entro il 31 dicembre 2011 il programma per la
riorganizzazione della spesa previsto dalla Legge 14 settembre 2011,
n. 148, in particolare per quanto riguarda: l'integrazione operativa
delle agenzie fiscali; la razionalizzazione di tutte le strutture
periferiche dell'amministrazione dello Stato e degli enti della
previdenza pubblica in modo da creare sinergie e ottimizzare l'uso
delle risorse; il coordinamento delle attività delle forze
dell'ordine; la razionalizzazione dell'organizzazione giudiziaria nel
suo complesso in modo da accelerare i tempi della giustizia civile; e
la riorganizzazione della rete consolare e diplomatica. Il Governo
attuerà i primi interventi dal 1 gennaio 2012 e darà conto dei
progressi realizzati con cadenza trimestrale.
Debito
pubblico
Entro
il 31 dicembre 2011, il governo affiderà l'elaborazione di un piano
organico per l'abbattimento del debito attraverso anche le
dismissioni ad una commissione ristretta di personalità di
prestigio, in collaborazione con gli enti territoriali e con le
principali istituzioni economiche e finanziarie nazionali ed
internazionali.
Il costo degli apparati istituzionali
Il
Governo riconosce la necessità di rafforzare gli interventi volti a
ridurre i costi degli apparati istituzionali. In particolare, verrà
perseguita entro il 2012, una razionalizzazione e soppressione delle
provincie e la riallocazione delle funzioni delle Province alle
Regioni o ai Comuni, in modo da assicurare un significativo
snellimento dei relativi apparati burocratici e degli organi
rappresentativi.
Verrà rafforzato il regime di incompatibilità
fra le cariche elettive ai diversi livelli di governo.
Il pareggio
di bilancio
Il disegno di legge di riforma della Costituzione
in materia di pareggio di bilancio è già all'esame della Camera dei
Deputati. L'obiettivo è quello di una sua definitiva approvazione
entro la metà del 2012.
Con le modifiche introdotte con la Legge
n.39/2011 alla "Legge di contabilità e finanza pubblica (L.
196/2009) è stata rivista la normativa relativa alle coperture
finanziarie delle leggi a vantaggio del rafforzamento della relativa
disciplina fiscale. In particolare, per la copertura degli oneri
correnti della legge di stabilità è stata circoscritta la
possibilità di utilizzare il miglioramento del risparmio pubblico,
escludendo la possibilità di finanziare con tali risorse nuove o
maggiori spese correnti.
Definire le ulteriori misure correttive
eventualmente necessarie
Il Governo monitorerà costantemente
l'andamento dei conti pubblici. Qualora il deterioramento del ciclo
economico dovesse portare a un peggioramento nei saldi il Governo
interverrà prontamente. L'utilizzo del Fondo per esigenze
indifferibili sarà vincolato all'accertamento, nel giugno del 2012,
di andamenti dei conti pubblici coerenti con l'obiettivo per
l'indebitamento netto del prossimo anno.
D.
CONCLUSIONI
Siamo
sicuri che, con l'impegno di tutti, scaturito dalla consapevolezza
che ci troviamo a fronteggiare problemi che riguardano l'intera
Unione e la tenuta stessa della moneta comune, dunque problemi non
circoscrivibili a questa o quella debolezza o forza nazionali,
consegneremo ai giovani un'Europa più forte e più coesa.
(26 ottobre 2011)


















