Il ritorno del peggiore nel momento peggiore

di Daniela Gaudenzi - Liberacittadinanza - 13/07/2012
B. ha deciso di uscire dalle quinte da dove ha continuato a muovere i fili del cosiddetto “delfino” e a ricattare quotidianamente il governo sui temi sensibili di sempre: giustizia e informazione

C’è chi in buona fede e attenendosi a criteri esclusivamente razionali era matematicamente convinto che fosse stato seppur tardivamente spazzato via dall’Europa e dai mercati, il che non era un motivo di orgoglio per la cosiddetta opposizione e per la vana resistenza dei cittadini democratici, ma era comunque qualcosa.

Nell’arco di poco più di sei mesi in cui Berlusconi si era scientemente eclissato da un punto di vista mediatico, confidando di essere nel paese dell’amnesia come ci ha ricordato Marco Travaglio, ha deciso di uscire dalle quinte da dove ha continuato a muovere i fili del cosiddetto “delfino” e a ricattare quotidianamente il governo sui temi sensibili di sempre: giustizia e informazione.

In fondo a ben vedere, dal suo punto di vista le cose si sono messe nel migliore dei modi possibili.

Il PDL che è una sua appendice senza di lui è liquefatto; della destra decente e civile vagheggiata Mirabello che doveva essere rappresentata da Fini non è rimasta traccia; Monti ha fatto tutto il lavoro sporco, dalle pensioni al lavoro ed è manifestamente impedito, sempre che fosse risoluto a farlo, a realizzare quello pulito e cioè combattere evasione, corruzione, conflitti di interessi diffusi e ridare credibilità alla Rai.

Della penosità delle misure anticrisi davanti agli elettori dovranno rispondere Casini e Bersani, perché Berlusconi su quel fronte ha sempre mandato avanti Angelino, una specie di stuntman per le misure impopolari, mentre lui lancia cazzate a raffica sull’Italia che deve stampare la sua moneta o sulla la Germania che deve uscire dall’euro.

Davanti a quel che resta del suo elettorato la posizione di Berlusconi su Monti e sul governo che “sostiene” è perfettamente rappresentata dalle testate di famiglia o affini, dove l’attuale presidente del consiglio è stato da sempre rappresentato come una sanguisuga, un bocconiano rompicoglioni e da ultimo uno che porta “sfiga” perché quando ha presenziato alla finale degli europei l’Italia si è beccata un cappotto storico.

Ricapitolando: lui ha fatto a suo tempo “con molta eleganza” e spirito di responsabilità il generoso e disinteressato passo indietro. Ha lasciato campo aperto ai tecnici che hanno introdotto una tassa odiosa come l’Imu, pretendono almeno nelle intenzioni di combattere l’evasione, vogliono imporre la tracciabilità oltre i 1000 euro creando di fatto “un stato di polizia fiscale” e osano persino avventurarsi sul fronte dell’anticorruzione (anche se con misure tutt’altro che risolutive).

Ha subito “umiliazioni” dall’Europa, come ha ricordato Monti, è stato additato come causa principe dell’escalation dello spread con la Germania, tendenza che i tecnici non sono stati in grado di invertire e nel frattempo non ha ancora portato a casa né l’agognata responsabilità diretta dei magistrati, né l’emendamento anti-Ruby e nemmeno la legge bavaglio sulle intercettazioni che è la precondizione per occupare lo Stato senza avere problemi giudiziari.

Che cosa doveva “sopportare” e soprattutto che cosa doveva aspettare ancora?

Il PD più che in stato confusionale è dominato dalla catatonia di Bersani e dalla rottamazione “paracula” di Renzi;

i parlamentari sono, nella stragrande maggioranza, interessati solo a chiudere la baracca prima possibile e a fiondarsi a Capalbio, sulla costa Smeralda o alle Antille a seconda degli “stili”; il porcellum è più solido che mai o ipoteticamente rimpiazzabile con il “provincellum”, alias “porcellinum” che garantisce effetti analoghi.

Infine il Capo dello Stato, casualmente o scientemente, gli ha espresso il suo sostegno per una legge sulle intercettazioni che non va propriamente nel senso di garantire la centralità di questo strumento fondamentale e tantomeno la possibilità per i cittadini di esercitare il controllo della pubblica opinione sulle indagini che riguardano i potenti.

Il tempo per lanciare il richiamo della foresta ai suoi elettori delusi e furenti sotto l’ombrellone contro l’attuale governo di “ladri” che ha introdotto l’aborrita Imu, mentre lui aveva cancellato l’Ici per tutti, è più che maturo: a rimettere in piedi la sceneggiata infinita si sono già mobilitati i soliti Ferrara, Feltri, Belpietro più le forze di complemento giornalistiche, politiche ed istituzionali, formalmente su altre sponde.

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