Mare lorum

di Barbara Fois - Liberacittadinanza - 15/09/2010
Il Mediterraneo sta diventando di proprietà di Gheddafi: Frattini e Maroni minimizzano sul fatto che la motovedetta libica- regalata dall’Italia - abbia sparato sul peschereccio italiano: la dignità per questo governo è sempre di più un inutile optional

Chissà che affari ha fatto il cavaliere col colonnello libico! Buoni di certo, visto che gli ha regalato ben 6 motovedette per far fronte a un pericolo insidioso: i clandestini! Che terribile paura, che incombente calamità: barconi semisfasciati pieni di persone impaurite, donne, bambini, uomini malnutriti e perseguitati da governi crudeli, dalla fame, dalla povertà dalla paura. E che poteva fare questo governo per preservare i poveri italiani da un destino così agghiacciante: quello di dare una coperta e un po’ di brodo caldo a questi esseri umani? Mettersi d’accordo con Gheddafi! E lui arriva qui con le sue truppe cammellate e il cavaliere gli manda incontro Frattini, piegato in due sotto il peso di tanto onore e gli fa allestire una tenda in un parco e gli manda delle ragazzine perché ascoltino le sue perle di saggezza. Le paga 80 euro per la comparsata: avrà pagato anche quelle che si sono convertite? Qualcuno potrebbe dire che non sono problemi nostri: del resto se ne frega la chiesa, perché ci dovremmo preoccupare noi? Eppure noi ci preoccupiamo e ci indignamo anche, perché l’immagine femminile in questo paese fra escort che finiscono in parlamento e storie a luci rosse, ha toccato il minimo storico e sta scadendo a livelli mai visti prima. Le donne usate come diversivo, come segnaposto in parlamento, come merce di scambio e adesso anche come Urì... Dite che esagero? E allora spiegatemi: perché il cavaliere ha mandato ad ascoltare il colonnello libico solo delle ragazze? Il Corano non era abbastanza importante da essere ascoltato anche da orecchie maschili? Se fossi stata in Gheddafi mi sarei offeso...

Ma noi sappiamo che il colonnello è un fervente credente, proprio quanto il cavaliere. E poi d’altra parte si sa: il colonnello è un tipo particolare... così hanno detto. Del resto è anche quello che dicono quando Bossi fa le sue sparate offensive sull’Italia - che gli paga lautamente lo stipendio suo e di quel suo figlio ittico, che si vanta di non essere mai sceso fino a Roma - e tutti lo scusano dicendo che “lui è fatto così”. Certo, lui è fatto così per cui teniamoci pure gli insulti, le ronde, le minacce di sommosse armate, la nostra bandiera usata come carta igienica. Teniamoci tutto, compresi gli sputi in faccia, perché lui è fatto così! E adesso ci dovremmo tenere chiunque ci insulti, perché è un tipo particolare, perché è fatto così? Ma siamo davvero impazziti tutti??

Ma lo schifo non è finito qui: una di quelle motovedette, regalate così generosamente dal cavaliere

al colonnello ( tanto non lo ha fatto con soldi suoi), ha sparato su un peschereccio italiano - l’ “Ariete” di Mazara del Vallo - che pescava in acque internazionali. Gli hanno sparato ad altezza d’uomo, ma quel che è peggio è che sulla motovedetta libica c’erano 6 militari italiani. Cosa ci facevano? Chi sono? Perché non sono stati subito richiamati e ascoltati? Forse perché i rappresentanti del nostro governo non hanno fatto che minimizzare l’episodio e cercare di scusare i libici. Maroni, ministro leghista degli interni ( mi scuserete, vero, se uso sono le minuscole) ha detto “Forse hanno preso il peschereccio italiano per una imbarcazione di clandestini!” Proprio così ha detto, come se fosse normale mitragliare quei poveracci.

E siccome l’UdC, il PD, l’IdV hanno protestato con forza e preteso le scuse dei libici e quelle dei ministri competenti, Frattini e Cicchitto hanno detto che le opposizioni stavano strumentalizzando l’incidente e ne stavano gonfiando l’importanza: "L'opposizione è sempre in malafede e contro gli interessi dell'Italia in questi casi", ha detto infatti Frattini e Cicchitto ha rincarato: "Abbiamo un interlocutore che è Gheddafi, che presenta  caratteristiche singolari, ma con il quale dobbiamo fare i conti. Può scaricarci migliaia e migliaia di immigrati sulle nostre coste. Va condannato tutto l'episodio del peschereccio, è deplorevole, ma una rottura con Gheddafi e con la Libia comporterebbe conseguenze disastrose per il nostro Paese". Per cui fronte a terra e zitti. Ecco: da questo si capisce il livello di questi cosiddetti ministri e lo schifo di questo governo. Non si può davvero più sopportare la vista di certi personaggi, non si può più ascoltare le schifezze che dicono. Come l’onorevole Stracquadanio del PdL che ha detto candidamente che prostituirsi per far carriera non è certo uno scandalo e che non ci si dovrebbe mica dimettere per questo. E’ lo stesso signore che si è opposto alla riduzione dello stipendio dei parlamentari e che l’anno scorso ha detto alcune cose davvero abiette in una indimenticabile intervista al Fatto quotidiano, che in appendice vogliamo riportare, giusto per capire meglio con chi abbiamo a che fare. Il cinismo, la spregiudicatezza, l’amoralità di certa gente che siede in parlamento strapagata da noi e fa leggi sulla nostra testa, ci taglia le risorse, manda a spasso la gente dal lavoro e distrugge ogni cosa come la Gelmini, mediocre scolara e pessimo ministro, sta facendo con la scuola e l’Università. Un paese allo sfascio, alla fame, in ginocchio, di cui nessuno parla, perché si deve parlare sempre del cavaliere, di quello che vuole o non vuole e adesso proprio non se ne può più. Noi cittadini daremmo volentieri un calcio nel sedere a lui e ai suoi ministri inetti, ma la nostra opposizione non sa ancora bene che caspita fare di sé stessa, e ancora si litiga fra D’Alema e Veltroni, fra questo e quello, senza prendere nessuna risoluzione, senza dare una direttiva, senza sapere dove andare, senza avere un leader, mentre coliamo a picco. Ecco, questa è la situazione di degrado del paese. Ma non lo sappiamo solo noi: ormai lo sanno ovunque. Sanno che ci possono trattare da pezze da piedi: i libici intanto hanno già cominciato a spararci addosso, tanto: chi ci difenderà?



Barbara Fois

Intervista all’on. Stracquadanio da “Il Fatto Quotidiano”, novembre 2009

Onorevole Stracquadanio, in Forza Italia non si ricordano dissidenti.
 Per fortuna. Un partito dev’essere monolitico per definizione. Se uno non è d’accordo con Berlusconi se ne va.

É un invito ai finiani?

No. Ma abbiamo delle oggettive difficoltà nella fusione fra un partito carismatico come il nostro e un partito democraticistico come il loro.

Il nemico è Fini o Bersani?
 Nessuno dei due. Ma Fini è un competitor.
E il processo breve cos’è?
 Un tentativo di attuare l’articolo 111 della Costituzione.
Caspita. Mandando all’aria trecentomila processi per salvarne uno?
 Lei sa che ci sono tre milioni di processi e in uno su otto il magistrato non fa la trafila burocratica? Sono una Ultra-Casta.
Anche i politici, allora.
 Una Casta più debole. Sa quanto turn over c’è in parlamento?
Perchè purtroppo i deputati sono scelti dai leader.
 Sacrosanto.
Non è giusto che gli elettori scelgano gli eletti?
 Certo che no. Si illudono che le persone contino qualcosa.
E chi conta invece?
 Si sceglie un partito, non un nome. Tant’è vero che la linea in Parlamento la fanno i partiti e i leader.
Noi ci arrabbiamo quando vediamo leader del Pdl negare che le leggi sulla giustizia siano ad personam.
 Fanno male a negare. Va detto in modo chiaro: noi siamo a favore delle leggi ad personam.
Dice sul serio o scherza?
Sono serissimo. Non servono a difendere il cittadino Berlusconi, ma il suo ruolo politico, scelto dagli elettori.
Allora se un camorrista fosse eletto andrebbe preservato il suo ruolo politico?
Se è condannato per camorra non può candidarsi. Se non è condannato non si può dargli del camorrista.

E se sei collaboratori di giustizia dicono che collabora con la camorra, come nel caso Cosentino?
 Deve restare al governo. Altrimenti i giudici fanno e disfano i governi come gli pare.
Scusi, deve restare anche se c’è una richiesta di arresto?
Quella per Cosentino è del 28 febbraio, ma arriva in Parlamento a novembre.

Perchè, se fosse arrivata prima lei l’avrebbe votata?
No. Sempre contro. Ma sarebbe stata meno sospetta.
Berlusconi cosa pensa della linea dura del Predellino?
Non mi ha mai rimproverato. Ne sono lieto

Le corna furono una gaffe?
Le gaffe di Berlusconi sono straordinari momenti di comunicazione.

Anche la mitragliatrice alla giornalista russa?
Era uno scherzo.

E la festa di Noemi?
Sono cavoli suoi
Nessun errore?
L’hanno consigliato male quelli che aveva intorno. Doveva dire subito: “La conosco”. Quando ha spiegato che non è un santo la gente ha capito”.
La turbano le “letteronze” in lista?
 Le ragazze che sono qui a Montecitorio sono tutte bravissime. A proposito: sa in che convento è Marrazzo?

Lei lo sa?
Quello dei chiappuccini.
E l’editto bulgaro contro Biagi, Luttazzi e Santoro?
 Non l’ho condiviso. La lista doveva essere più lunga.

Ma lei non si dichiara garantista e liberale?
 Ci hanno fatto campagna contro in tv. Erano stati scorretti.
É giusto occupare la Rai?
 L’unico problema di Minzolini è che dovrebbe dire più esplicitamente che Raiuno sta con il governo.
Questa non è occupazione?
 No, è chiarezza. Meno ipocrisie, meno equivoci. E poi, purtroppo c’è sempre Fritella.

Che cos’ha contro il collega Fritella?
 Tutti sanno che è prodiano. Minzolini fa un editoriale al mese, Fritella apre la politica tutti i giorni. Fa più opinione lui, purtroppo.

Santoro ha problemi ogni puntata.
 A me pare che vada sempre in onda, ogni settimana.
Non le piace, dica la verità.
 Al contrario. Ma se mi invitasse mi piacerebbe di più.
Berlusconi ha criticato anche Napolitano.
 Sbaglia. Come ha scritto Travaglio, Napolitano voleva il lodo, per disinnescare una guerra civile e la Corte Costituzionale lo ha prevaricato”.

Quanto soffre quando legge il Fatto?
 Nemmeno un po’. É fatto benissimo. Ovvio: è così antiberlusconiano che non condivido nemmeno la gerenza.
Siamo antiberlusconiani e siamo fatti benissimo?
 Rappresentate perfettamente un target. Per fortuna è un target minoritario.

da Il Fatto Quotidiano del 20 novembre 2009

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