"No alla sana e robusta Prostituzione" In migliaia a Parma in difesa della Carta

di MARCO SEVERO - Repubblica.it - 20/02/2011
Da tutta Italia per dire no "alla svendita dei valori sui quali si fonda il nostro Paese" e per difendere la Costituzione. Tensione e ironia quando una donna espone alla finestra uno striscione pro-Berlusconi. Partiti, associazioni e movimenti in strada per sventolare la Legge fondamentale

Bianche, tricolore, ingiallite. Tenute in alto tutte, con le braccia tese. Spuntano sul mare di teste come antenne le Costituzioni della Repubblica Italiana, a Parma per la manifestazione nazionale. "Avete portato il libro?" chiede proforma Filippo Vendemmiati, dal palco, alla fine della marcia. E via con lo sventolio dei volumetti, l'unica arma contro "la svendita dei valori sui quali si fonda l'Italia, come dimostra il giro di escort di Berlusconi e la compravendita dei parlamentari" dicono un po' tutti. "Dimostrate che non siamo solo una Paese di sana e robusta... prostituzione" invita ancora Vendemmiati, già regista del documentario 'E' stato morto un ragazzò su Federico Aldovrandi. Applauso, risa ironiche.

Sono le 17.15, il corteo si scoglie nel cortile farnesiano della Pilotta. Da tutta Italia sono arrivati i manifestanti, che hanno aderito all'appello del comitato Salviamo la Costituzione. Sono tremila, forse quattromila, sia secondo gli organizzatori sia, per una volta, la questura. Lecco, Genova, Cagliari si legge sugli striscioni. La bandiere sono quelle del Popolo viola, che insieme a Liberacittadinanza ha promosso la mobilitazione. E poi sventolano nella brezza di questo assolato pomeriggio di febbraio le insegne della sinistra, tutte insieme: Pd, Rifondazione comunista, Partito comunista dei lavoratori, Sinistra e libertà, Comunisti italiani.

Un grappolo folto bianco-azzurro-arcobaleno indica gli stendardi dell'Italia dei valori. "Chi osa distruggere la Costituzione verrà fulminato da Dio in persona" annuncia perentorio un cartello. Lo tiene ben in vista Mario Brandini, proprio dell'Idv che sorride con un ghigno. Accanto ai dipietristi sta lo spezzone delle Agende rosse, il movimento per la verità sulla morte di Paolo Borsellino. "Siamo venuti da Torino e da altre città  -  spiega Elena Saita, portavoce per il capoluogo piemontese  -  per dire no al tentativo di sottoporre il potere giudiziario a quello del Parlamento". In mano Elena tiene un diario rosso, dentro c'è "la storia degli ultimi giorni di vita di Borsellino" dice. Sulla seconda pagina la donna mostra emozionata l'autografo di Salvatore, fratello del magistrato ammazzato a Palermo. Su uno striscione, poco distante, sta scritta una frase del pm antimafia pronunciata due giorni prima dell'autobomba in via D'Amelio: "I risultati del mio lavoro li vedrete voi dopo la mia morte, perché si ribelleranno le coscienze degli uomini di buona volontà" Palermo 17 luglio 1992.

A Parma gli "uomini di buona volontà" ci sono. "Forse saremmo potuti essere di più ma va bene così" sorride Salvo Centamore da Catania. "Mica ci pagano, qui c'è gente che ha rinunciato ad impegni e alla famiglia per esserci, peccato per la storia del patrocinio negato" alza le spalle l'uomo. Il riferimento è alle polemiche fra gli organizzatori e l'amministrazione comunale di centrodestra, che ha rifiutato di concedere il patronato alla manifestazione: "Vergogna, chi prende le distanze da una mobilitazione in difesa della Costituzione non è degno di governare una città" commentano i manifestanti. Dello stesso tenore le considerazioni sul 'bunga bungà di Berlusconi: "Se in Italia conta solo farsi di coca, scopare e avere uno yacht da 600 metri allora io vengo in piazza a dire no" si scalda ancora Elena delle Agende rosse. La pensano così tutti, qui nel corteo parmigiano della costituzioni drizzate come antenne.

Caccia alla Costituzione baby
- Così la Cgil e così i movimenti di base di sinistra, ciascuno nel suo spezzone. Così l'associazione Libera di don Ciotti, l'Udu e i partigiani dell'Anpi. Sono proprio gli ex combattenti del '43-'45 ad aprire il torpedone, che muove lentamente da piazzale Santa croce dalle ore 15. In testa c'è "Flic", il partigiano della 47esima Garibaldi Renato Lori. Un giornalista di Sky, in diretta come Rainews 24, gli chiede: "Ha combattuto per avere questa Italia?". Lui secco: "No". Poi via con Bella ciao e l'inno di Mameli mai così vicini, come mai forse lo sono stati i tricolore che qui garriscono fieri insieme alle bandiere di Rifondazione e ai cartelli dei centri sociali oggi in versione istituzionale: "La costituzione non si tocca  -  scandiscono in coro  -  e noi la difenderemo con la lotta". O con la caccia al tesoro, come hanno fatto le mamme Paola e Sara insieme ad altri genitori. "Sì  -  spiegano  -  abbiamo organizzato un gioco durante il percorso, disseminando tracce da trovare". E il tesoro sono dieci articoli della Costituzione in versione baby: "Abbiamo preso dei testi per bimbi su internet  -  spiega Sara  -  e così ci siamo lanciate". Paola, intanto, premia i piccoli vincitori con medaglie di cartone. In volto i piccoli sono truccati col tricolore, come quando si va allo stadio a vedere Buffon e compagni. Solo che stavolta non c'è da tifare per i gol ma per la costituzione: "Strana cosa eh, nel Paese di Berlusconi" commenta un papà.

La signora "Democrazia" - Non la pensa così la signora "Democrazia", come dice di chiamarsi. Avrà 70 anni, ha capelli rosso fuoco come il suo carattere. Al passaggio del corteo, in via Garibaldi davanti al teatro Regio, la signora "Democrazia" espone un cartello: "Silvio Berlusconi ti vogliamo bene". Fuoco alle polveri: "Scema, scema". E poi altri cori, beffardi: "Ruby, ruby" e  -  terribile - "Nuda, nuda" fino agli sberleffi: "Occhio che Silvio non ti vuole, sei troppo maggiorenne". Risate risate. Non si diverte però la Digos, che sale in casa di "Democrazia" per identificarla: "Adesso chiamo la polizia" urla la donna agitata. "Guardi che la polizia siamo noi". E lei. "Allora chiamo i carabinieri".

La manifestazione è quasi al termine. Il cortile della Pilotta si va riempiendo. In un angolo le mamme Paola e Sara allestiscono il loro podio personale. Qualcuno nota l'iniziativa, i bimbi e la caccia alla Costituzione vengono invitati sul palco dal quale intanto parla Gabriella Manelli presidente dell'Anpi di Parma. "Un ricordo speciale oggi va a Mirka Polizzi, grande partigiana da poco scomparsa" dice. Poco distante Francois Pierreolivier, della tv franco-tedesca 'Artè registra un servizio da mandare in onda a Parigi, infila una parrucca viola e via con lo stand-up. "Stiamo realizzando uno speciale sui colori dei movimenti di protesta in Europa, oggi tocca a questo" dice indicando la finta capigliatura. Le costituzioni, alle sue spalle, sono in effetti di tanti colori. Bianche, tricolori, anche viola. Alcune sono nuove, altre ingiallite. Tutte stanno ritte, come antenne sulle teste dei tremila "uomini di buona volontà" venuti fino a Parma

FOTO 1 - 2 - 3 - 4 di R.CASTAGNO, G.TALIGNANI, M.VASINI
 LE FOTO DEI LETTORI - GUARDA: LA COSTITUZIONE E I SUOI... VOLTI


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