Proibita a Roma la mostra Notte molto nera - Sabra e Chatila

di ISM Italia - 29/05/2012
La Roma del sindaco Alemanno ha fatto, ancora una volta, scempio della sua immagine e della sua dignità, proibendo la mostra Notte molto nera- Sabra e Chatila, una memoria scomoda

“Io sono stato nel Libano. Ho visitato i cimiteri di Chatila e di Sabra. È una cosa che angoscia vedere questo cimitero dove sono sepolte le vittime di quel massacro orrendo. Il responsabile di quel massacro orrendo è ancora al governo in Israele. E quasi va baldanzoso di questo massacro compiuto. È un responsabile cui dovrebbe essere dato il bando della società”

Sandro Pertini, Presidente della Repubblica
31 dicembre 1983

"Essere ebreo significava essere antifascista. Da tempo Israele mi ha svegliato dal mio sonno dogmatico, sull’immutabile relazione tra ebrei e fascisti . È stata macchinata una fusione tra l’immagine di torture e criminali di guerra ebrei e quella di vittime emaciate di campi di concentramento. Trovo che questa commistione sia oscena. Non voglio farne parte".

Osha Neumann, ebreo canadese,
dopo l’Operazione Piombo Fuso, 16 marzo 2009


Comunicato stampa: Proibita a Roma la mostra Notte molto nera- Sabra e Chatila, una memoria scomoda.

La Roma del sindaco Alemanno ha fatto, ancora una volta, scempio della sua immagine e della sua dignità, proibendo la mostra Notte molto nera- Sabra e Chatila, una memoria scomoda, che doveva essere ospitata dal 30 maggio nella Casa della memoria e della storia di via San Francesco di Sales in Trastevere, nel trentennale di quella terribile strage, consumata il 16-17 settembre del 1982, a Beirut, nei campi profughi di Sabra e Chatila, a opera delle falangi fasciste maronite sotto la supervisione diretta dell’esercito israeliano e del suo comandante, il ministro della difesa Ariel Sharon.

La servile acquiescenza del Sindaco Alemanno ai dictat dello Stato di Israele e dei suoi ferventi sostenitori ultrasionisti italiani, si è già manifestata nella grottesca iniziativa del conferimento della cittadinanza onoraria al caporale Shalit, a lungo l’unico prigioniero israeliano in mano palestinese a fronte delle migliaia di prigionieri politici palestinesi tuttora reclusi nei campi di detenzione israeliani.

Oggi uno sfregio ancora più grave e vile. Il sindaco Alemanno, impedendo di documentare, attraverso una mostra, la memoria di una delle stragi più orrende compiute dall’esercito israeliano durante l’operazione Pace in Galilea, si rende responsabile di un intollerabile atto di negazionismo e di memoricidio dei crimini che lo stato di Israele compie contro il popolo palestinese da più di 60 anni.

Con quale dignità l’istituzione capitolina che doveva ospitare la mostra potrà ancora fregiarsi del titolo di Casa della Memoria storica?

E perché le tante associazioni antifasciste che concorrono alla sua gestione, ANED, ANEI, ANPI, APC, FIAP, IRSIFAR, accettano di essere complici di un atto di censura e di discriminazione così spregevole e miserabile?

Se il divieto non verrà rimosso, significherà che pietà e giustizia è morta e che le parole di un grande presidente e di un grande uomo della Resistenza, Sandro Pertini, sono state pronunciate invano.

E la Casa della memoria storica si trasformerà nella Casa dell’oblio, del negazionismo, della disinformazione e della manipolazione della memoria.

sabra 01

Sabra 02

Sabra e Chatila 1982


sabra 03

 

 Roma, maggio 2012, il sindaco Alemanno conferisce la cittadinanza onoraria a Gilad Shalit.
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