Scandali al sole

di Barbara Fois - Liberacittadinanza - 21/07/2010
Ogni giorno nuovi scandali coinvolgono i pretoriani del cavaliere e anche l’elettorato moderato ormai è stanco e indignato. Crolla il suo gradimento nei sondaggi e tuttavia nessuno chiede le sue dimissioni, eppure è tempo che il cavaliere e i suoi sogni di potere assoluto vadano a casa

Che sia lui o no il Cesare di cui parlano quelli della P3 non è fondamentale saperlo: per affossare il suo governo basterebbe già quello che succede ogni giorno. Da due anni il voto di fiducia ha sostituito il dibattito parlamentare, svuotando il Parlamento del suo mandato e della sua stessa funzione. E’ successo perfino che per un DL, quello sulla Sicurezza, sia stata votata la fiducia 3 volte! Cose mai viste perfino in questo paese disperato. Ma perché chiedere la fiducia, dato che il numero dei deputati e dei senatori della coalizione al governo è tanto superiore a quello dell’opposizione? Lo ha detto il premier Berlusconi apertis verbis: perché della maggioranza non ci si può fidare. Ha ragione. Infatti c’è gente che starebbe meglio altrove. Ma noi non parliamo di dissidenti, o di correnti, di gente insomma che non se la sente più di avallare tutta una serie di scelte non solo discutibili, ma proprio assurde e perfino contrarie alla espressa volontà dei cittadini di questo paese: basti pensare al recente ritorno al nucleare, su cui gli italiani si espressero chiaramente contro, già nel referendum del 1987, con una percentuale altissima: l’80,6 % contro un 19,4 % invece pro nucleare.

No, non parliamo di costoro, ma di ministri, sottosegretari, onorevoli e senatori sotto inchiesta per reati comuni, o per associazione mafiosa, persone che vorremmo vedere ospiti delle patrie galere e non rappresentanti delle nostre istituzioni. Tutto un mondo oscuro che sta divorando le nostre risorse, che ingrassa coi fondi stanziati per opere inutili, che piazza figli dementi, parenti incapaci, fidanzati, amici e compiacenti escort. Ai tempi di Craxi si parlava del suo entourage con una definizione rimasta celebre e ancora citatissima “una corte di nani e ballerine”, ma qui, adesso, nella corte del cavaliere, parliamo di lenoni, di spacciatori, di mafiosi, di puttane, ma il peggio è che questa “vil razza dannata” di cortigiani viene pure candidata nelle liste elettorali ed eletta.

Ogni giorno ha il suo scandalo, il suo veleno, la sua rivelazione sempre più ignobile, disgustosa, indecente, accompagnati dallo stillicidio continuo e fastidioso della battuta volgare e offensiva, insieme al carico inesausto di protervia e di odio.

L’aria sta diventando irrespirabile, il nostro futuro sempre più logoro, miserabile e incerto, la libertà sempre più limitata, legata, costretta, le istituzioni sempre più umiliate, la ragione e la cultura sempre più offese da una dirigenza incolta, avida, ottusa... Basta. Queste cose le abbiamo dette e scritte mille volte. Non ha forse nemmeno più senso ripeterle, dato che non cambia mai niente.

In paesi come Francia, Germania, Inghilterra, un premier indagato si dimette subito, anzi, nemmeno viene candidato. Non serve chiedere ai giornalisti di quei paesi “Ma se nonostante tutto non si dimette?” perché ti guardano allibiti e dicono “Ma non può non dimettersi!”. Ecco: è proprio tutta qui la differenza. Nei paesi civili non è nemmeno pensabile che un politico indagato non si dimetta: la stampa, l’opinione pubblica sono forti, determinati e con la loro indignazione premono e fanno leva sul senso della responsabilità, della dignità e del decoro dei politici indagati perché se ne vadano... ma qui? Nemmeno a calci nella schiena li cacci via! Nemmeno se urli loro in faccia “vattene! Fatti processare!” . Più li indagano e più si blindano con mille leggi vergognose. Sanno che basta non dimettersi e nessuno li caccerà, anche quando i sondaggi li danno in caduta libera, come sta capitando al cavaliere. L’importante è restare aggrappati alla sedia, al potere, al denaro, all’impunità, contro tutto e tutti, e al diavolo la dignità e il rispetto di sé.

E poi se si è proprio in ribasso, basta affidarsi a una buona pubblicità, che è tutto in questo mondo commerciale di tronisti e di cubiste e allora per esempio ci si inventa un premio prestigioso ( e che invece è solo un pacco come tutti gli altri), e lo si consegna al vecchio ganimede coi tacchi alti ma con le gomme a terra, elogiandolo in modo esagerato e ridicolo, sperando solo che la gente, il popolo bue che ascolta quelle parole enfatiche e bugiarde, le creda vere. E non importa se non ci crede più nessuno, nemmeno le comparse pagate, nemmeno i più fedeli clientes, nemmeno lo stesso premiato.

Questo è il vero e più grande scandalo fra i tanti di questa afosa estate, questo è il paradossale, enorme, grottesco gioco delle parti in questo paese disperato: tutti sanno che il cavaliere è alla frutta, tutti sanno che è finito e che qualsiasi cosa si dica sono tutte menzogne, ma nessuno fa niente di definitivo, nessuno chiede le sue dimissioni. Nessuno può e vuole rompere questo equilibrio precario, perchè non c’è nessuno che possa essere messo al suo posto, né nella sua maggioranza né all’opposizione. Così si lascia che tutto resti com’è. Finchè non si trovi la formula che metterà insieme un nuovo cartello di potere.

E intanto cinicamente lo si guarda dibattersi come un grosso, vecchio pesce ferito nella rete delle sue bugie, delle sue paure, delle sue trame eversive, della sua smania di potere. Noi stiamo tutti qui a guardare questa agonia lenta e irreversibile – nonostante possibili colpi di coda – senza fare niente, lasciando che sia il destino a decidere che ne sarà di noi e di lui.

E questa è l’altra cosa terribile che ci mette fuori dal consesso delle grandi civiltà europee: l’incapacità – davanti a questa ulteriore prova di connivenza e di degrado morale – di avere un guizzo d’orgoglio, di dare un colpo di reni, un segno qualsiasi di dignità che dica che ci siamo e che questo mondo corrotto non ci rappresenta, non ci piace, non lo vogliamo. Che abbiamo bisogno di aria fresca, di gente pulita, onesta, affidabile. Fossimo nel cesto delle mele bacate anche noi?

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