SE L'ITALIA DIVENTASSE FINALMENTE UN PAESE NORMALE

di Lino D’Antonio - Napoli - 05/08/2009
Di guitti al potere, in Italia, basta ed avanza: Berlusconi. Che a lui vada ad aggiungersi Beppe Grillo, alla testa di un neonato movimento di “liberazione nazionale”, mi sembra un po’ troppo e culturalmente insopportabile, nonché pericoloso per le sorti democratiche del Paese.

Di guitti al potere, in Italia, basta ed avanza: Berlusconi. Così come riconosciuto anche dalla stampa internazionale, che carica il premier di molti altri record negativi. Che a lui vada ad aggiungersi Beppe Grillo, alla testa di un neonato movimento di “liberazione nazionale”, mi sembra un po’ troppo e culturalmente insopportabile, nonché pericoloso per le sorti democratiche del Paese.

Tra le varie forze di opposizione è l’IdV il partito, che sembra salutare con gioia tale evento, anche se non pochi suoi esponenti e militanti si pongono interrogativi sull’opportunità o meno di tale evenienza. Se Di Pietro esulta alla notizia, pronto a cavalcare l’eventuale onda lunga della discesa in campo del comico, è cosa da ascrivere alla sua assoluta ignoranza politica. E dico questo non con intento denigratorio, ma con massimo rispetto. La realtà comunque è questa e sempre più spesso le esternazioni di Di Pietro vanno nel senso dell’antipolitica, piuttosto che in quello della politica. La quale, con sincero sforzo democratico di tutti, potrebbe ritornare a rifulgere nella sua essenza più genuina. Senza sotterfugi e senza il doversi accontentare giocoforza di un surrogato non risolutivo.

Anche nelle scorse elezioni amministrative, Grillo è sceso in campo con proprie liste e dappertutto ha solo danneggiato il centro – sinistra. Nella città di Prato, per l’elezione del sindaco, al ballottaggio, addirittura la “Lista Grillo” ha dato indicazioni a favore del candidato della destra, che è risultato vincitore. Poi la provocazione senza senso, da parte del comico genovese di volersi candidare alla segreteria del Partito Democratico.

Se trattasi di dissacrazione, per tornare in seguito ad una pratica politica alta e nobile, non ci siamo. Distruggere tutto, per poi ricostruire, dati i tempi, appare velleitario e pieno di insidie. Infatti, a me pare che il problema o l’incubo di Grillo sia esclusivamente la sinistra nel suo insieme, preservandosi egli qua e là, in questo ambito, “qualche utile idiota”.

A parte un solo termine, “psiconano”, usato da Grillo nei confronti di Berlusconi, non sono riscontrabili negli ultimi anni sue dichiarazioni ed azioni, atte a contrastare il capo della destra. Eppure ad un comico di razza (penso a Petrolini, Totò ecc.) sarebbe riuscito bene di ridicolizzare il premier, molto di più dei nostri ineffabili politici. Ma anche nel campo dell’arte egli ci ha abituato a logorroici monologhi, senza passione e lungimiranza.

Se dovessi usare un’espressione a caldo su Grillo, lo definirei all’istante il migliore alleato di Berlusconi. Mentre oggi il più grande problema per l’Italia, in ambito, politico, culturale ed etico, è rappresentato proprio dal cavaliere di Arcore e dal movimento da lui creato, che ormai tende ad occupare ogni ganglio della vita nazionale. Non tralasciando l’alleanza tra “berlusconismo & leghismo), binomio che sta soffocando l’Italia, dando il colpo di grazia al Meridione e sancendo di fatto la “disunità d’Italia”.

Senza la sconfitta di Berlusconi, nessun  progetto di società alternativa, potrà essere attuato. Questo pensano la stragrande maggioranza dei cittadini progressisti, siano essi elettori del PD, dell’IdV e delle varie formazioni della cosiddetta sinistra radicale.

Se Grillo afferma che non c’è in Italia differenza tra destra e sinistra, ponendosi egli come futuro demiurgo di civiltà, progresso e libertà, provvedendo a distruggere il passato e la conseguente memoria storica di ciascuno di noi, veramente non ci sarà alcun tipo di futuro. Se a qualcuno possono sembrare iperboliche le mie riflessioni su Grillo, continuando a guardare alle sue gesta con una sorta di considerazione affettuosa e complice, o peggio di considerarlo dotato di poteri taumaturgici nell’attuale scenario italico, non è in grado di avvertire il pericolo mortale in agguato. E quindi, anche il senso di un’eventuale soluzione avventuristica, con l’entrata in scena di un qualche personaggio con le stellette, evenienza pubblicamente evocata dallo stesso Grillo.

Sarà pure il nostro un istrione geniale, al quale non si deve precludere l’avventura politica (o antipolitica), ma è evidente quanto sia estesa in lui l’attitudine propria dell’imbonitore, del piazzista, del predicatore televisivo e telematico. Allo stesso modo di Berlusconi, come dire : due facce della stessa medaglia.

E se il potere di incantatore e di ipnotizzatore nel Primo Ministro sembra che venga gradualmente ad indebolirsi, perché dovremmo subire un’identica proposizione attraverso Grillo e considerare quest’ultimo un ulteriore nuovo o la panacea per il virus, che attacca la politica italiana?

Ho orrore e pena per questo popolo italiano, di cui anch’io faccio parte, che ripudia ogni sua storia, negativa o positiva che sia e che ha necessità, come l’aria che si respira, per ogni passo da compiere, dell’uomo della Provvidenza o del santone di turno. Sia egli il grande proprietario di media, che giorno dopo giorno provvede a plasmare la coscienza degli italiani. O che sia il guitto, il quale sciorina il suo canovaccio e appare come colui che fustiga i potenti ed eccita le masse. Nascondendo il vuoto assoluto di proposta ed un nulla eterno di idee, verso un futuro informe e pieno di pericoli.

Basta dunque, con piazzisti, imbonitori, unti, santoni e demiurghi!

Corsi e ricorsi storici, i risibili risultati del governo, gli scandali vergognosi, ci dicono che, nel breve termine, forse scadrà il tempo politico di Berlusconi.

Allora, più che mai, il Paese avrà bisogno della politica, quella vera, senza più scorie berlusconiane, patteggiamenti, compromessi e piccoli interessi di bottega.

Credo che ogni Italiano di buona volontà e di sincero sentire democratico debba sentirsi impegnato in tal senso. E che finalmente l’Italia possa divenire un paese normale.

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