L'Italia e le guerre

di Lavinia Marchetti - laviniamarchetti.substack.com - 03/08/2026
Qualche domandina al governo prima che ci arrivi un missile in testa senza che nessuno ci avvertisse.

Provo ad immaginare che il nostro sia un paese in qualche modo ancora democratico e provo anche ad immaginare che nel nostro paese ci siano giornalisti che fanno il loro mestiere. E così scopro che qualche domandina da fare a questo governo, invece di chiedere della famiglia del bosco o del gioielliere, ci sarebbe.

Per anni l’Italia ha stretto accordi militari con Israele e ha accompagnato la devastazione di Gaza con veti alle risoluzioni ONU e una prudenza diplomatica indecente. E questa si chiama complicità politica in un genocidio. A questo si sommano i costi enormi politici ed economici per sostenere la difesa Ucraina (che però adesso attacca la Russia, anche con i droni che produciamo noi? Quindi come la mettiamo?). Ultima somma, Usa e Israele fanno un guerra illegale e d'aggressione all'Iran e noi mandiamo in zona soldati ed armamenti…

QUALCHE DOMANDINA, EN PASSENT, AL GOVERNO ITALICO

Adesso abbiamo scoperto, quasi per caso, che più o meno settecento militari italiani sono schierati nel Golfo, hanno a loro disposizione cosucce come caccia, sistemi antimissile e intercettori per droni.

Se difendono Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein (alleati USA) da missili e droni, siamo ancora dentro una missione oppure partecipiamo già a una guerra che però non chiamiamo guerra altrimenti l’opinione pubblica esplode?

Chi ha deciso, senza consultare il parlamento, che questo passaggio potesse essere nascosto dentro una generica “autorizzazione per area geografica”?

Chi li ha mandati, esattamente? Chi ha deciso?

Quale atto parlamentare autorizza una missione di queste proporzioni in Arabia Saudita? Paese che, peraltro, nella delibera sottoposta alle Camere neppure figurava?

Da marzo (perché sono lì da marzo) quei militari che cosa hanno fatto? Hanno mai intercettato missili o droni iraniani? Contro chi? Per conto di chi?

Quali regole d’ingaggio hanno ricevuto e chi è che può impartire ai soldati l’ordine di aprire il fuoco?

Perché il ministero della Difesa ha reso pubblica l’operazione soltanto dopo che i giornali l’avevano scoperta?

Se i nostri sistemi proteggono gli alleati di Israele dalle reazioni iraniane, stiamo difendendo il territorio italiano oppure stiamo foraggiando la guerra israeliana? Li stiamo aiutando anche nel progetto coloniale del Libano, della Siria, dell’Iraq, dello Yemen? Siamo coinvolti nel progetto “Grande Israele”?

Quanto siamo vicini a uno scontro diretto con l’Iran? E che cosa accadrebbe se, legittimamente, l’Iran, difendendosi dagli aggressori, colpisse un nostro reparto o un’ambasciata italiana in qualcuno dei sopracitati paesi?

Passiamo all’Ucraina. Il governo assicura che le armi italiane restano entro i confini ucraini? Ovvero per difesa? E se sì, possiede davvero gli strumenti per controllarne l’impiego?

Quale parte avranno le imprese italiane nella produzione congiunta dei droni annunciata con Kyiv?

Se quei droni, con il nostro marchio, o anche camuffato, ma comunque riconducibile a noi, colpissero Mosca o altre città russe, l’Italia sarebbe ancora un Paese che assiste un alleato oppure una parte attiva del conflitto? Potremmo essere colpiti in quanto belligeranti?

Caro governo potreste dirci chi vi ha autorizzato a trascinarci verso due guerre senza pronunciare la parola «guerra»? E il Presidente della Repubblica nel frattempo cosa stava facendo?

Avete qualche idea del perché queste notizie durino un giorno e poi scivolino via come se riguardassero un altro Paese?

Il Parlamento intende chiedere documenti, date e ordini operativi oppure aspetterà il primo militare italiano morto per scoprire dove lo avevano mandato?

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