Allevamenti intensivi di pesci

di Francesco Ceccarelli - preview.mailerlite.com - 15/01/2020
Per realizzare questa nuova indagine siamo andati fino in Grecia, principale paese esportatore verso l'Italia.

 

Stefania lo sapevi che un branzino o un’orata su due in vendita nelle pescherie e nei supermercati italiani arriva dagli allevamenti greci?

Ormai in Europa il consumo di pesci da allevamento ha superato quello del pescato. Tuttavia, cittadini e consumatori conoscono ancora troppo poco le pratiche crudeli a cui sono sottoposti questi animali.

Il nostro team investigativo continua il suo impegno in difesa dei pesci, dando di nuovo voce al loro dolore e mostrando al pubblico le terribili condizioni in cui versano negli allevamenti intensivi. 

Per farlo, abbiamo realizzato una nuova indagine in Grecia, parte della quale è stata trasmessa nella puntata di Report dello scorso dicembre.

Oggi abbiamo diffuso ai media e sul web il video integrale.

GUARDA E CONDIVIDI IL VIDEO

I nostri investigatori hanno visitato sotto copertura alcuni allevamenti intensivi di branzini e orate nella zona di Sagiada, a nord della città di Igoumenitsa.

Si tratta di un’area con un’alta concentrazione di impianti ittici tra i quali molti sono fornitori di note realtà italiane della grande distribuzione organizzata. In un tratto di costa di soli 18 chilometri si trovano infatti ben 26 allevamenti diversi, ciascuno con devine di gabbie al cui interno sono stipati milioni di animali.

Con le nostre telecamere nascoste abbiamo documentato numerose problematiche che sono fonte di stress prolungato ed enorme sofferenza per i pesci.

Branzini e orate sono allevati in gabbie spoglie dove non hanno spazio sufficiente per nuotare, arrivando a scontrarsi gli uni con gli altri. Si muovono in vortice in preda all'apatia perché non possono soddisfare i loro bisogni etologici di esplorazione e migrazione.

Molti esemplari sono confinati in queste strutture addirittura per diversi anni. I nostri investigatori hanno filmato branzini e orate rinchiusi nelle gabbie dal 2014. Questi animali per raggiungere il peso di 1,5/2 Kg sono condannati a trascorrere una vita straziante per più di 5 anni. Quando vediamo un pesce di grossa taglia sul banco frigo ricordiamoci che ha vissuto tutti questi anni in una gabbia, alimentato con mangimi industriali.

Le densità di allevamento sono inoltre molto elevate. Il sovraffollamento è fonte di stress cronico per i pesci e ha conseguenze nocive per la loro salute, peggiora la qualità dell’acqua e favorisce la diffusione di parassiti e batteri, anche da una gabbia all'altra.

In queste condizioni, branzini e orate si ammalano con facilità e vengono curati con mangime medicato. Farmaci antibiotici e antiparassitari sono somministrati con regolarità anche agli individui sani, vivendo nella stessa gabbia è infatti impossibile far sì che il trattamento venga dato ai soli pesci malati. 

Il momento in cui i pesci sono soggetti alle pratiche più dolorose e disumane è indubbiamente quello dell’uccisione.

Nel momento della pesca si trovano ammassati gli uni sugli altri all'interno di reti e vengono schiacciati dal peso degli altri pesci intrappolati.

Ancora coscienti, vengono gettati in contenitori colmi di acqua e ghiaccio, dove si contorcono, boccheggiano e muoiono lentamente dopo un’agonia interminabile.

L’immersione in acqua e ghiaccio senza stordimento preventivo è una procedura che causa immensa e ingiustificata sofferenza nei pesci. Si tratta di una pratica di uccisione che l’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (OIE) considera inadeguata. In altre parole, il suo impiego costituisce una chiara violazione delle norme internazionali sancite da questo organismo.

Ciononostante, questa procedura è la più utilizzata per abbattere branzini e orate, non solo in Grecia ma anche in Italia.

L'indagine sui media
In homepage sul sito del Corriere della Sera

Uno dei più importanti quotidiani italiani ha dedicato un approfondito articolo a questa nuova indagine, rilanciandolo anche nel centro della homepage. 

Altri giornali, quotidiani online e siti stanno riportando la notizia e il video.

Questo ci permette di raggiungere un numero altissimo di persone!

La campagna "Anche i pesci"

Anche i pesci sono sensibili, curiosi e intelligenti. Sono esseri senzienti in grado di provare dolore proprio come gli animali terrestri. E negli allevamenti intensivi trascorrono una vita terribile, costellata di privazioni e sofferenza.

Con la nostra campagna vogliamo che la grande distribuzione adotti policy più severe e si impegni a eliminare le pratiche crudeli a cui sono sottoposti i pesci allevati a scopo alimentare.

FIRMA LA PETIZIONE

Stefania è arrivato il momento di entrare in azione anche per i pesci, partecipa alla campagna.

Ps: Stefania un anno fa siamo stati i primi a realizzare un'indagine sulla realtà degli allevamenti ittici italiani. Ora abbiamo documentato quelli in Grecia. Se vuoi saperne di più sulla nostra campagna e sulle problematiche di questo settore GUARDA IL NOSTRO SITO.

Questo articolo parla di:

24 novembre 2019

IOSCELGOVEG

Stefania Sarsini
27 dicembre 2019

L'acquacoltura

Stefania Sarsini
archiviato sotto:
"Massimo Villone - La secessione dei ricchi dagli anni '90 a oggi"

Il blog di Stefania Sarsini
I DIRITTI DEGLI ANIMALI

Allevamenti intensivi di pesci
"Mauro Sentimenti - Intervista sull'autonomia differenziata"

LIBERACITTADINANZA
ACIREALE