UBRIACHI AL VOLANTE, SE STRANIERO E' PEGGIO: GIORNALISTI SPIEGATEMI IL PERCHE'?

di Claudio Gandolfi, Bologna-clgand@libero.it - 23/09/2008
Carta stampata e televisioni nella giornata di domenica hanno dedicato molto spazio ai diversi episodi in cui persone sono morte a causa di incidenti dovuti ad auto guidate da ubriachi, tra sabato e domenica sei in poche ore. Al di là della drammaticità delle notizie, da cittadino quello che mi ha spiacevolmente colpito ed infastidito è che in due di questi episodi si sia “intenzionalmente” sottolineato (quasi enfatizzato) da parte di alcuni il fatto che al volante non c’erano semplicemente due persone bensì due “stranieri” e francamente non capisco l’esigenza e l’utilità di farlo, come se questo fosse in qualche modo un aggravante per loro in quanto stranieri ( oppure se si vuole un attenuante per gli altri in quanto italiani).

In un clima evidente di razzismo strisciante dove lo straniero è sempre più visto come “brutto, sporco e cattivo”, con un governo che soffia sempre più forte sul fuoco della paura, alimentandolo in un modo molto pericoloso, anche il modo di presentare le notizie all’opinione pubblica ha una sua importante rilevanza nel mettere ciascuno di noi nella condizione di farsi una propria opinione sull’effettiva gravità e pericolosità di questa “supposta” invasione del nostro Paese da parte di orde di stranieri.

Se vogliamo evitare il ripetersi di episodi come quello di Milano in cui due “bianchi” hanno ucciso un “nero” per un pacco di biscotti, se vogliamo evitare una deriva xenofoba ognuno di noi deve fare la sua parte, ad iniziare dai voi giornalisti; smettetela (smettiamola) quindi di etichettare i “diversi da noi” per colore della pelle, per lingua, per religione, per odore perché quando qualcuno sbaglia lo fa in prima persona e trovo inutile ed insignificante sottolinearne la provenienza. Impariamo tutti a parlare semplicemente di persone.

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