POTENZA DI FUOCO : 750 MILIARDI DI PRESTITI GARANTITI A TASSO ZERO ALLE IMPRESE MA PER FARE COSA ?

di Umberto Franchi - 08/04/2020
l’Italia oltre a non accettare il MES, dovrebbe chiedere anche l’annullamento del Fiscal compact, stabilendo da subito un vasto programma di investimenti

La pandemia da Coronavirus si colloca in un contesto di crisi climatica e ambientale in cui siamo entrati da tempo. Molti sperano che finisca presto ma sino ad oggi si interviene sui malati con sintomi seri anziche’ prevenire con tamponi dai massa, temo che durerà a lungo, e forse con ricadute periodiche .
Se la “normalità” cui dobbiamo abituarci è questa... è necessario sviluppare proposte e strumenti per affrontare la crisi sanitaria al fine di debellarla o conviverci senza più rischi per la salute, ed assieme affrontare anche quella climatica e ambientale.

Sembra però che nel decreto denominato “potenza di fuoco” per sostenere l’economia , ai partiti di governo e di opposizione, a molti economisti ed a molti commentatori politici, interessi soprattutto , più che la salute, una qualsiasi la ripresa dell’economia.

Il governo dopo aver fatto i decreto che garantisce i prestiti alle imprese a tassi irrisori, senza porsi minimamente la questione della qualità dello sviluppo , sta per confrontarsi nell’ambito dell’ Eurogruppo.

Conte ci ha detto chiaramente e doverosamente che non ci sarà nessuna apertura nei confronti del MES... quindi il governo Italiano assieme a quello Spagnolo, cercheranno di forzare le regole Europee chiedendo più flessibilità scontrandosi con i ministri Tedeschi , Olandese, Finlandese, Ungherese... i quali si diranno pronti a manifestare la propria solidarietà ai paesi più gravemente colpiti dal Covid.19, promettendo di chiudere un occhio sulle spese per via dell’emergenza sanitaria attraverso una flessibilità accordata .
Quasi sicuramente , Il dibattito si concentrerà sulla su finanza , debito pubblico e privato, su gli eurobond, MES, liquidità... (Perché la finanza domina e ingloba ormai tutta la vita) ma solo al fine di tornare alla normalità di prima, non certo attraverso le scelte che sarebbero necessarie, attraverso cambiamenti radicali nelle politiche di prevenzione sanitarie e climatiche e quindi nelle politiche sociali ed economiche e dei consumi.

Credo che l’Italia oltre a non accettare il MES, dovrebbe chiedere anche l’annullamento del Fiscal compact , stabilendo da subito un vasto programma di investimenti con:
1) Una riforma del settore sanitario pubblico con intensi investimenti , ponendo fine a tagli e privatizzazioni, finanziando le strutture ospedaliere che si sono dimostrate carenti causando migliaia di morti, e dotandole di quegli impianti, presidi e attrezzature che sono mancate, sia spostando l’asse della sanità dalla cura degli acuti, alla prevenzione, il che significa riorganizzarla su basi territoriali diffuse, come era già previsto dalla legge 833 del 1978;

2) Attraverso una riforma della protezione civile, che non deve intervenire solo a disastri avvenuti, bensì in modo preventivo, attrezzando ogni territorio con tutti i presidi necessari: a fronteggiare qualsiasi tipo di epidemia e terremoti;
3) Una riforma della ricerca scientifica e la scuola, che deve essere permanente e riorganizzata su basi diffuse ritrovando il metodo democratico quel periodo deve essa si misurarsi con i suoi destinatari attraverso i “decreti Delegati”;

4) Molti auspicano che covid-19 abbia insegnato a tutti, anche ai detentori del potere economico e finanziario che questo sistema non sia più sostenibile, ma esso non potrà cambiare se non vi sarà anche la riconversione dell’apparato produttivo , andando a decidere quali settori tenere in piedi, quali chiudere o riconvertire. Di fatto tutti dicono di volere una “transizione economica verde” ma nel merito nessuno osa, addentrarsi e fino ad ora non l’ha fatto nemmeno il governo Italiano. Ci sono settori da aprire o da potenziare oppure da ristrutturare (energia, edilizia abitativa, agricoltura biologica , forestazione) che possono assorbire, a tutti i livelli di qualificazione, manodopera “liberata” da settori di cui, alla luce della crisi climatica e ambientale, sono auspicabili ridimensionamento o chiusura... come ad esempio quello delle armi ;
5) Infine vanno sviluppati progetti Europei con investimenti solidali anche riferiti alla crisi dei profughi, in modo che tale carico sia distribuito automaticamente ed equamente in tutte le aree dell’Europa.
Insomma, in sintesi , il governo Italiano dovrebbe andare a Bruxelles per dire: i cinque punti elencati sono le cose che intendiamo fare... e che ne abbiamo avuto abbastanza e non applicheremo più le vostre regole di bilancio.
Umberto Franchi

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