Anche Roma sostiene il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari

di Laura Tussi - 31/03/2024
Anche l'amministrazione capitolina ha sottoscritto il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari, invitando il Governo nazionale a fare lo stesso – per il secondo anno consecutivo l'Italia ha rifiutato l'invito a unirsi ai circa cento paesi che periodicamente si incontrano per discutere il disarmo nucleare. La notizia e i commenti di Laura Tussi, saggista e attivista per la pace.

Anche Roma si unisce alle capitali di tutto il mondo che sollecitano i Governi a firmare il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari, Trattato Onu che, ricordiamolo, è valso alla rete internazionale Ican il Premio Nobel per la pace nel 2017 per il disarmo nucleare universale.

 

La clamorosa e unanime votazione di Roma

 

La decisione di Roma, con quasi un centinaio di città italiane che sostengono l’appello di ICAN, sottolinea il passaggio a una politica incentrata su ogni singolo soggetto del genere umano nell’affrontare la minaccia nucleare.

 

Roma vuole sfidare il governo per la firma e la ratifica del Trattato

 

Firmando il Trattato sulla messa al bando delle armi nucleari, questo voto storico sfida il Governo italiano a dare principale e fondante importanza alla pace e alla liberazione dell'umanità dall'incubo nucleare.

 

Una decisione per la salvezza dell'umanità intera

 

Con una decisione che suscita davvero discordanti e vivacissime reazioni e registra consensi al di là di ogni previsione, ma anche unanime, il Consiglio comunale di Roma ha compiuto un passo storico verso la difesa della pace e della salvezza globale.

Con questa decisione il Consiglio comunale di Roma ha compiuto un passo storico verso la difesa della pace e della salvezza globale. Aderendo all’Appello delle città della International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, ossia La Campagna Internazionale per l’abolizione delle armi nucleari, Roma aggiunge la sua voce a una crescente coalizione che attraversa i confini nazionali e continentali.

 

Roma aggiunge la sua voce a un centinaio di città italiane.

 

Aderendo all’Appello delle città della International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, ossia La Campagna Internazionale per l'abolizione delle armi nucleari, Roma aggiunge la sua voce a una crescente coalizione di quasi un centinaio di città italiane, sollecitando il Governo a firmare e ratificare il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (Tpan/Tpnw).

 

Una decisione e azione diretta molto significative e di stringente emergenza per l'intero genere umano

 

In tal modo, con questa decisione e con questa azione diretta molto significativa, si sottolinea un cambiamento fondamentale nella politica globale, attribuendo priorità all’eredità umanitaria nel pericolo che costituiscono le armi nucleari in rapporto a concrete strategie militari.

 

Roma si allinea con altre importanti capitali mondiali a sostegno del Trattato Onu

 

L’allineamento di Roma con altre importanti capitali come Canberra, Parigi, Berlino, Oslo, Amsterdam, Lussemburgo, Helsinki, Berna e Washington rivela e palesa la decisione collettiva e umanistica nell'affrontare la minaccia esistenziale e la terribile emergenza rappresentata dalle armi nucleari e dagli ordigni di distruzione di massa nucleari. Questa decisione riflette i sentiti sentimenti espressi dai consiglieri comunali di Roma:

"Crediamo fermamente che i nostri cittadini abbiano il diritto di vivere in un mondo libero da questa minaccia - è la dichiarazione che ha accompagnato l’adesione al TPAN. "Qualsiasi uso di armi nucleari, sia deliberato che accidentale, avrebbe conseguenze catastrofiche, di vasta portata e di lunga durata per le persone e l’ambiente.
Pertanto, sosteniamo il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari e invitiamo i nostri governi a firmarlo e ratificarlo".

Gli ordigni di distruzione di massa nucleari rappresentano una strada di non ritorno per l'intera umanità

Come postulato nodale, la decisione dell’Assemblea della giunta di Roma riconosce che le armi nucleari oltrepassano i semplici strumenti politici della guerra. Le armi nucleari rappresentano ordigni di insondabile e terrificante sofferenza e devastazione dell'intero genere umano. Il Trattato TPNW si pone come un autentico fulcro di speranza e possibilità di sopravvivenza in un pianeta terra che deve affrontare quotidianamente lo spettro persistente dell’annientamento nucleare mondiale.

 

Roma condanna e aborrisce il tragico epilogo dell'Armageddon nucleare

 

Il Trattato riafferma l’imperativo etico, politico e legale e umanistico ancor prima che umanitario di tutelare l’umanità intera e nella sua complessità dal terrificante epilogo della guerra nucleare, condannando definitivamente l’uso e il possesso di armi di distruzione di massa nucleari.

Ciò che distingue la decisione di Roma è il suo fondamento nella politica incentrata sulle persone. 

 

L’approvazione dell’Appello Ican delle Città da parte del Consiglio Comunale evidenzia un impegno umanistico per la salvezza e la sicurezza del genere umano

 

Roma dimostra la sua funzione di potente simbolo di resistenza umana, in quanto “Città Eterna” pervasa e impregnata di storia e cultura millenarie. Sposando a pieno titolo il fatto o avvenimento che provoca un determinato effetto del disarmo nucleare, Roma riafferma il suo impegno senza tempo per i valori della pace, della giustizia sociale e della solidarietà. La decisione cruciale di Roma si amplifica all'unisono ben oltre i confini della città. La "Capitale del mondo" invia un messaggio potente non solo al Governo italiano, ma anche ai governi nazionali di tutto il pianeta, esortandoli ad ascoltare la volontà dei loro elettori e a dare priorità alla ricerca della pace rispetto al possesso assoluto della follia del potere. La vera sicurezza rispetto all'armamentario nucleare a disposizione dei potenti del pianeta non può essere ottenuta attraverso la minaccia di una distruzione reciprocamente accertata.

 

"Qualsiasi uso di armi nucleari, sia deliberato che accidentale, avrebbe conseguenze catastrofiche, di vasta portata e di lunga durata per le persone e l’ambiente".

 

Il perseguimento dell'alto obiettivo del disarmo nucleare da parte di un’umanità comune e di una prosperità condivisa

 

La decisione di Roma di aderire all’Appello Ican delle Città ci ricorda che una politica radicata nel diritto internazionale, promossa da noi figli di questa nostra madre terra e basata sulla responsabilità diretta nei confronti dell’umanità può produrre risultati trasformativi e efficaci per il disarmo nucleare universale. 

 

È ormai un compito doveroso e un allarme concreto il fatto che il governo italiano segua l’esempio e si unisca alla firma e ratifica Tpnw.

 

Tutto ciò non può lasciarci indifferenti anche in termini di coscienza personale e di gruppo.

Siamo preoccupati della capacità della guerra di essere percepita come fattore indispensabile alla risoluzione dei conflitti, a cui adeguarsi ovviamente.

La guerra diventa così la grande protagonista a cui sacrificare i sogni, le speranze, lo stesso futuro della terra e

dell’intero genere umano.

Siamo preoccupati della guerra e soprattutto della guerra nucleare che è capace di modificare il livello della coscienza, in particolare del genere “uomini”, soprattutto facendoli diventare “incoscienti”.

 

Dal conflitto tra Russia e Ucraina dipende lo stesso destino del mondo, così come definito nel 2022 dalla Casa bianca e dal Pentagono

 

Siamo preoccupati della guerra attuale che richiede lo sviluppo importante delle forze armate e dei loro costi e

quindi si rende necessario, per il loro finanziamento, il coinvolgimento dell’opinione pubblica.

 

Un appello individuale, ma che avverto collettivo da parte di tutti coloro che credono nella pace

 

 

Siamo preoccupati dagli “effetti collaterali” della guerra. E tra questi, sottovalutati e nascosti, ma ben conosciuti da coloro che si occupano del sostegno alle persone fragili e marginali, il taglio delle risorse loro destinate e la difficoltà ad ottenerle. Risorse necessarie alla sopravvivenza pura e semplice, e non sufficienti ad avere una vita dignitosa, come recita la Costituzione.

 

Un’umanità anch’essa vittima della guerra. Un’umanità dolente e dimenticata

 

Infine siamo preoccupati perché la guerra e la violenza in generale come l’inquinamento contagiano la vita sulla terra. Come i veleni che ciascuno di noi produce vanno a finire in atmosfera, ricadono su tutti, ma si concentrano in alcune aree precise, provocando danni gravissimi, così la violenza che alberga dentro di noi se fuoriesce, si densifica e diviene una nube tossica che colpisce ovunque e in alcune parti del pianeta provoca guerre e distruzioni. Non a caso Teresa d’Avila amava dire che non c’è nulla di bene di cui non siamo partecipi, né di male di cui non siamo responsabili. Allora quali saranno le conseguenze di un odio prolungato generato da questi strazianti conflitti?

 

Anche sul sito dell'Associazione Italia che cambia

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