CRISI ITALIANA : per risolverla: Patrimoniale o Riforma fiscale ???

di Maurizio Sbrana - Liberacittadinanza - 12/05/2020
COSA SI POTREBBE FARE, per iniziare a REGOLARIZZARE finalmente la nostra situazione economica.

La crisi economica innescata ulteriormente dalla tragedia del CORONAVIRUS, con la previsione di un rapporto tra Debito e Pil al 155-160%, impone un logico, quanto del tutto improcrastinabile studio di una programmazione per il futuro del Paese!

Un Paese con la struttura socio-economica italiana non può assolutamente chiudere gli occhi davanti ad una situazione finanziaria dei propri Conti Pubblici sempre più INSOSTENIBILE.
E occorre quindi provvedere al più presto a prendere DECISIONI IRREVOCABILI.
Perchè se si continua a 'non fare niente' si rischia veramente la possibilitá di un DEFAULT, che ovviamente non converrebbe a nessuno...

Si deve partire preliminarmente a considerare che se è vero, come è vero, che l'Italia ha un grande Debito Pubblico, è peraltro pure vero che altrettanto grande è il Risparmio Privato: se il nostro Debito è attualmente a circa 2.450 miliardi di euro, il nostro Patrimonio arriva a circa 10.000 miliardi di euro, di cui ca. 5.500 miliardi per il valore immobiliare e ca. 4.500 miliardi di valori finanziari.

Dopo di che, dobbiamo chiederci e calcolare COSA SI POTREBBE FARE, per iniziare a REGOLARIZZARE finalmente la nostra situazione economica.
Diciamo che, grosso modo, potremmo agire su due direttrici:
* imporre una imposta patrimoniale sulla parte più benestante della popolazione;
* produrre una seria Riforma fiscale 'Redistributiva', con applicazione integrale dell'Art.53
della nostra Costituzione;

Vediamo ora COSA potrebbe comportare il ricorso a ciascuna delle due suddette possibilità.

1) imporre una imposta patrimoniale dell1% su quei 5.000 miliardi in capo al 10% degli italiani che secondo le statistiche ufficiali detiene circa la metà dello stock di ricchezza nazionale, produrrebbe una cinquantina di miliardi annui, che non intaccherebbe più di tanto i consumi di quella parte di popolazione. (Da considerare , tra l'altro, che non tutti certamente, ma molti di quei valori potrebbero essere stati accumulati in maniera non del tutto legale. Si tratterebbe pertanto di una parziale 'restituzione'...)!

2) produrre una seria Riforma fiscale, incentrata sul 'contrasto di interesse' tra acquirenti e venditori di beni e/o servizi, permettendo la deduzione delle spese di base dal proprio imponibile, ove accompagnato da documentazione fiscale (fatture o ricevute fiscali), con percentuali decrescenti al crescere del reddito e con integrale applicazione dell'Art.53 della Costituzione, la cui in attuazione nel tempo ha prodotto la degenerazione attuale dei nostri Conti Pubblici. Secondo calcoli prudenzialissimi, pure una tale Riforma potrebbe produrre incrementi di entrate per l'Erario tra i 50 e i 60 miliardi di euro annui.
Tra l'altro una tale forma di Riforma, con la redistribuzione dell'imposizione dall'alto verso il basso, comporterebbe sicuramente ed immediatamente un incremento del potere d'acquisto delle fasce maggioritarie popolari, che potrebbero riversare questi aumenti di disponibilità sui consumi, innescando una ripresa dell'economia nazionale.

I MODI PER USCIRE DALLA CRISI ESISTONO!
OCCORRE LA VOLONTÀ POLITICA DI APPLICARLI ...

Maurizio Sbrana

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