I T A L I A : Debito. PIL. Fisco ...

di Maurizio Sbrana - Liberacittadinanza - 29/01/2019

Argomenti interconnessi, di cui non spesso si riesce a trattare nel nostro Paese, quasi fossero tabù !
Eppure questa 'interconnessione' determina l'equo funzionamento, o meno, di una moderna democrazia.

Molti sono invece sempre più convinti che, specie in un Paese come il nostro, contraddistinto ormai da alcuni decenni da un'economia stagnante, e che sta perdendo competitività rispetto al resto dell'Europa, si dovrebbe discutere, eccome, di queste materie...

Il Debito Pubblico è ormai a 2.345 miliardi di euro, terzo dopo Giappone e Grecia al mondo rispetto al PIL. Il relativo costo per gli interessi da pagare è di circa 75-80 miliardi di euro annui, e pensiamo cosa si potrebbe fare con risorse del genere!...

Il nostro PIL è tuttora inferiore al livello già raggiunto nel 2007 (pre-crisi), unico caso tra i Paesi dell'Unione.
(Anche se è di dominio pubblico il fatto che la nostra economia, tra criminalità organizzata e sommerso, ha raggiunto maggiori livelli di quelli ufficiali, con la conseguente e ufficiale perdita di risorse fiscali da parte dell'Erario: si parla di oltre 120 miliardi di euro annui non versati!).

Il Sistema Tributario italiano è tra l'altro praticamente in totale contraddizione con quanto codificato dai nostri Costituenti all'Art.53 della Carta, articolo di una linearità e semplicità eccezionali. Esso infatti recita:
1* comma: "Tutti sono tenuti a concorrere alle Spese Pubbliche, in ragione della loro capacità contributiva", e:
2* comma: "Il sistema tributario è informato a criteri di progressività".
Ed è una logica conseguenza dei Principi fondamentali della nostra Costituzione, in special modo relativamente agli articoli 1-2-3-4...
Nei decenni è invece purtroppo accaduto semplicemente uno stravolgimento dell'Art.53; aumentando ad esempio dal 10% al 23% l'aliquota minima dell'Irpef, e abbattendo dal 72% al 43% l'aliquota massima, senza contare gli ulteriori effetti distorsivi della programmata nuova Flat Tax, assolutamente anticostituzionale!
Non tutti i Redditi poi sono soggetti alle stesse regole...Ad esempio i redditi da locazioni possono essere tassati Flat al 21%, gli interessi sui titoli di Stato sono tassati al 12,5%...
L'IVA è pagata regressivamente da 'poveri' e 'ricchi', in ugual misura sia dal pensionato minimo , sia dal miliardario (che fino ai primi anni novanta sui prodotti di lusso pagava il 38%, contro l'attuale 22%).
Ricchi patrimoni caduti in Successione se la cavano al massimo con una tassa dell'8%, e al 4% se eredi in linea diretta e con franchigia di 1 milione di euro (mentre all'estero, sia in Europa che in America i tassi raggiungono persino il 50%, a fronte di alti valori...).

CHI PAGA DUNQUE LE TASSE IN ITALIA ??
Per quanto riguarda l'IRPEF, che è l'Imposta con il maggior gettito (circa 180 miliardi di euro annui), il MinFinanze conferma che essa viene pagata per oltre il 90% dai soli Lavoratori Dipendenti e Pensionati, che 'patiscono' il prelievo alla fonte! Queste stesse due categorie di contribuenti, essendo ca. 35 milioni di persone, pagano pure la massima parte dell'intera IVA per altri circa 130-140 miliardi di euro annui ...
Tutti gli altri "meno male che se la cavano", in un qualche modo!

Ma QUESTA SITUAZIONE COSA COMPORTA PER IL PAESE ?

1) diseguaglianza tra i cittadini, da un lato con abnorme concentrazione di ricchezza e da altro con ingenti percentuali di poveri assoluti,
2) scarsità di potere d'acquisto per molte fasce di reddito che porta diminuzione dei consumi, conseguenti blocchi della produzione , aumento della disoccupazione e precarietà per milioni di persone!,
3) scarsità di entrate fiscali e contributive, con relativo aumento del nostro Debito Pubblico (attualmente a record storico),
4) fuga all'estero dei nostri più intraprendenti giovani, molto spesso laureati, che potrebbero invece contribuire allo sviluppo del loro Paese,
5) dislocazione all'estero e/o chiusura di imprese industriali, commerciali e artigiane, che molto spesso, loro malgrado, non sono in grado di tenere testa ai loro concorrenti che patiscono minori imposizioni fiscali...

OCCORRE dunque procedere molto urgentemente a una seria, profonda e completa RIFORMA TRIBUTARIA. !

Maurizio Sbrana