IVA - FISCO - FLAT TAX

di Roberto Torelli, Claudio Mazzoccoli, Maurizio Sbrana - 27/04/2019
Uno degli Articoli della nostra Costituzione meno applicato da sempre è il '53'

Uno degli Articoli della nostra Costituzione meno applicato da sempre è il '53', scritto nella Parte 1 ('Diritti e Doveri dei Cittadini'), al Titolo IV ('Rapporti Politici'), che recita:
"Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro CAPACITÀ CONTRIBUTIVA.
Il sistema tributario é informato a criteri di PROGRESSIVITÀ".

Don Lorenzo Milani scriveva: "Povero è chi consuma tutte le sue entrate.Ricco chi ne consuma solo una parte. In Italia, per un caso inspiegabile, i consumi sono tassati fino all'ultima lira. Le entrate solo per burla. Mi hanno raccontato che i trattati di Scienza delle Finanze chiamano questo SISTEMA "INDOLORE"... Indolore vuol dire che i ricchi riescono a far pagare le tasse soltanto ai Poveri, senza che se ne avvedano..."

E dal Verbale di discussione n.130 dell'Assemblea Costituente del 23 maggio 1947,rileviamo le parole esatte usate dall'On. Salvatore SCOCA, Relatore sul 53:
"... I Tributi indiretti (oggi tra i quali l'IVA e le varie Accise uguali per tutti: n.d.r.) attuano una progressione a rovescio, in quanto, essendo stabilite prevalentemente sui consumi, gravano maggiormente ed in modo ingiusto sulle classi meno abbienti [...] In effetti la distribuzione del carico tributario avviene non già in senso progressivo e neppure in misura proporzionale, ma in senso REGRESSIVO [...]
Ciò significa che la progressione applicata ai tributi sul Reddito globale o sul Patrimonio deve essere tale da correggere le iniquità derivanti dagli altri tributi, ed in particolare da quelli sui consumi [...] La nostra Costituzione che si informa a principi di Democrazia e di Solidarietà sociale, deve dare invece la preferenza al principio di PROGRESSIVITÀ! "
E ancora: " Non si può negare che il Cittadino, prima di essere chiamato a corrispondere una quota parte della sua ricchezza allo Stato, per la soddisfazione dei bisogni pubblici, deve soddisfare i bisogni elementari di vita suoi propri e di coloro ai quali, per obbligo morale e giuridico, deve provvedere..."

Ora, l'IVA è stata introdotta dall'1.1.1973 e l'aliquota ordinaria era al 12% ed una massima al 38% sui beni di lusso, dal 1977 al 14%, dal 1980 al 15%, dal 1982 al 18%, dal 1988 al 19%, dal 1997 al 20%, dal 17.9.2011 al 21% e dall' 1.10.2013 al 22%...mentre l'aliquota del 38% è stata ridotta al 22% alla pari di prodotti di 1a e 2a necessità! Si può quindi osservare - senza tema di smentita da chicchessia - che l'imposta, ripetiamo, pagata da tutti in modo uguale...(e non progressivamente, ma quindi regressivamente), è praticamente raddoppiata! Senza contare il pericolo effettivo e concreto che nei prossimi 2 anni l'aliquota ordinaria possa essere incrementata fino addirittura al 25,2% (se non si riescono a trovare le risorse finanziarie necessarie a sterilizzare un aumento che nei 2 anni - 2020 e 2021 - arriverebbe ad oltre 50 miliardi di euro! , e che avrebbe effetti drammatici sul livello dei consumi in Italia).
I "poveri" quindi sono sempre più tartassati. Mentre l'IRPEF dei "ricchi" (oltre un imponibile di 75 mila euro annui) è scesa negli anni dal 72% al 43% quella dei "poveri" è più che raddoppiata passando dal 10% al 23%. L'esatto contrario del dettato dell'Art.53.
I nostri Governi (destra, sinistra, tecnici) hanno pertanto applicato negli anni una vera PATRIMONIALE REGRESSIVA, non sul patrimonio, ma sul reddito! In altre parole..., il Legislatore ha messo in soffitta l'Art.53 della nostra Costituzione e tenuto in pratica in vigore il sistema fiscale monarchico del 1848 !

Ed ora... si parla di FLAT TAX (come se non bastasse il fatto che la FLAT TAX già esiste, sotto varie forme: ad esempio con le varie cedolari secche al 21% sugli affitti, con la tassazione al 12,50% sugli interessi sui Titoli di Stato, del 26% per gli azionisti delle SPA per non parlare di quelli delle multinazionali che non ci lasciano che qualche spicciolo.... eccetera eccetera).

Fortunatamente, più voci - ed anche voci molto 'qualificate' - bocciano la FLAT TAX, come gli studi di Silvia Giannini (Prof. Ordinaria di Scienza delle Finanze presso l'Universitá di Bologna), di Massimo Baldini (Prof. ASsociato di Scienza delle Finanze presso la Facoltà di Economia di Modena), nonché di Alessandro SANTORO (Prof. Associato di Scienza delle Finanze di Milano-Bicocca), che hanno dimostrato come "l'effetto di una FLAT TAX sia favorevole soprattutto ai molto ricchi, mentre quello sui nuclei familiari con redditi tra i 10 e i 20 mila euro annui potrebbe addirittura rilevarsi negativo".

E per finire, riportiamo quanto recentissimamente espresso su Repubblica il 17.4 da MICHELE AINIS, noto giurista e Costituzionalista : " La FLAT TAX e la Costituzione dimenticata: un prelievo fiscale uguale per tutti è l'esatto contrario di quanto stabilirono i nostri Padri Fondatori. Tassa piatta, Costituzione rotta... Si offenderebbe il senso di giustizia, oltre che l'idea dell'eguaglianza.
Da Aristotele in poi, quest'ultima significa difatti pari trattamento degli uguali, non dei diseguali..."
"Fare le parti uguali tra diseguali è aggiungere ingiustizia a ingiustizia" Don Lorenzo Milani!

La FLAT TAX NON DEVE PASSARE !!!

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Mettiamo in soffitta i sistemi induttivi/sintetici/affidabilità produttori,come tutti gli altri precedenti, di ingiutizie e di lavoro nero ed introduciamo il sistema analitico/deduttivo/sistematico attuando l'articolo 53 della Costituzione che mette al centro la persona con i suoi ricavi e con le sue spese primarie e sociali che permettono, giorno dopo giorno, di lavorare e produrre reddito.

Così avremo redditi globali personali effettivi e comunque conseguiti e progressività dell'intero sistema tributario applicata alla vera capacità contributiva effettiva.



(Ufficio Studi - Associazione Art.53 - Firenze)

- Roberto Torelli
- Claudio Mazzoccoli
- Maurizio Sbrana

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