Perchè FITCH ci ha (parzialmente) "graziato"? E ne risentono i mercati e i nostri Conti Pubblici?

di Maurizio Sbrana - Liberacittadinanza - 26/02/2019

FITCH (una delle tre principali Società internazionali di valutazione del credito sullo stato finanziario dei Paesi), negli ultimi giorni ha mantenuto il rating sull'Italia, con il 'voto' di "BBB", ovvero ha indicato un'adeguata capacità di rispettare gli obblighi finanziari del Paese, ma con 'outlook' (cioè la previsione a medio-lungo termine) negativo.
FITCH pertanto ci ha solo parzialmente graziato!
Perché?
Probabilmente FITCH conosce a fondo la realtà dell'Economia italiana. Sa certamente, ad esempio, che il nostro PIL 'reale' è abbondantemente superiore al dato ufficiale di 1.800 miliardi di euro annui. Conosce la notevolissima quantità di ricchezza posseduta dagli italiani (ca. 10.000 miliardi di euro, di cui ben 4.300 miliardi di investimenti finanziari e senza calcolare quanto nascosto nei paradisi fiscali o nelle cassette di sicurezza delle nostre Banche)...
È inoltre perfettamente al corrente che l'Italia è intimamente connessa con il resto dell'Economia europea e con l'Euro.
Sa peraltro che l'Italia nei 20 anni di euro ha perso ca. il 38% di competitività rispetto alla Germania..., ma anche che con l'Euro il nostro Paese ha risparmiato nello stesso periodo di tempo circa 750 miliardi di euro per minori interessi pagati sul nostro ingentissimo Debito Pubblico, circostanza dovuta ai minori tassi sui nostri Titoli di Stato...., anche se evidentemente i Governi che si sono succeduti nel tempo non hanno 'capitalizzato' questo tesoro (il cd. 'dividendo dell'euro'). SA bene FITCH poi che la Germania (paese egemone nella UE) ha tutto l'interesse a 'non tirar troppo la corda' contro l'Italia, tenuto conto che con l'imbrigliamento del cambio dell'Euro, il suo Export ha raggiunto livelli record nel mondo, il cui surplus ha superato perfino quello cinese (nell'ultimo anno circa 300 miliardi di euro, mentre l'Italia, non potendo più procedere a svalutazioni competitive del passato con la lira vigente, ottiene surplus di una cinquantina di miliardi di euro annui. (il ns.Paese è pur sempre la seconda manifattura della UE).
E i MERCATI come vedono tutto questo?
Ad osservare le richieste che in questi 2 primi mesi del 2019 hanno avanzato le Società finanziarie, italiane e estere, pari a circa il doppio della settantina di miliardi di Titoli offerti dal Tesoro italiano, non si può considerare che ci siano troppi 'timori' sulla tenuta dell'Italia...(anche perchè quale altro grande Paese può 'permettersi' di pagare SPREAD di circa 260-270 punti base oltre il Bund tedesco?)!
Ora però la CONGIUNTURA, sia interna che internazionale, non é delle migliori (soltanto per usare un eufemismo!).
E i nostri giá disastrati Conti Pubblici continuano a essere a rischio! Ricordiamoci che soltanto per disinnescare l'aumento dell'IVA nel 2020 occorreranno 23 miliardi di euro! Con un PIL che sarà molto difficile possa crescere all'1%, come previsto dal Governo per il corrente anno.
Oltretutto, purtroppo, dobbiamo poi tener anche presente che gli ATTACCHI coordinati e concentrici, sia a livello interno che esterno alla nostra attuale maggioranza, quasi certamente stanno creando grande nocumento al Paese, soprattutto per opache, miopi e irresponsabili visioni politiche...
Tutto ciò prescinde in buona sostanza dall'originario concetto di Democrazia. E il futuro sembra sempre più nero!

Maurizio Sbrana

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