Fini e il Cesarismo

di Pancho Pardi - 26/11/2008

La cosa ha il suo lato divertente. Fini lancia l'allarme sul rischio cesarismo nel centrodestra. Stando al Corriere parte da una formula dubitativa: "Se nei partiti per quanto carismatici, televisivi, leggeri fluidi, c'è metodo democratico, allora c'è il paletto per evitare il rischio cesarismo".

Vano il pudore di usare il plurale. Un solo partito ha quei caratteri. Ma il problema è il se d'apertura. Ci sarà davvero il metodo democratico?

Lasciamo a Fini la risposta definitiva, ma il fatto che ponga il problema col dubbio vorrà dire che non è proprio sicuro. Infatti aggiunge elementi descrittivi che sono anche intimamente critici.

E' utile "un partito leggero; più è un cartello elettorale e più si trova in maggiore sintonia con la società". Ma "il partito per quanto flessibile deve anche porsi il problema di selezionare la classe dirigente e di guidare la pubblica opinione". Non limitarsi a seguirla (chissà di chi starà parlando?) "che è poi la differenza tra leadership e followship". E dopo lo sfoggio di inglese aggiunge "lo dico da presidenzialista convinto, la differenza tra cesarismo e presidenzialismo risiede nel fatto che tanto più si rafforza l'esecutivo tanto più forte dovrà essere il contrappeso a quel potere".

Si può tirare un sospiro di sollievo: se n'è accorto anche lui. Oramai i contrappesi sono stati sdoganati anche a destra.

Un po' tardi semmai. Ma in realtà, poco più di un anno fa, aveva un'opinione molto più tranciante.

Quando Berlusconi lanciò come nuovo prodotto il Popolo della Libertà, Fini per una diecina di giorni disse e ripeté che AN non vi sarebbe mai entrata. Parlò addirittura di comica finale. E' curioso che nella società dell'informazione, dove si potrebbe ripescare tutta la documentazione più imbarazzante, nessuno glielo rinfacci. Così come si potrebbe avere il replay della risposta digrignante di Berlusconi: dalle fogne li ho tirati fuori, nelle fogne li faccio ritornare.

Forse per paura delle fogna Fini si adattò al nuovo partito. Che peraltro ancora formalmente non esiste, dato che le componenti devono ancora confluirvi pienamente.

E questo purtroppo è argomento dolente per il Partito Democratico che, esistendo, è stato battuto da un partito ancora inesistente. Ma non giriamo il coltello nella piaga.

Anche Fini ha la sua. Berlusconi ha presentato il nuovo partito nel modo più riduttivo: un semplice cambio di nome da Forza Italia a Popolo della Libertà. Sorge spontanea la domanda: e AN?

Ah, il cesarismo!

 

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