Se il PD toscano fa gli interessi del Cavaliere

di Pancho Pardi - 01/06/2011

Abbiamo vinto le amministrative in una proporzione imprevedibile e siamo tutti contenti. A Milano e Napoli gli ottimi candidati Pisapia e De Magistris hanno convinto la cittadinanza a dar loro un consenso straordinario. Parte costitutiva essenziale delle proposte di centrosinistra è stata una visione delle scelte urbanistiche molto più equilibrata e progressiva di quella speculativa esibita dal centrodestra.

Dopo una vittoria che ci dà la speranza di spazzare via prima possibile le macerie istituzionali, sociali ed economiche lasciate dal malgoverno del centrodestra, non sarà forse elegante aprire subito la polemica. Ma è necessario mettere le mani avanti. Perché non sempre il centrosinistra, anche nei territori dove è più radicato, ha gestito l’urbanistica in armonia con ciò che ha promesso nell’ultima campagna elettorale. Nella Toscana felix i maggiori scandali della legislatura precedente si sono manifestati proprio sul terreno dell’urbanistica. Si poteva sperare che non si ripetessero.

Invece nel Consiglio Regionale toscano è stata presa pochi giorni fa una pessima decisione. A Firenze, nell’area ex Fiat di Novoli era stato immaginato l’insediamento di una grande multisala cinematografica. Nel territorio metropolitano sono già tre le grandi multisale e una quarta avrebbe eliminato i piccoli cinema di quartiere. Il progetto è stato oggetto di una vasta discussione popolare. Personaggi importanti hanno preso netta posizione contro di esso. Petizioni e lettere aperte si sono ripetute nel tempo. Ma il PD toscano ha concesso solo un ascolto distratto e strumentale. E’ stata perfino suscitata una mobilitazione di quartiere per coprire, col bisogno di un cinema, l’operazione speculativa di una grande multisala inserita in un vasto centro commerciale. E’ facile da capire il dubbio: perché per soddisfare la necessità di una sala cinematografica si dovrebbe aprire una multisala da otto schermi?

L’assessora alla cultura Cristina Scaletti (IdV) aveva reintrodotto un limite spaziale preesistente, che era stato abolito dall’amministrazione precedente proprio per facilitare l’introduzione delle multisale: la distanza minima in chilometri per separare una multisala dall’altra. Aveva anche stabilito il numero delle sale per distinguere aggregati minori e maggiori.

Ebbene: in Consiglio il gruppo del PD ha votato compatto per eliminare limiti spaziali e moduli degli aggregati cinematografici. Così una multisala, gestita, guarda caso, dalla Medusa di Berlusconi, potrà insediarsi ed eliminare vari cinema di quartiere.

Il gruppo consiliare del PD toscano potrà spiegare perché le ragioni di un malinteso “progresso” devono coincidere con quelle dell’azienda del presidente del consiglio? Come interpretare il silenzio riservato del presidente della Regione? E perché il sindaco Renzi -che all’inizio, molto tempo fa, si era detto contrario all’operazione- poi non ha fatto nulla per ostacolarla? Avrà influito la sua visita ad Arcore?

Certo, paragonata ai compiti che ci attendono, la questione può apparire limitata e di esclusivo peso provinciale. Ma quando il centrosinistra promette una nuova gestione del territorio non si misura proprio con i problemi reali? Come può il cittadino credere alle sue promesse quando la prassi le contraddice in modo così plateale? Il voto recente ha mostrato una nuova autonomia dell’elettore dai partiti. Chi in politica indulge a logiche affaristiche sappia che viene giudicato dai cittadini con la severità che si merita.

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