Senato fantasma, fermiamo la controriforma Renzusconi

di Pancho Pardi - Micromega - 20/09/2015

Il primo appuntamento, non certo l'unico, è per il pomeriggio (ore 15) del 23 settembre davanti al Senato, piazza delle Cinque Lune.

Sappiamo tutti che la trasformazione del Senato in dopolavoro per consiglieri regionali è un passaggio secondario nello stravolgimento dell'assetto costituzionale italiano. Il passo principale il Parlamento l'aveva fatto quando ha approvato la nuova legge elettorale, prevista per la sola Camera. Una legge che attribuisce alla più grossa delle tre minoranze (PD, Cinque Stelle, Centrodestra) un premio di maggioranza mostruoso capace di trasformarla in una falsa ma irresistibile maggioranza in grado di governare da sola, scegliersi il futuro Presidente della Repubblica e plasmare a proprio piacimento la Corte Costituzionale.

Tuttavia, poiché la legge riguarda la sola Camera dei deputati, il Senato deve per forza essere ridotto alla casa fantasma dei consiglieri regionali. Il passaggio di questa controriforma è necessario per realizzare la falsa maggioranza nella Camera. L'appuntamento va quindi preso molto sul serio.

Va preso ancora più sul serio se sarà confermato il cedimento dell'opposizione interna al PD in cambio della concessione di una forma edulcorata di elettività dei consiglieri regionali destinati al Senato fantasma.

In una democrazia normale il potere legislativo appartiene al Parlamento e il governo è titolare del solo potere esecutivo. Il Parlamento attuale invece ha preso e continua a prendere decisioni che consegnano il suo stesso potere legislativo al solo governo, rompendo la decisiva distinzione tra i due poteri.
Ma il Parlamento attuale è il prodotto di una legge dichiarata incostituzionale dalla Corte. Aveva dunque il dovere di astenersi dal toccare la Costituzione.

Chi guida il governo attuale faceva il sindaco di Firenze e ha lasciato, a suo dire, il "mestiere più bello del mondo" per andare a farne uno per lui evidentemente ancora più bello: stravolgere l'assetto costituzionale del paese.
Può farlo perché i parlamentari del PD si sono consegnati incaprettati nelle sue mani convinti che con lui a capo del governo avrebbero concluso senza scosse l'intera legislatura. Il loro destino è appeso a un filo e non ci riguarda.

Ci riguarda invece l'incubo di una falsa e onnipotente maggioranza guidata da un pubblicitario senza scrupoli, che realizza, peggiorandolo, il programma del suo predecessore e mentore Berlusconi.

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