EXPO 2015 - LA VIA ETICA DELLA NUTRIZIONE

di Stefania Sarsini - 14/05/2015

Nutriamo il pianeta senza uccidere 60 miliardi di animali - esseri senzienti - ogni anno.”

Let's feed the planet without killing 60 billion animals - sentient beings - every year.

Alimentar al planeta sin matar 60 mil milliones de animales - seres sensibles - cada ano.”

养活地球而不杀死 60十亿动物 - 众生 – 每年”。

Накормить планету, не убивая 60 млрд животных - Чувствующие существа -

каждый год.”

تغذية الكوكب دون قتل 60 مليار الحيوانات - المخلوقات الحساسة - كل عا

Questo il punto di vista etico per uno sviluppo sostenibile del Pianeta, ignorato dalla CARTA DI MILANO, il documento che dovrebbe rappresentare l'eredità culturale di Expo Milano 2015.

Questo grande evento Internazionale che è stato preceduto da un ampio dibattito da parte di autorevoli economisti , scienziati,, filosofi , ricercatori, della società civile e delle istituzioni , sul tema “Nutrire il Pianeta . Energia di vita,” ha portato la volontà del Governo Italiano alla definizione della Carta di Milano, un documento partecipato e condiviso che richiama ogni cittadino, associazione, impresa o istituzione ad assumersi le proprie responsabilità per garantire alle generazioni future di tutto il mondo di poter godere del diritto al cibo.

Ma questo documento, che dovrebbe diventare una sorta di protocollo di Kyoto sul cibo, presenta una grossa lacuna etica, di fondamentale importanza e determinate per un cambiamento etico di un o sviluppo sostenibile del Pianeta: la Questione Animale.

Una lacuna che noi animalisti/antispecisti/vegani vogliamo colmare sia con le proiezioni in sei lingue , del messaggio “Nutrire il Pianeta, senza uccidere 60 miliardi di animali, esseri senzienti ogni anno”, a Milano, durante i molti eventi che accompagnano l'Expo nei prossimi sei mesi , sia con un documento che rispecchierà quanto qui scritto e che sarò sottoscritto da associazioni animaliste/ antispeciste/ vegane e da personalità del mondo scientifico, culturale , istituzionale italiano per poi consegnarlo a S.E. Ban-Ki Moon, durante la sua visita a Milano.

Consideriamo impossibile ignorare la Questione Animale, perchè gli animali sono esseri senzienti, il che significa che soffrono, hanno paura, amano, hanno sentimenti materni, si organizza socialmente: così la scienza etologica ci descrive gli animali da decenni. E , non a caso, essi trovano un loro spazio istituzionale nell’ambito del Trattato Europeo sulle Funzioni dell’Unione, il Trattato di Lisbona, che il Titolo II. Articolo 13 , statuisce:

“ Nella formulazione e nell’attuazione delle politiche dell'Unione nei settori

dell’agricoltura, della pesca, dei trasporti, del mercato interno, della ricerca e

sviluppo tecnologico e dello spazio, l'Unione e gli Stati membri tengono

pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in

quanto esseri senzienti..... “.

Ma la nostra società, il suo sistema economico, è basato interamente sullo sfruttamento e sull'assoggettamento degli animali, sia per quanto riguarda la scienza, la ricerca, l'industria alimentare, agricola, la moda, l'industria farmaceutica,la chimica , la tecnologia.

Il silenzio complice dei politici, economisti, scienziati, costituzionalisti , magistrati, intellettuali, giornalisti, favorisce la morte di miliardi di animali ogni anno nel mondo.

La loro cultura antropocentrica è all'origine di tale complicità: il loro specismo, come ogni altra discriminazione , è caratterizzato dalla violenza, dalle torture e dalla morte.

Ci auguriamo vivamente che il nostro Santo Padre , Papa Francesco, metta fine al silenzio della stessa teologia su questo problema etico che ha come protagonisti e vittime gli animali.

Sollecitato in ciò dal noto teologo Prof Paolo De Benedetti, che nella sua “Teologia degli animali” tiene conto dell’alleanza stabilita fra Dio e l’uomo, un’alleanza di cui si parla nel Capitolo 9 della Genesi, che non riguarda solo gli uomini, ma tutte le creature viventi, tutti gli animali usciti dall’Arca di Noè.

Una teologia non-antropocentrica, dunque,una teologia che sposta il centro della creatura umana alle creature”minori” ,ponendo fine al loro sfruttamento alimentare, alle torture, violenze e morte indotta dalla vivisezione, una “scienza” vecchia ed obsoleta .

La Questione Animale è dunque un problema etico che investe tutti le religioni di tutti popoli e che deve essere risolto dall’intera comunità umana .

In questo deserto di etica, è importante ascoltare la voce di un grande filosofo, Jaques Derrida, che scrive nel suo libro “L'Animale Che Dunque Sono”:

….”L'animale, che parola!

Una parola l'animale, un nome che gli uomini hanno istituito, un nome che essi si sono presi il diritto , l'autorità di dare ad un altro essere vivente..... Noi che ci chiamiamo uomini o umanità, che ci riconosciamo in questo nome, siamo stati coinvolti in una trasformazione che non ha precedenti... …. ..( Pagg.62,63)

...Nel corso degli ultimi due secoli, le forme tradizionali del trattamento dell'animale ” sono state rivoluzionate-è fin troppo evidente- dai concomitanti sviluppi delle scienze zoologiche, etologiche, biologiche, e genetiche....con l'allevamento e l'addestramento dell'animale su scala demografica che non ha uguali nel passato, con la sperimentazione genetica, con l'industrializzazione di ciò che si può chiamare la produzione alimentare della carne animale, con la diffusione massiccia dell'inseminazione artificiale, con le manipolazioni sempre più audaci del genoma. ........

…..In qualunque modo lo si voglia interpretare,qualunque conseguenza di natura pratica,tecnica, scientifica, giuridica, etica , politica se ne tragga, oggi nessuno può negare tale evento, cioè le proporzioni senza precedenti dell'assoggettamento dell'animale. Tale assoggettamento, di cui tentiamo di interpretare la storia, lo possiamo chiamare violenza.

…...Nessuno può più continuare seriamente a negare che gli uomini fanno tutto ciò che possono per nascondere questa crudeltà, per organizzare su scala mondiale l'oblio e il disconoscimento di tale violenza che qualcuno potrebbe paragonare ai peggiori genocidi.( Idem pag 63,64)

In questo deserto etico , si levano le voci umane di un sempre crescente movimento animalista/antispecista/ vegano che lavora e lotta per la Liberazione Animale, consapevole dell'orribile genocidio globale in atto.

Come chiamare il massacro di 60 miliardi di animali -esseri senzienti-ogni anno nel mondo? Genocidio è la parola giusta .

Va detto con forza e decisione che non c'è differenza fra gli allevamenti intensivi , i mega allevamenti di maiali della Cina ,uccisi poi per carne alimentare, e ciò che Slow Food e Eataly chiamano “carne felice”.

Per questi falsi profeti di uno sviluppo sostenibile, gli animali sono sempre oggetti, da usare per” l'utilità” dell'alimentazione dell'umanità, e i loro corpi considerati merce da vendere.

J.M. Coetzee, Nobel della Letteratura, scrive nel suo libro ”La Vita degli Animali”:

…..”Permettetemi di dire con franchezza  una cosa: siamo circondati da un'impresa di degradazione, crudeltà e sterminio che può rivaleggiare con ciò di cui è stato capace il Terzo Reich, anzi, può farlo apparire poca cosa al confronto, poiché la nostra è una impresa senza fine, capace di autorigenerazione, pronta a mettere incessantemente al mondo conigli, topi, polli e bestiame con il solo obiettivo di ammazzarli.(”Pag. 30)

Non credo sia necessario aggiungere altre parole a quanto un grande filosofo ed un Nobel della letteratura hanno scritto.

Ma in quanto animalisti/ antispecisti / vegani chiederemo che vengano riconosciuti diritti degli animali, in quanto esseri senzienti, come ogni altra creatura vivente:

Il Diritto al Rispetto della Vita.

Il Diritto di non essere sottoposti al dolore,a danni fisici e sofferenze fisiche e psicologiche.

Il Diritto ad essere tutelati dalla legge come ogni altra creatura vivente .

In nome di questi Diritti degli Animali in quanto Esseri Senzienti , chiederemo a S. E. Ban-Ki Moon di adoperarsi affinchè l'ONU accetti la nostra richiesta e dichiari il" 2016  l'Anno dei Diritti degli Animali".

Il blog di Stefania Sarsini
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