NOI CITTADINI CAVIE INCONSAPEVOLI DELLA "RICERCA SCIENTIFICA"

di Stefania Sarsini - 07/03/2014
UTILI INFORMAZIONI IN MERITO AI PERICOLI CHE CORRE LA NOSTRA SALUTE, DEI QUALI SIAMO ASSOLUTAMENTE INCONSAPEVOLI, E , CONSEGUENTEMENTE, TOTALE INUTILITA' DI TEST SU ANIMALI

Tossicità.

 Per  i test  per i  quali è utilizzato un numero elevatissimo di ‘animali’ e assai minore di umani, e che conducono alla morte o a gravi
danni alla salute per entrambi  - il primo posto spetta alla tossicità per somministrazione unica .

 Gli altri danni, meno immediati ma non meno gravi, riguardano gli effetti della tossicità per
somministrazione ripetuta, tra i quali la cancerogenicità, la tossicità genetica e riproduttiva, la
farmacocinetica e la farmacodinamica. Con ‘risposte’ notevolmente difformi tra le specie.

. La cancerogenicità e la tossicità genetica e riproduttiva sono peraltro testate (ufficialmente)
unicamente sugli ‘animali’ data la ‘non eticità’ di effettuarli apertamente sugli umani
con il loro consenso informato.
Ciò significa cavie animali  torturate ed uccise inutilmete visto le
raccomandazione CEE
 del 1° marzo 1983 che sottolinea
la non affidabilità dei test pre-clinici(cioè fatti sugli animali) di carcerogenicità a fini umani!
Ma anche cavie umane inconsapevoli come vedremo.

 

Pertanto, sia per scopi ‘etici’ umani, sia per assenza di ‘filtri’ pre-clinici, la cancerogenicità e la
tossicità genetica e riproduttiva non sono affatto testate, ufficialmente,  con studi clinici sugli umani,
nè tanto meno con metodi alternativi ,quelli davvero assolutamente affidabili , né per le
sostanze chimiche immesse negli alimenti, nelle bevande o nell’ambiente, né per i farmaci.
 Ed è ovvio che tali ‘effetti collaterali’ possono provocarsi anche dopo anni dall’assunzione di tali
prodotti.

E’ intuitivo a tal punto il motivo per il quale i tumori sono in crescente sviluppo
(1 malato  di cancro su 100  nei primi decenni del secolo scorso, 1 su tre oggi)  e anche perchè I
foglietti illustrativi,  i cosi detti  'bugiardini' , (che dicono invece importanti  verita'), contenuti
 nelle confezioni dei farmaci, è quasi sempre
sconsigliata l’assunzione del prodotto alle gestanti ,
controprova della scarsissima fiducia sui test pre-clinici, cioè quelli fatti sugli animali.

I suddetti test pre- clinici  vengono però ugualmente effettuati, e senza consenso informato, sui ‘consumatori’ o
sui ‘pazienti’, all’atto della commercializzazione dei relativi prodotti, senza sia possibile renderne
noti pubblicamente, e in tempo utile, gli eventuali effetti collaterali, né (per i non addetti ai lavori)
risalirne alle cause.
 Vuoi per via del tempo a ciò necessario, vuoi per carenza di una effettiva
‘farmacovigilanza’ , e/o di analisi epidemiologiche tempestive su tessuti o organi umani, in
assenza di una legislazione che imponga tali controlli, anche solo ‘post mortem’ (es. incentivando la
donazione del corpo a fini scientifici).
In conclusione, non si saprà mai se una certa molecola, scartata nei test pre-clinici, sia letale o
benefica per l’umano, cancerogena o teratogena, né si saprà mai se invece, superati i test pre-clinici,
possa essere dannosa per la cancerogenicità, e la tossicità genetica e riproduttiva. Né quindi il
grado di affidabilità di tali test.
 Si autorizza pertanto la circolazione di sostanze potenzialmente

assai dannose senza la dovuta trasparenza verso i cittadini.

Lo slogan <O l’animale o il bambino> di quanti ritengono tali test inderogabili per motivi di
sicurezza e di verifica a fini terapeutici, se fosse realistico, significherebbe che tali test ,etica a
parte, hanno un’accettabile percentuale di affidabilità.
Ancora una volta ci dobbiamo domandare allora perchè milioni di animali vengono torturati ed uccisi per test che non servono alla nostra salute, e ne dobbiamo dedurre che servono solo al profitto dell'industria farmaceutica :per produrre farmaci , come in qualsiasi altro settore produttivo  , vale la legge del mercato neoliberista , la legge del profitto , della concorrenza , che non ha niente a che vedere con  la nostra salute.e tanto meno con l'etica.

 
 Gli ‘insuccessi’  e i ritiri  dei nuovi farmaci
posti in commercio durante la fase detta di ‘farmacovigilanza’ a causa di gravi ‘reazioni avverse’
dovrebbero quindi essere sporadici. Altrettanto dicasi per gli effetti collaterali negli anni successivi.
Così non è, in quanto i rischi della sperimentazione di nuove molecole sui volontari umani, ( cavie prevalentemente
 dei paesi poveri  come l'Africa, l'india ecc , o di barboni   delle nostre strade),
nella 1° fase dei test clinici sono ben noti, e non mancano i decessi. Così come la sospensione dei
test clinici nelle fasi successive.

 I farmaci che arrivano alla fine della procedura per la loro semplice
registrazione come tali sono il 10% del totale, e i ritiri dei nuovi farmaci posti in commercio nella
fase di ‘farmacovigilanza’ superano di gran lunga il 50%, per non parlare degli effetti collaterali ,e
relativi ritiri, nel lungo periodo, che vengono scoperti ovviamente troppo tardi.
L’affidabilità dei test pre-clinici e clinici non pare quindi affatto quella pretesa.

Né i ‘meriti’ o  i ‘demeriti’ degli eventuali successi o insuccessi possono essere attribuiti ai test sugli  ‘animali’. Anzi, a
tali test andrebbe imputato il demerito di causare lo scarto di molecole rivelatasi tossiche, mentre
nulla si sa del loro eventuale effetto sugli umani.
 Né  i pochi   metodi sostitutivi ‘validati’oggi esistenti, (al confronto dei molti esistenti assai più affidabili, veloci ), essendo per la
loro validazione stati comparati ai dati di riferimento dei test pre-clinici,cioè quelli fatti sugli animali, possono  quindi  essere
considerarsi più affidabili , dal momento che si parte  da un test pre clinico inaffidabilee quindi  inutile al fine della salute della specie umana.
 
Il sistema pertanto non funziona, e la salute dei cittadini non è sufficientemente garantita dal
‘metodo’ in uso. Peraltro, la produzione dei farmaci, e in gran parte anche delle sostanze chimiche,
è totalmente privatizzata, il che non garantisce il perseguimento degli obiettivi di salute pubblica , ma solo i profitti delle imprese private che li prooducano.Anche nell'indiustria farmacecutica,la terza nel mondo dopo quella del petrolio e delle armi, le leggi sono quelle del mercato neoliberista,profitto e competizione,niente a che vedere con la nostra salute., niente a che vedere con l'etica.
 


   Questo significa essere cavie  inconsapevoli di un'errata sperimentazione impropriamente chiamata scientifica.

SAREBBE L'ORA CHE OGNUNO DI NOI AVESSE MAGGIOR CONSAPEVOLEZZA DI COSA SIGNIFICA "CURARSI "E CHE TIPO DI" MERCE "USA PER FARLO, E DI  QUALI INUTILI TORTURE,ORRORI  E MORTE DI  MILIONI DI ANIMALI , 12 MILIONI L'ANNO IN EUROPA, INCONSAPEVOLMENTE SIAMO RESPONSABILI.

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