Il Caimano è finito, se Napolitano e il Pd non lo salvano

di Paolo Flores d'Arcais - Micromega - 20/09/2013
Il bolso proclama eversivo con cui il Delinquente di Arcore ha rilanciato Forza Italia annuncia che il Caimano è bollito e politicamene finito.

Se non saranno il presidente Napolitano o la nomenklatura del Pd a rianimarlo con qualche forma surrettizia di salvacondotto (forma perciò alla lettera oscena, dal latino “ob scaena”, fuori scena, piduista diremmo con linguaggio adeguato ai tempi, che dunque nel mio incurabile e morboso ottimismo escludo) il bolso proclama eversivo con cui il Delinquente di Arcore ha rilanciato Forza Italia annuncia che il Caimano è bollito e politicamene finito.

Chiama “aux armes” i suoi manipoli al botulino per aggredire la Costituzione, i valori di giustizia e libertà, i magistrati “soggetti solo alla legge”, ma le facce dei dipendenti del Delinquente, che pure plaudono al suo messaggio in ogni talk show, smentiscono il giulebbe di servo encomio e lasciano traspirare effluvi di delusione e scoraggiamento. E’ bollito, è alle corde, è groggy come un pugile suonato, è incerto sul da farsi, l’aura del Capo è scomparsa. Sull’immondo ventennio sta per calare il sipario, senza applausi e tra ortaggi e uova marce.

A meno che … Perchè Berlusconi era già “finito” in almeno due occasioni, era ridotto a uno zombie politico e imprenditoriale (si rileggano i giornali del 1996 che discutevano di chi lo avrebbe sostituito alla testa della destra, e di quando – non se, quando – l’indebitamento avrebbe travolto le sue aziende e di quando – non se, quando – sarebbe finito in galera) e il Pd (o come allora si chiamava) lo ha letteralmente risuscitato, a forza di bicamerali e altri inciuci.

Perciò sarà bene non dare nulla per scontato. Il solo fatto che si parli da settimane di una possibile “grazia” senza che dal Quirinale sia arrivata una smentita “senza se e senza ma”, rende plausibile ogni angoscia nei cittadini onesti e democratici. Altrettanto inquietante che il proclama eversivo di ieri non abbia ricevuto nei Palazzi e nei Colli risposte all’altezza della sua gravità anticostituzionale (che ormai supera le immagini finali del film di Nanni Moretti), come niente affatto rassicurante è la nomina a giudice costituzionale di Giuliano Amato, il Richelieu di Craxi quando Berlusconi di Craxi era il sodale mediatico e di illegalità mediatiche.

Berlusconi invita i suoi sanfedisti opulenti a manifestare per calpestare la Costituzione, unica via ormai per il Delinquente di evitare un crepuscolo di galera o (più probabilmente) di latitanza. I cittadini che hanno nel cuore la Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza perciò si mobilitino, anche ciascuno individualmente, per la manifestazione del 12 ottobre, perché solo una mobilitazione appassionata e civile può mettere la parola fine al ventennio del berlusconismo, degli inciuci, del marchionnismo, delle larghe intese. Altrimenti il ventennio delle macerie e delle menzogne continuerà, con qualche belletto di politici “giovani” nati vecchi e altri “Letta bis”.
Solo la lotta e il protagonismo politico di ciascuno di voi può cambiare le cose. Il 12 ottobre, e dopo il 12 ottobre, si può.

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